23/02/2024

È notizia di pochi giorni fa la notizia che la minoranza consiliare di Grado ha depositato la richiesta di un consiglio comunale straordinario per deliberare sulle Direttive per la redazione di una variante al vigente PRGC per gli ambiti portuali relativamente al porto di Grado Pineta.
Oggetto della variante è un progetto, denominato “Marina Portopineta”, della Soc.Marina Portopineta srl, che prevede 1000 posti barca ad est della cittadina di Pineta, all’interno del SIC della Mula di Muggia, da realizzare tramite l’escavo di un ampissimo tratto di litorale con una profondità media di 3,5 metri e la realizzazione di strutture per il ricovero e l’ormeggio delle imbarcazioni.
“Ricordiamo – attacca il WWF – che l’area della Mula di Muggia è stata individuata appositamente per le caratteristiche naturalistiche presenti che sono uniche e preziose. Il progetto della marina andrebbe perciò inevitabilmente a denaturare l’habitat esistente (bassi fondali sabbiosi e fangosi) sia in corrispondenza delle opere (canale di accesso al marina) che nelle sue vicinanze. Quella che per i proponenti è un’auspicata “vivificazione” dei fondali altro non è che un sovvertimento delle condizioni ambientali che portano a designare quella zona come SIC. Tanto per intenderci: popolamenti di fanerogame marine, nursery per deposizione di uova e crescita di avanotti, ecc. La zona è infatti nota per la pescosità delle sue acque (la cosiddetta “tratta dei cefali”), che si rassemblano nelle acque basse e calde. Altresì i bassi fondali sono popolati – perché zona di pesca – da avifauna specifica”.
Da sottolineare inoltre che, alle spalle del sito individuato per il futuro porto nautico si trova il bosco di Grado, adiacente alla Valle Artalina, uno degli ultimi lembi di bosco costiero in Regione, di notevole pregio naturalistico. In quel sito ha nidificato la Sgarza ciuffetto (2002), tra le specie più rare come nidificanti in FVG, e l’airone guardabuoi (nel 2007, prima nidificazione per il FVG) oltre a molte coppie di Garzetta. Perciò il WWF propose già nel 2012 di ampliare il SIC all’area boscata oltre che alla parte occidentale del Banco Mula di Muggia, ampliamento indispensabile per fermare il brusco decremento di specie quali Falco di palude, Fratino e Sgarza ciuffetto, tutte sotto tutela della Direttiva Europea “Uccelli”.
Ma la questione ambientale non è l’unica a preoccupare l’associazione del Panda, che ricorda come nell’area interessata dal progetto sia in corso un processo naturale che sta insabbiando i fondali dell’area, un fenomeno che non si fermerebbe di certo con la realizzazione della marina. “L’attuale mezzo metro d’acqua è del tutto incompatibile con un progetto che richiede fondali dell’ordine dei 3,5 metri. In questo modo – avverte il WWF – ci troveremo di nuovo di fronte ad un marina il cui accesso è costantemente “sotto assedio” dei sedimenti: è quanto ad esempio succede ad Aprilia Marittima, i cui gestori devono continuamente “elemosinare” alla Regione interventi di dragaggio”.
Infine, ricorda l’associazione, c’è il problema dei fanghi che dovrebbero essere movimentati (e probabilmente utilizzati per sopraelevare le parti terrestri della marina) , il cui contenuto di mercurio è un ben noto problema – che peraltro sta tenendo banco proprio in questi giorni per la sua presenza in un’altra zona del litorale gradese -, tale da rendere molto complicate le operazioni di dragaggio e rideposizione e alto il rischio di inquinare ulteriormente altri tratti di litorale più ad ovest.
“Non si capisce – conclude il WWF – perché a Grado si continui ad avere una visione miope della gestione del territorio. Sarebbe il momento di iniziare a pensare ad un approccio diverso da quello che porta a cementare tutto e a distruggere aree naturalistiche e di pregio e che si basi invece proprio sulla loro valorizzazione, favorendo la nascita di un circuito turistico alternativo, sviluppato su tutto l’arco dell’anno, che consenta a Grado di rimanere l’isola d’oro che è e nel contempo sostenerla economicamente”.

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