02/12/2022

Nuove tecnologie e menti geniali stanno rivoluzionando il mondo e quasi tutti asseriscono di voler dare nuove opportunità per uscire dalla crisi economica con maggiore flessibilità e disponibilità. Dalla Cina arriva un software definito un cambiamento radicale per la gestione monetaria.

Si tratta di un sistema di pagamento senza denaro contante, senza carte di credito e senza bancomat. La sua diffusione è molto interessante dato che la popolazione della Repubblica Popolare Cinese ammonta a 1.367.820.000 persone circa, senza contare i residenti all’estero. Il sistema utilizzato dalla quasi totalità degli occhi a mandorla, nel loro Paese si chiama: WeChat. Dal nome s’intuisce che si tratta di un programma per comunicare, chattare, alla stregua di tanti altri come WathsApp, Messenger, Skype, BlackBerry Messenger, ChatOn, Hangouts, Imo, Indoona, Nimbuzz, Telegram, Viber e tantissime altre. Può essere utilizzato con qualsiasi smartphone e PC (Android, BlackBerry, iOS, Symbian e Windows, inoltre è disponibile anche in versione online per computer desktop), ma loro distribuiscono anche hardware come televisori intelligenti, unità di condizionamento d’aria, dispositivi di monitoraggio del glucosio nel sangue, braccialetti fitness (Misfit, Garmin, Jawbone) e giocattoli per bambini. Un sistema molto complesso che trova il suo apice nel programma di gestione dei pagamenti WeChat Pay.

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qr ERNNon solo per sparlare, è un sistema di pagamento molto intelligente, senza rischio di monopolio, utilizza i codici QR per l’identificazione dell’attività, che potrebbe essere gestito anche da altri servizi simili. Per esempio se in Cina volessi comprare un panino da un’ambulante per strada, dopo averlo ordinato, facendo una scansione del suo codice QR esposto vicino la cassa, otterrei lo scontrino come se avessi pagato per contanti. Nel caso in cui non avesse il QR dell’attività, dovrei generarne uno tramite l’App, che sarà scansionato dal negoziante come fosse un bancomat.

La sicurezza delle transazioni è assolutamente garantita, quanto qualsiasi altro sistema elettronico o carta, se non di più dato che il PIN ha sei caratteri e in alternativa si può autorizzare con l’impronta digitale, ma tutto nel proprio smartphone. La contropartita sarà che il gestore conoscerà i nostri spostamenti, i gusti e tutte le informazioni che vuole, come d’altronde oggi accade per Google, e tutte le App che utilizzano il GPS (Facebook, Apple e tanti altri), ma loro non solo sanno che siamo andati da quell’esercente, ma anche cosa abbiamo comprato. Grazie a questo potranno indicarci dove andare in base alle nostre abitudini, proponendo altre attività aderenti a WeChat Pay.

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Attualmente Adyen (una società di pagamento globale olandese che funge da agenzia per le società di e-commerce di dimensioni medie e grandi) integra il pagamento WeChat con codice QR e la funzionalità di pagamento WeChat in-App per i fornitori. I pagamenti con codice QR consentono a un utente WeChat di pagare da un sito web del fornitore. I pagamenti in-App consentono a un utente di pagare le merci o i servizi situati in un’applicazione diversa tramite WeChat Pay. Dal momento che sempre più persone cinesi scelgono di viaggiare all’estero o di acquistare a livello internazionale, WeChat Pay sarà un ponte di pagamento tra questi viaggiatori e le attività nel resto del mondo. Quando un acquirente acquista un prodotto da un fornitore estero, il tasso di cambio sarà utilizzato per convertire la valuta estera in Yen. L’importo convertito sarà quindi detratto dal conto del compratore quando conferma l’affare in WeChat Pay. Non appena l’acquirente finisce il pagamento, l’accredito avverrà nel conto del venditore all’estero.

WeChat Pay stabilisce accordi nei paesi supportati in base al prezzo della valuta locale. Quasi ovunque è disponibile la possibilità di acquistare con cambio automatico, mentre per le valute non supportate, gli acquisti possono essere effettuati in dollari americani.

WeChat Pay è una piattaforma di pagamento. Sono disponibili per chiunque, con competenza tecnica di alto livello e da qualsiasi Paese, voglia collaborare per  diventare fornitore di servizi WeChat Pay. Una volta verificati i requisiti richiesti, qualunque provider italiano potrà unirsi a WeChat Pay per fare affari e implementare lo sviluppo economico.

Qualsiasi merce può essere acquistata, a prescindere dal prezzo, basterà averli in banca poiché l’operazione di addebito nel conto corrente è immediata. Al momento nel mondo ci sono tantissime aziende che hanno aderito a WeChat Pay per esempio queste sono solo alcune: China Southern Airlines, Airbnb, International Mobile SDK, Western Union, China Airlines, Ten Sport, Dinos Alive, New York Times, BTS Skytrain, Unicef, Nike + Run Club, Wall Street Journal, BuzzFeed, Tiffany & Co, NBA, Garmin, Mon-Mon, Microsoft Xiaoice, JD.com, Cina Mobile SDK, Misfit, Chanel, Foodpanda. Hong Kong e il Sud Africa sono diventate le prime due nazioni ad avere accesso totale alle funzionalità del sistema.

Per comprendere di cosa sto scrivendo, basti sapere che l’invenzione dell’App per i pagamenti risale al 2015 e il primo anno avevano già un milione di utenti, oggi ne contano oltre un miliardo.

Esistono altri sistemi simili nel mondo, per esempio Apple Pay che solo ai possessori di iPhone o Apple Watch, consente di pagare tramite i POS Touchless.

Oramai moltissime persone non utilizzano più l’orologio, la macchina fotografica, la telecamera, la rubrica e l’agenda avendo a disposizione queste e tantissime funzioni nel telefonino. Ora potremmo lasciare a casa anche il portafoglio.

Al momento non è disponibile per gli utenti (acquirenti italiani), ma è già possibile aderire per i commercianti, che in questo modo entreranno in contatto con i potenziali clienti cinesi anche tramite web e potranno vendere sia in Italia ai turisti, sia con spedizione. Un miliardo di potenziali clienti non è male.

Probabilmente non abbiamo mai considerato i cinesi una potenza a livello di software e App, ma a quanto pare, grazie a numeri da capogiro, a breve potrebbero mangiare in testa a personaggi come Zuckerberg (Facebook), Bill Gates (Microsoft) e Larry Page (Google).

Marco Mascioli

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