27/09/2022

ENTI LOCALI

Nel presentare in Consiglio regionale il programma di governo per la XII legislatura del Friuli Venezia
Giulia, il governatore Massimiliano Fedriga ha riservato uno spazio importante agli Enti locali.

Il governatore ha affermato come “misure coercitive e sistemi fondati su penalizzazioni di qualsivoglia
natura debbano essere sostituiti da modelli di area vasta che, indipendentemente dal loro nome di battesimo, poggino
sui princìpi di libera associazione, efficientamento dei servizi e salvaguardia delle specificità”.

AGRICOLTURA ED AMBIENTE

Evidenziando come il Friuli Venezia Giulia non sia mai stato una regione marginale, il governatore Fedriga ha rimarcato che “compito dell’amministrazione sarà quello di integrare le strategie sfruttando
quel profondo legame che unisce agricoltura e ambiente. La filiera agroalimentare rappresenta un vero e proprio capitale immateriale che dovrà essere adeguatamente valorizzato in un percorso parallelo a quello della promozione dei nostri beni artistici .

SINERGIE CON I PAESI VICINI

Mettere in campo sinergie con Austria, Slovenia e Veneto non implica affatto cedere quote di mercato, ma è prerogativa utile a disegnare strategie più ampie e condivise a beneficio del territorio. Si dovrà investire sulla
formazione del personale delegato all’accoglienza, coinvolgendo in primo luogo gli operatori e sulle relazioni internazionali

UN TURISMO A 365 GIORNI

Un turismo strutturato sui 365 giorni è dunque un obiettivo che possiamo consolidare lavorando all’integrazione di percorsi di valorizzazione di mare, montagna, Collio, Carso e Laguna.

UN UNICO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

E’ opportuno fondere i numerosi Piani di settore in un unico Piano di Governo del Territorio. Il recupero di siti inquinati e la dismissione di attività impattanti deve fare paio con la ricerca di un punto di equilibrio tra la difesa dell’ambiente e la libertà di fare impresa.

ABBANDONARE SPRECHI E POTENZIARE FONTI ALTERNATIVE

dobbiamo abbandonare gli sprechi, e potenziare le fonti di energia alternativa anche attraverso quell’economia
circolare che ne favorisce la conservazione. Da qui l’urgenza di un cambio di paradigma per avviare un modello di sviluppo basato su investimenti, ricerca, innovazione e nuove professioni.

RAZIONALIZZARE E SEMPLIFICARE

Nello specifico Fedriga ha evidenziato la necessità di “razionalizzare dunque, ma anche semplificare. Una
semplificazione che sia in primo luogo di carattere normativo, con l’approvazione di testi unici e l’istituzione di un nucleo interdirezionale che si faccia carico della sburocratizzazione.

ADEGUATE MISURE ECONOMICHE

Per il governatore però “nulla vale la pena di essere pianificato in assenza di adeguate misure di carattere economico. Il rilancio della competitività, dei consumi e dell’occupazione sono le vere sfide In un quadro economico-finanziario internazionale che mostra una debole ripresa e con un sistema Italia ancora fermo, le politiche economiche regionali vanno delineate in modo da agganciare la ripresa al primo. Particolare attenzione andrà inoltre rivolta alla disoccupazione giovanile e a chi, a causa di crisi aziendali, è stato espulso dal mercato
del lavoro”.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Fedriga ha quindi chiarito di essere “persuaso che giocare la carta dell’innovazione di processo e di prodotto sia
imprescindibile per accrescere la nostra competitività sui mercati. Cruciale è in tal senso anche la strategia di
internazionalizzazione, basata su potenziamento dell’export, promozione di filiere, sviluppo delle competenze aziendali, in vista dello sbarco sui mercati esteri”.

ACCESSO AL CREDITO

Un “ulteriore pilastro è l’accesso al credito: immettere liquidità – con i fondi di rotazione, il sostegno ai Confidi e interventi di private equity da parte della società finanziaria regionale è obiettivo inderogabile .

RIDUZIONE PRESSIONE FISCALE

Massimiliano Fedriga, ha spiegato che “la chiave di tutto rimane comunque la riduzione della pressione
fiscale. Vittima della sua natura di Regione di confine, il Friuli Venezia Giulia paga più di altre aree del Paese lo
svantaggio di trovarsi due vicini quali Austria e Slovenia la cui pressione fiscale, loro merito, risulta essere nettamente inferiore alla nostra. Se le delocalizzazioni sono un pericolo da scongiurare più in prospettiva che nell’immediato, impellente è l’esigenza di rilanciare occupazione e investimenti.

RIDUZIONE DELL’IRAP, PORTO FRANCO E ZONE ECONOMICHE SPECIALI

“il traino all’economia dovrà pertanto essere garantito da una riduzione dell’Irap, per permettere alle imprese di avere un rapporto più agile con la pubblica amministrazione e soprattutto di impiegare le risorse
resesi disponibili sull’innovazione e sull’assunzione di personale, energizzando così il mercato del lavoro. Il taglio delle tasse, abbinato alla sburocratizzazione, mirerà inoltre a richiamare nuovi investitori, invogliando le imprese a puntare sul Friuli Venezia Giulia in virtù di regimi fiscali agevolati, penso a specifiche Zone Economiche Speciali Regionali, prospettiva alla quale guardo con grande interesse, oltre ovviamente ai Punti Franchi che già adesso rendono il Porto di Trieste unico nel mondo”.

TRATTARE CON IL GOVERNO PER RIEQUILIBRIO RISORSE E FUNZIONI

Fedriga ha quindi chiarito che “la nostra Regione dispone per legge di competenze che la rendono ancor più responsabile sulle scelte politiche e gestionali: una fiducia che il Friuli Venezia Giulia ha sempre ricambiato con estremo rigore sia in tema di spesa pubblica che in termini di qualità nell’erogazione di servizi ai cittadini. Fattori che tuttavia non sono stati sufficienti a risparmiarci accordi al ribasso, che hanno privato
la comunità di ulteriori risorse oltre a quelle già cedute precedentemente allo Stato centrale”. Per il governatore “sarà quindi essenziale riprendere le trattative con il Governo centrale, finalizzate a riequilibrare il rapporto
funzioni-risorse, pesantemente intaccato, per circa 920 milioni di euro solo nel 2018 tra accantonamenti e riserve, dalle manovre statali susseguitesi nel corso degli ultimi anni, e a rivedere le compartecipazioni, in modo da dare pieno riconoscimento ad una specialità che non diventi solo nominale, ma che sia a tutti gli effetti lo strumento per il rilancio del territorio”.

REVISIONE DELLO STATUTO

Il governatore ha ribadito che rimane “di attualità il tema della revisione dello Statuto, che dovrà essere adattato ai cambiamenti socio-economici intervenuti nel contesto internazionale e a quelli giuridico-istituzionali nazionali e continentali, attraverso l’affermazione di quel principio pattizio che si pone alla base del nostro rapporto con lo Stato. Anche in questo caso, giocare la partita assieme ad altre Regioni non può che risultare funzionale al conseguimento degli obiettivi. Un discorso che vale per l’autonomia, ma anche per gli investimenti infrastrutturali
strategici e l’individuazione di spazi finanziari per specifiche finalità di riqualificazione urbana”.

CULTURA E SITI UNESCO

Fedriga, ha spiegato che in merito alla cultura “il supporto al territorio, con le sue numerose iniziative, alcune
delle quali hanno assunto ormai rilievo nazionale, è un modus operandi che deve allargare le braccia alle produzioni teatrali e liriche, alle rassegne di cinema, e al lavoro di promozione dei nostri siti Unesco”.

Fedriga ha quindi evidenziato la volontà di “stimolare le progettualità con criteri di premialità per i progetti capaci di coinvolgere più soggetti, istituzionali e non”.

SPORT

Relativamente alla attività sportive il governatore ha spiegato che “il Friuli Venezia Giulia ha dato, e auspico dia anche in futuro, tanto allo sport, con i suoi campioni nazionali, europei, mondiali e olimpici di ieri e di oggi e con quelli che stanno crescendo per esserlo. Obiettivo della Regione sarà continuare a camminare al fianco di tutti i giovani che lo praticano nelle sue varie forme “.

SALUTE E SANITA’

Per quanto riguarda la riforma sanitaria varata dalla precedente amministrazione, secondo Fedriga, lo scontro aspro e le polemiche, “ora devono lasciare spazio a idee, per offrire risposte convincenti alle criticità emerse nel tempo”. Una nuova riforma non rappresenta in sé e per sé la soluzione per cambiare la rotta” e “qualsiasi intervento deve essere conseguenza di una precisa definizione delle risorse economiche da destinare al Sistema sanitario regionale”.

Il contributo dei professionisti e un processo di informatizzazione dovranno essere affiancati – ha detto Fedriga –
da “una revisione dell’attuale assetto, individuando una equilibrata e coerente distinzione tra i processi delle strutture ospedaliere e del servizio territoriale, che però, ovviamente, devono mantenere la loro complementarietà. Tutto ciò prevedendo un unico punto di governo per la pianificazione, il coordinamento ed il controllo del Servizio sanitario regionale”.

PROTEZIONE SOCIALE

Sotto il profilo delle misure di protezione sociale, il governatore ha affermato che “l’inclusione sociale non deve
essere sinonimo di assistenzialismo”. Pertanto “una mano responsabile non estrae dalle tasche denaro pubblico per
mantenere i figli inattivi, ma per contribuire alla loro formazione e al loro inserimento professionale, mentre interviene con più incisività per risolvere le difficoltà di chi, come nel caso degli anziani o dei disabili, richiede maggiori e più durevoli tutele”.

WELFARE GUARDANDO AGLI ANNI DI RESIDENZA IN FVG

Il governatore ha quindi tracciato in dettaglio la fisionomia di un “welfare nuovo”, articolato in sei punti, a partire dalla ridefinizione dei criteri di accesso ai servizi sociali e all’edilizia agevolata, “attribuendo il giusto peso agli anni di residenza in Friuli Venezia Giulia”.

SOSTEGNO AL REDDITO

In secondo luogo il governo regionale perseguirà “l’autonomia della misura regionale del sostegno al reddito, anche per destinare parte dei fondi a supporto delle aziende e agevolare percorsi di inserimento o reinserimento lavorativo”.

POTENZIAMENTO SCUOLE PER L’INFANZIA

La terza azione consiste nel potenziare le scuole dell’infanzia e mirare alla più alta copertura delle richieste, assegnando alla Regione un ruolo di primo piano nella definizione di percorsi mirati, anche sotto il profilo dell’organicità legislativa, ad accrescere la centralità della famiglia quale cardine della società. Altra
priorità in ambito sociale indicata dal governatore è la valorizzazione dell’attività dei ricreatori e di tutte le realtà aggregative storicamente radicate sul territorio regionale, riconoscendone le funzioni educative, formative e di accompagnamento delle famiglie.

ANZIANI

Infine, tre aspetti: la promozione dell’equità e l’uniformità territoriale del finanziamento regionale alle strutture residenziali per anziani, la ridefinizione e implementazione dell’integrazione fra Enti locali e Aziende sanitarie e un’articolazione più flessibile delle varie forme di contribuzione pubblica per favorire la domiciliarità delle persone anziane.

PROTEZIONE CIVILE

Non è mancato, nell’ottica della prevenzione primaria alla salute delle persone, un riferimento alla Protezione civile regionale “nata dalle macerie della tragedia del 1976 e simbolo non solo della ricostruzione ma, direi forse soprattutto, della grande forza morale e della dignità del popolo friulano nello specifico e del Friuli Venezia Giulia in generale”.

FLUSSI MIGRATORI

Il stesso governatore ha evidenziato come “uniti dobbiamo affrontare un’altra delle grandi sfide di fronte alle quali siamo chiamati a dare risposte convincenti: la gestione dei flussi migratori”.

“Un tema – ha affermato Fedriga – che non può naturalmente esaurirsi entro i confini del Friuli Venezia Giulia”.
“Sono tuttavia convinto – ha aggiunto – che, anche in un quadro in cui Governo e istituzioni comunitarie recitano la parte dei leoni, la Regione debba tenere il punto, forte del mandato popolare che ha palesato i disagi di una politica di accoglienza diffusa bocciata senza appello da una larghissima fetta della cittadinanza”.

Il governatore si è dichiarato “fermamente convinto che ogni essere umano meriti di essere trattato con dignità. Ciò premesso, sono altrettanto consapevole che l’assenza di paletti a delimitare i confini tra il giusto orientamento umanitario di una comunità e l’assurda vocazione di questa a farsi carico di chiunque venga a bussare alle sue porte
risulti nociva, quand’anche non potenzialmente letale”.

“Far sentire la voce del Friuli Venezia Giulia nelle sedi opportune – ha annunciato il governatore – è dunque un compito che intendo assolvere personalmente”. Nel dettaglio, Fedriga ha parlato di “area di confine con
numerosi punti nevralgici – penso in primo luogo al Porto di Trieste ma anche a valichi che, con l’allargamento dell’Europa, hanno perso la loro caratteristica originaria di filtri – e, di conseguenza, un territorio che necessita, ben più di altri, di maggiori attenzioni per prevenire che insorgano e, ove opportuno, vengano tempestivamente soppresse criticità che pongano a repentaglio la sicurezza dei cittadini”.

MAGGIOR DISPIEGAMENTO DI FORZE DELL’ORDINE

“In tale prospettiva – ha proseguito il governatore – oltre a chiedere al Governo un maggior dispiegamento di Forze
dell’Ordine, anche la Regione può giocare la propria partita, attraverso la valorizzazione della Polizia locale con il rispristino e il potenziamento degli standard minimi di servizio funzionali alla copertura di almeno tre turni, modulati sulle 24 ore per i Corpi che dispongano di più di 100 operatori, per 365 giorni all’anno”.

L’ultimo passaggio sul tema ha riguardato l’installazione di telecamere, l’agevolazione delle attività di controllo del territorio, l’estensione alla Polizia Locale dell’esonero dal pagamento del canone di concessione delle frequenze radio e dei pedaggi autostradali sulla rete regionale, la creazione di sale operative, anche intercomunali, attive sulle 24 ore, e l’investimento per il passaggio dalle frequenze analogiche a quelle digitali, considerati “ulteriori tasselli sui quali intendo lavorare per garantire la massima efficienza a un mosaico che ritengo essenziale affinché ogni cittadino del Friuli Venezia Giulia si senta davvero libero in casa propria”.

INFRASTRUTTURE

Nell’illustrare le linee programmatiche del proprio mandato il governatore Massimiliano Fedriga ha posto tra le priorità il tema delle infrastrutture, a partire dal sistema porto, aeroporto e rete autostradale.
Per Fedriga “le infrastrutture, che devono da un lato offrire sbocchi a un sistema portuale in continua crescita e, dall’altro, stringere la presa in chiave turistica, con l’approdo di nuovi vettori a riempire lo scalo aeroportuale e con un’alta velocità ferroviaria a rappresentare un tassello fondamentale per la mobilità dei passeggeri”.

Quanto alla rete autostradale, che per il governatore “nell’ultimo decennio ha già imboccato la via della riqualificazione”, vanno ora “coniugate le esigenze degli utenti e delle imprese che realizzano i lavori di ampliamento”.

Fedriga ha poi posto l’accento sulla necessità di “perfezionare l’iter finalizzato all’ottenimento della futura concessione, oggi gestita da Autovie Venete, per la nuova società costituita di comune accordo con la Regione Veneto: un’operazione che consentirà di dare continuità a tutti i progetti in fase di attuazione “.

Sui temi delle partecipazioni nei settori infrastrutturale, stradale, autostradale e aeroportuale Fedriga ha aperto ad ogni partenariato, con altri soggetti pubblici o privati, “purché fondato su benefici tangibili per la Regione e i suoi cittadini”.

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