13/06/2024

di gfb

Una piacevole serata è andata in scena in piazza Libertà con la Udine Fashion night, al netto della temperatura che, ad un certo punto, ha intirizzito buona parte del pubblico, rimasto stoicamente al suo posto fino alla fine. Con grande professionalità, modelle e modelli hanno fatto rendere al meglio gli abiti da sposa, haute couture e il prêt-à-porter di eccellenze della moda che discendono dal saper fare artigianale e creativo del Friuli. Organizzata da Barbara Beltrame e Anna Mareschi Danieli e trasmessa in diretta da Telefriuli, la passereralla ha visto sfilare capi di abbiglimento firmati presentati dalla brava Monica Bertarelli e proposti dagli atelier AMD collections, Barbara Beltrame Atelier, Bortolin Gioielli, Cecilia, Cleofe Finati, Issimi Parrucchieri, Max Mara, MiraMode, nùela vèstiti di emozioni.

Creazioni artistiche applaudite come anche gli intermezzi canori e musicali del basso baritono Zoltán Nagy e del talentuoso violinista Pierpaolo Foti. Applausi anche per Gabriella Carlucci, ospite d’eccezione, che proprio a Udine ha passato la sua infanzia insieme con la famiglia.

Udine Fashion Night gode del patrocinio di Comune di Udine, Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Federazione Moda Italia, Confindustria Udine, Confcommercio Imprese per l’Italia – Udine, Confartigianato Imprese Udine e Accademia Belle Arti G.B. Tiepolo. Tutto perfetto, quindi, e sen’altro apprezzabile sotto tutti i punti di vista, tranne che per una perplessità personale che ho condiviso con diverse persone. Tanto da rilanciarla in modo che possa essere raccolta dalle persone che hanno occupato il lato autorità della passerella: dal governatore Massimiliano Fedriga all’assessore Sergio Emidio Bini, dal presidente dell’ente camerale Udine Pordenone Giovanni Da Pozzo al sindaco Pietro Fontanini e, perchè no, anche dall’ingegner Gianpietro Benedetti che, grazie ai suoi interventi a beneficio della città, è ben avviato a sedersi nell’empireo dei più apprezzati mecenati di Udine. Il presidente del Gruppo Danieli ha, tra l’altro, mantenuto il sorriso per tutta la serata, in parte perchè era bella da gustare e, in parte, per aver mantenuto in testa per tutto il tempo una coppola a quadri che l’ha salvato dall’intirizzimento che, invece, si poteva chiaramente leggere nel volto gelificato di Bini e di altri.

Ma veniamo al punto. La passeralla era posizionata in modo perpendicolare rispetto al loggiato e al tempietto monumentale di San Giovanni, di vago sapore brunelleschiano, eretti nel 1533 dall’architetto lombardo Bernardino da Morcote. La chiesa, inizialmente dedicata a San Giovanni, ora è adibita a tempietto ai Caduti, e la scritta impressa sulla sua arcata non lascia dubbi in tal senso. E, appunto, qui, la perplessità. Le modelle entravano ed uscivano proprio nei pressi del tempio ai caduti. Se si è voluto eleggere quel luogo a sito della memoria di chi certamente non è caduto per le scale, l’dea di spettacoli leggeri, per quanto belli ed importanti, rimane colpevolmente dissacratoria e non rispettosa di valori e simboli che spetta a noi trasferire alle nuove generazioni di termini corretti. Se ci facciamo le sfilate di moda o i concerti, possiamo dire che la sacralità di certi luoghi ne viene un pò compromessa. Ci sono diverse altre splendide locations nella città di Udine che si prestano ad ospitare spettacoli, senza andare a compromettere il rispetto di luoghi che si è deciso di eleggere a simbolo.

L’intento non è quello di polemizzare ma di offrire lo spunto per una riflessione, sia per venire incontro a chi avverte un senso di disagio (ma forse sarò stato solamente io quello?) che per preservare la simbolicità di certi luoghi, affinchè la memoria non svanisca del tutto e ci porti ad organizzare sfilate di moda a Redipuglia o sul sagrato del Tempio Ossario.

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