19/08/2022

Giovedì 9 maggio si inaugura all’Università di Udine una mostra dedicata a “Pier Silverio Leicht e la sua biblioteca”. L’esposizione mette in luce il valore testimoniale della biblioteca, la cui ampiezza rispecchia le relazioni scientifiche e d’amicizia del giurista e storico di origine veneta.

L’inaugurazione si terrà alle 11 nell’atrio di palazzo Antonini, in via Petracco 8 a Udine. Nel pomeriggio alle 18, sempre a palazzo Antonini in aula 2, Giuseppe Trebbi, storico dell’Università di Trieste, terrà una conferenza dal titolo Pier Silverio Leicht e il Friuli del Cinquecento, con un’analisi della figura di Pier Silverio Leicht, che guidò dal 1925 al 1945 la Società Filologica Friulana, in un periodo storico particolarmente travagliato.

L’occasione è data dal centesimo anniversario della fondazione dell’istituto e le due iniziative si

inseriscono nel programma della Settimana della cultura friulana (9-19 maggio). La mostra è organizzata in collaborazione con il Comune di Udine, il Soroptimist Club di Cividale del Friuli e la Biblioteca Civica di Cividale del Friuli.

La mostra allestita nell’atrio di palazzo Antonini espone, assieme a fotografie della vita privata e

pubblica, alcuni libri della famiglia e d’uso personale di Leicht. L’esposizione rimarrà visitabile fino al 24 maggio, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19.30 e il sabato dalle 8 alle 13.30. Tra i volumi in mostra, alcuni libri presentano annotazioni sulla rarità e il valore degli esemplari, e inserti che testimoniano la provenienza degli acquisti, come fu, ad esempio, per un librario d’eccezione quale Umberto Saba. La biblioteca privata di Pier Silverio Leicht costituisce il nucleo originario del fondo librario Carlo Guido Mor (1903-1990), ricevuto in dono dall’Università di Udine agli inizi degli anni Novanta.

«Osservando i volumi della biblioteca, le tracce d’uso, le annotazioni manoscritte, gli ex libris, gli

innumerevoli segnapagina glossati, i foglietti inserti insieme con lettere e cartoline, è possibile

ricostruire – spiega Andrea Tilatti, delegato dell’Ateneo di Udine per le biblioteche e banche dati – tanto la fisionomia della famiglia Leicht quanto gli interessi professionali e culturali che si sono susseguiti per quattro generazioni Leicht, dallo scorcio del secolo XVIII, con Pietro, per tutto l’Ottocento, con Michele, e la prima metà del XX secolo, con Pier Silverio e Michele Immanuel».

Pier Silverio Leicht nacque a Venezia il 25 giugno 1874. Studiò a Venezia e a Torino. A Padova si laureò in giurisprudenza nel 1896, allievo di Antonio Pertile e Nino (Giovanni) Tamassia, con una tesi sul Diritto romano e diritto germanico nel diritto privato friulano, temi che gli furono cari per tutta la vita.

Completò la sua formazione alle università di Lipsia e di Roma. Nel 1900 divenne direttore della

Biblioteca e del Museo civico di Udine. Nel 1903 passò all’insegnamento universitario, professore

incaricato nelle Università di Camerino, Siena e Cagliari. Fu quindi ordinario di Storia del diritto italiano a Siena, Modena, Bologna e Roma.

Fu deputato nella XXVII e XXVIII legislatura (1924 e 1929). Senatore del Regno dal 1934.

Sottosegretario al Ministero dell’istruzione pubblica dal luglio 1928 al settembre 1929, membro della

Commissione dei XVIII per le riforme costituzionali, vicepresidente della Commissione internazionale per la storia delle assemblee di Stato, Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei (di cui fu anche vicepresidente), vicepresidente ad honorem della Librarian International Society, membro corrispondente dell’Accademia delle scienze di Berlino, presidente della Commissione per gli atti delle assemblee costituzionali italiane, primo presidente dell’Associazione italiana per le biblioteche. Fu anche presidente della Società filologica friulana, della Deputazione di storia patria per il Friuli, della Società alpina friulana.

Nel 1944, pur non avendo aderito alla Repubblica sociale italiana, fu deferito all’Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo, decadde dalla carica di senatore, venne esonerato dall’insegnamento universitario e radiato da quasi tutte le associazioni di cui faceva parte. Negli anni successivi fu reintegrato in molte delle posizioni prima detenute. Pier Silverio Leicht si spense a Roma il 3 febbraio 1956.

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