13/05/2024

Sabato pomeriggio, il 10 marzo 2017, in centro a Udine col sole che scalda corpi e anime, in via Manin la sala convegno della Fondazione Friuli era strapiena, molti all’esterno cercavano di ascoltare giacché per sicurezza non sono potuti entrare. L’incontro “Fare il Friuli” promosso dal Sindaco di Rivignano Teor Mario Anzil. Il presidente della Fondazione Friuli Lionello d’Agostini ha introdotto la discussione sottolineando l’importanza del tema e la caratura dei presenti. Tra il pubblico sindaci, assessori provinciali, autorità e cittadini di tutta la regione, mentre dietro i microfoni c’erano il presidente Anci Fvg Mario Pezzetta, i direttori del Messaggero Veneto Omar Monestier e della Vita Cattolica Roberto Pensa, Mario Anzil in veste di moderatore e il professor Mario Bertolissi.

ernIMG_0404

Il sindaco Mario Anzil ha denunciato platealmente l’esigenza di uscire dal caos istituzionale in cui è stata catapultata la Regione da una giunta protesa a cambiare per cambiare. Variazioni e modifiche in ogni direzione senza una progetto utile. Aumentare la complessità del governo del territorio, della sanità come di qualsiasi cosa, non consentirà mai di risparmiare o migliorare le cose. Per Anzil bastano due sole Province, quella del Friuli e quella di Trieste.

La Regione si trova in un caos istituzionale senza precedenti, forzando la costituzione della Regione Autonoma con l’abolizione delle province solo in Friuli Venezia Giulia, pochi giorni prima del referendum costituzionale nazionale che le ha confermate come principi graditi da tutti gli italiani. Adesso il Friuli Venezia Giulia non è Italia, ma soprattutto non conseguirà alcun vantaggio, risparmio o miglioria a seguito dell’istituzione delle UTI. Questa per Anzil è l’occasione per farne solo due, la provincia del Friuli e quella di Trieste. Questo risponderebbe a reali e concrete esigenze di risposta nei confronti di un territorio che tangibilmente si sente di rispondere a queste due realtà.

ern IMG_0435

Le diciotto Unioni Territoriali Intercomunali, come supposto da subito, si stanno dimostrando strutture costose, senza scopo se non per generare nuove poltrone, stentano a decollare e causano malcontento fra i sindaci, anche quelli che all’inizio le avevano sostenute (Paularo e Monfalcone le ultime due richieste di uscirne). L’ancora di salvataggio proposta da Mario Anzil è garantita dalla riscoperta delle identità locali, con un’operazione che unisca, anziché dividere, semplifichi piuttosto che complicare, riduca le spese invece di moltiplicarle.

Tra gli ospiti intervenuti all’evento di Anzil in via Manin a Udine, sicuramente spiccava il nome di Omar Monestier, che a differenza di Pensa, Pezzetta e Bertolissi, è notorio abbia sempre appoggiato le evoluzioni della giunta Serracchiani. Nominato direttore del quotidiano locale più diffuso in regione, risulta l’unico che ha ricevuto lo stesso incarico per due volte. Non si è smentito neppure in questa occasione, ma come lo stesso Anzil ha rimarcato, è bello e corretto intraprendere percorsi così importanti confrontandosi anche con chi la pensa diversamente. Leggere il quotidiano uscito all’indomani, conferma senza alcun dubbio come il direttore interpreti l’operato della giunta regionale: in prima pagina il titolo del proclama di Panontin “Senza Province risparmiati milioni”, che risuona come una promozione senza freni nella seconda e terza pagina. L’ultimo angolino all’interno della stessa terza pagina è dedicato al dibattito presso la Fondazione Friuli, sembrerebbe dar voce all’opposizione senza alcuna enfasi, dopo aver elogiato la rivoluzione UTI. Ognun è libero di fare il giornale come preferisce…

ern IMG_0383

Il professor Mario Bertolissi, vicino all’avvocato Mario Anzil già ai tempi della proposta referendaria presentata per tastare l’opinione dei corregionali, approva appieno l’abolizione delle Uti e l’istituzione delle due Province autonome del Friuli e di Trieste. Bertolissi è ordinario, titolare della cattedra di diritto costituzionale all’Università di Padova, considerato tra i più autorevoli costituzionalisti italiani, era tra gli ospiti presenti a Udine che ha motivato con competenza e grande enfasi la proposta del sindaco di Rivignano Teor, in particolare riferendosi alla necessità di sentire le opinioni di tutti gli elettori. La comunicazione, il dibattito e le consultazioni elettorali e referendarie sono le migliori opportunità di fare politica proficuamente condivisa.

Inutile ricordare l’esito di quella democratica azione presentata alla giunta regionale: tutti le richieste di referendum, con migliaia di firme raccolte nelle piazze di tutta la regione, sono state respinte da Serracchiani & C. Due quesiti referendari depositati, uno per l’abolizione delle UTI ripristinando le funzioni alle province come previsto dalla Carta Costituzionale, l’altro per l’istituzione di due sole province, una del Friuli e l’altra di Trieste, sullo stampo di quanto esiste in Trentino Alto Adige con Trento e Bolzano.

Sono le risposte negative di chi contribuisce ad affossare sempre più la democrazia in questo Paese (sbeffeggiando il nome del partito cui aderiscono), ha enunciato Bertolissi e corrispondono alla caratura dell’odierna politica. Proporre cambiamenti, innovazioni, tanto per riempirsi la bocca, senza considerare le reali conseguenze che nel caso delle UTI, 18 “miniprovince” al posto di quattro è lampante comportino costi superiori per la gestione delle funzioni per le quali nessuno aveva lamentato alcunché. Le province con le loro competenze avrebbero potuto sopperire alle lungaggini burocratiche delle competenze regionali con sicuri risparmi in termini economici e di tempistiche, l’inverso sarà peggiorativo.

Questo è stato compreso chiaramente dalla maggior parte della popolazione che corse nelle piazze per sottoscrivere la richiesta. Servivano 500 firme per i referendum, ma ne raccolsero oltre duemila e diverse migliaia delle richieste di adesione al comitato rimasero inevase. Tutto invano, ovvero rimandato al prossimo anno quando (si spera) i residenti del Friuli Venezia Giulia potranno esprimere la loro opinione recandosi alle urne per le elezioni regionali.

Marco Mascioli

Share Button

Comments are closed.