06/12/2022

di Gianfranco Biondi

La rete di Gorizia è stata nei decenni della guerra fredda concretamente e simbolicamente divisiva quanto il muro di Berlino. Quella rete verde non poteva essere oltrepassata da entrambe le parti. Era il solco profondo, ideologico, politico e militare che separava est e ovest. Quando il muro di Berlino cadde sotto i colpi di martelli e ruspe nel 1989, anche la rete verde di Gorizia, che a differenza del muro lasciava almeno libera la vista su mondi allora diversi, lasciò posto alla libertà di attraversare liberamente quella dolorosa frattura. Di quella rete rimasero alcune centinaia di metri, trasformandosi in un monumento, una testimonianza di un’epoca che ha mortificato lo sviluppo di Gorizia, ricca di storia millenaria ma adagiata su un’economia assistenzialistica basata sulla presenza militare e, appena al di là della rete una yugoslava Nova Gorica, voluta da Tito e progettata dall’architetto Edvard Ravnikar, considerato un rappresentante della corrente funzionalista dell’architettura. Una città che avrebbe dovuto riflette il principio della “croce stradale” di Le Corbusier, che avrebbe dovuto brillare soprattutto oltre confine e nei confronti della Gorizia Storica per funzionalità, modernità e razionalità, ma che nei fatti non è stata completata. Possiamo capire quanto si sappia e si possa raccontare intorno a queste due città divise, di cui una non era periferia o estensione dell’altra ma in competizione tra loro. Ed intorno alla famosa rete verde, presidiata con le armi, invalicabile se non a costo della vita, si possono oggi raccontare gli enigmi di un passato non troppo lontano. Ebbene, la rete simbolo di Gorizia, pretesto e monumento visivo irrinuciabile per l’insegnamento da consegnare alle nuove genrazioni sulla complessa storia delle due città, che saranno Capitale Europea della Cultura nel 2025, è stata inopinatamente tolta, per lasciare spazio alla nuova ciclabile transfrontaliera progettata dal GECT. Incredibile. Nessuno, pare, si sia accorto di questo blitz. Qualcuno è andato lì, evidentemente comandato a farlo e con la flex ha tagliato tutta la rete. Infuriati i sindaci di Nova Gorica Klemen Miklavic e Gorizia Rodolfo Ziberna, come anche il presidente del GECT Paolo Petiziol e non solo loro, naturalmente. Ma come è potuto accadere? ora si cerca di fare chiarezza sulle responsabilità e, intanto, come anche riportato dal quotidiano il Piccolo, il sindaco di Gorizia ha ordinato il ripristino immediato di un pezzo della rete, che verrà quanto prima risaldato. Chiunque abbia preso la decisione di abbattere la rete, rimane il fatto che quanto accaduto è talmente assurdo da sfiorare il ridicolo, grasso che cola per i meme, un pò come la famosa strage nel pollaio preso di mira dal carro armato durante le esercitazioni militari nel pordenonese nel 2021. Nel caso della rete, la questione è anche più delicata, perché va a incidere sulla credibilità dell’organizzazione di Go2025 e potrebbe non essere così facile e rapido derubricare l’accaduto a simpatico incidente di percorso.

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