25/03/2026

La scrittrice belga francofona Amélie Nothomb per la Letteratura, l’artista Marco Zanta per la Fotografia, lo storico e saggista Carlo  Ginzburg per l’Avventura del pensiero e nella sezione Testimone del nostro tempo l’avvocatessa e attivista iraniana Shirin Ebadi,  Premio Nobel per la Pace 2003, sono i vincitori della 39^ edizione del Premio Hemingway, promosso dal Comune di Lignano  Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia,  attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.it. E nel 2023 che celebra i 120 anni della spiaggia di  Lignano, e ripercorre una vocazione turistica di successo avviata nel 1903 con l’individuazione del perimetro del primo stabilimento  balneare, il Premio speciale Lignano, 120 anni di futuro va all’atleta Antonio Fantin, che ha saputo affrontare i sacrifici legati a una  rarissima malformazione e alla sua disabilità, trasformandola nel sogno realizzato dei più prestigiosi traguardi sportivi, come l’oro  conquistato alle Paralimpiadi di Tokyo2020. Attraverso i suoi vincitori, il Premio dedicato ad Ernest Hemingway ancora una volta  celebra il grande autore statunitense e la sua straordinaria capacità di guardare nel profondo dell’animo umano, spaziando fra  categorie diverse, che restituiscono la multiforme personalità di Hemingway. A Lignano il grande scrittore arrivava nell’aprile ’54,  pochi mesi prima del conferimento del Premio Nobel e cinquantuno anni dopo la fondazione della città, icona del turismo balneare.

«Il premio Hemingway, nelle sue diverse sezioni – commenta il Presidente di Giuria Alberto Garlini – cerca di dare un immaginario  ritratto del grande scrittore americano. E anche quest’anno abbiamo cercato di raggiungere questo obiettivo premiando Shirin Ebadi,  che mostra il lato dell’impegno civile, e perfino del rischiare la propria vita che era proprio di Hemingway; Carlo Ginzburg per  l’impegno storico, la passione per l’arte che animava lo scrittore americano; Marco Zanta, per il suo sguardo preciso ed esteticamente  essenziale sulle cose; Amelie Nothomb, per la sua simbiosi, direi fisica, con il fatto stesso della scrittura; e infine Antonio Fantin, per  la capacità di essere di ispirazione per i più giovani».

I vincitori sono stati annunciati   lunedì 5 giugno, alla presenza del Vicepresidente e Assessore alla Cultura e Sport della Regione  autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, del Sindaco del Comune di Lignano Sabbiadoro Laura Giorgi e del consigliere con delega  alla Cultura del Comune di Lignano Sabbiadoro Donatella Pasquin. Sono intervenuti con loro, in rappresentanza della Giuria del  Premio Hemingway, il presidente Alberto Garlini e Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge. Integrano la Giuria del  Premio lo storico della fotografia Italo Zannier e il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. 

«Parliamo di un evento di grande prestigio culturale che negli anni ha contribuito ad accrescere, a livello internazionale, la notorietà  di Lignano Sabbiadoro – commenta il sindaco della città, Laura Giorgi – Per questa edizione del premio, l’amministrazione comunale  ha inteso istituire una nuova sezione dedicata all’anniversario dei 120 anni dall’inizio della balneazione. Il premio speciale “Lignano  120 anni di futuro” vuol essere un modo per avvicinare l’Hemingway alle giovani generazioni, rendendo omaggio alla storia della  nostra Città», aggiunge il sindaco Giorgi.

 «Il Premio Hemingway – ha sottolineato nel corso dell’incontro Mario Anzil, Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo sport della  Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – è fra gli appuntamenti più attesi e affermati nel calendario degli eventi culturali della nostra  regione.  Sono certo   che anche questa trentanovesima edizione lascerà il segno, fornendo al pubblico ancora una volta importanti  strumenti per comprendere e criticare il mondo di oggi e del domani».

 La 39^ edizione del Premio dedicato ad Ernest Hemingway torna a Lignano Sabbiadoro da giovedì 22 a sabato 24 giugno, con un  cartellone di emozionanti incontri che si aprirà come sempre al pubblico, permettendo di conoscere da vicino ciascun vincitore  attraverso vivaci conversazioni che precederanno il talk di premiazione, momento culminante del Premio, in programma sabato 24  giugno alle 20 al Cinemacity.  Prenotazioni online dal 5 giugno sul sito premiohemingway.it

Il Premio Speciale Hemingway Lignano 120 anni di futuro, nei 120 anni dalla nascita del primo stabilimento balneare della città, va  all’atleta Antonio Fantin, per la sua capacità non solo di comunicare con i giovani, ma anche di ispirarli. Spiega infatti il sindaco di  Lignano Sabbiadoro Laura Giorgi: «abbiamo individuato nel 22enne pluricampione paralimpico Antonio Fantin la figura giusta a cui  attribuire questo premio, riconoscendogli una grande capacità comunicativa, soprattutto nei confronti dei giovani, dimostrata anche  nel libro “Punto. A capo. Dalla malattia all’oro paralimpico”, dove ha saputo raccontare con semplicità, ma anche con profonda  introspezione, il suo percorso, dalla scoperta della malattia al riscatto, attraverso lo sport, raggiungendo prestigiosi risultati nazionali  e internazionali».  Vittima sin da bambino di una rarissima malformazione che lo ha costretto a una operazione molto delicata,  Antonio Fantin non si è abbattuto, anzi si è innamorato dell’acqua della piscina usata per la riabilitazione, trovandovi una forma di  libertà e di impegno che è diventata un progetto di vita. Accogliendo il dono dell’entusiasmo dalle vittorie e il dono dell’umiltà dalle  sconfitte, trasformando la disabilità in un sogno è arrivato a cogliere i più alti e prestigiosi traguardi sportivi, primo fra tutti l’oro alle  Paralimpiadi di Tokyo 2020». Autore del libro “Punto. A capo. Dalla malattia all’oro paralimpico” (Piemme 2022), Antonio Fantin si  racconterà venerdì 23 giugno alle 21 sulla Terrazza a Mare di Lignano, in dialogo con il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli  Venezia Giulia, Cristiano Degano.

Il Premio Hemingway 2023 per la Letteratura va alla scrittrice Amélie Nothomb, una delle voci più amate della narrativa in lingua  francese, «per i suoi romanzi – spiegano le motivazioni della Giuria – pervasi da un ritmo irresistibile, che sono un inno alla  giovinezza, alla fragilità e unicità di ogni essere umano e di ogni relazione umana, alla gioia del corpo, all’essere liberi e abbandonarsi  ai sensi e ai sogni, a quella bizzarra avventura che chiamiamo amore. Un caleidoscopio di vita in cui si scopre la meraviglia  dell’umano, a volte anche le sue terribili profondità, con un senso ancora intatto di stupore e fascinazione, miracolo che riesce solo  alla grande letteratura». L’appuntamento con l’incontro di Amélie Nothomb è fissato per sabato 24 giugno, sulla Terrazza a Mare alle  17: in dialogo con il presidente di Giuria Alberto Garlini, la scrittrice si racconterà sfogliando il romanzo “Primo Sangue” che si è  aggiudicato il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022, una delle ultime prove d’autrice di Amélie Nothomb, edito in Italia  da Voland così come gli altri suoi libri. È intanto uscito da poco in Italia il suo trentunesimo romanzo, “Il libro delle sorelle”.

All’artista Marco Zanta, autore emergente nella fotografia contemporanea internazionale, va quest’anno il Premio Hemingway  Fotografia per “It’s all one song” (Hartmann 2022), «un fotolibro prestigioso e singolare, anche nella progettazione grafica che si  avvale di un particolare processo di stampa e di confezionamento – spiegano le motivazioni – Dedicato alla architettura sociale che  caratterizza la città, il libro ne evidenzia la simbolicità umana: una memoria visiva del nostro tempo che si identifica  emblematicamente in questo suggestivo, catartico volume». Appuntamento per incontrare Marco Zanta in apertura di cartellone,  giovedì 22 giugno alle 21, sulla Terrazza a Mare di Lignano: dialogherà con lui il Giurato Italo Zannier.

Il Premio Hemingway Avventura del pensiero va a Carlo Ginzburg «per avere ricostruito attraverso i molteplici saggi – tutti pubblicati  in Italia da Adelphi – l’immaginario e la quotidianità di interi periodi storici partendo da microcosmi ben definiti, che in alcuni casi  riguardano anche il Friuli Venezia Giulia, e rintracciando le voci di chi di solito non ha voce. Straordinaria poi la sua esplorazione,  condotta con rara intelligenza e grande magistero etico, dei rapporti tra verità storica, finzione e menzogna, consapevole che  distinguere il vero, nel costante intreccio di immaginazione e realtà al quale siamo sottoposti, è frutto di un percorso di conoscenza  che definisce non solo il lavoro dello storico, ma costituisce anche la trama del nostro stare al mondo». E sarà dedicata al “mestiere di  storico” la conversazione che Ginzburg terrà sabato 24 giugno alle 11, sulla Terrazza a Mare, in dialogo con il direttore artistico di  pordenonelegge, Gian Mario Villalta.

Premio Hemingway 2023 Testimone del nostro tempo alla avvocatessa e attivista iraniana Shirin Ebadi, «prima donna musulmana  insignita del premio Nobel per la pace, nel 2003, per aver saputo ispirare milioni di persone nel mondo grazie al suo impegno di  avvocato per i diritti umani. Animata dalla convinzione che ci possa essere un futuro positivo per l’Iran, Shirin Ebadi è riuscita a dare  voce a chi, soprattutto donne e bambini, è sempre stato costretto a tacere e a subire soprusi dalla teocrazia che governa il suo  paese. La sua è una storia di grandi convinzioni morali e di coraggio personale contro un potere che ha tentato di portarle via tutto,  che ha minacciato lei e i suoi cari con metodi violenti, ma non è riuscito a intaccare il suo bisogno di giustizia e l’amore per il suo  popolo». Il pubblico del Premio Hemingway potrà incontrare Shirin Ebadi venerdì 23 giugno, alle 18.30 sulla Terrazza a Mare: “Finché  non saremo liberi” titola l’intervista condotta da Alberto Garlini, sul filo rosso del memoir che nel 2016 Ebadi consegnava alle stampe,  edito in Italia da Bompiani.

 PREMIO HEMINGWAY, I VINCITORI 2023

Antonio Fantin, classe 2001, a tre anni e mezzo, viene colpito da una rarissima malformazione artero-venosa. È necessaria  un’operazione molto rischiosa, ma con il supporto della famiglia e del reparto di neurochirurgia dell’Ospedale Santa Maria della  Misericordia di Udine riesce a superarla. Quando inizia a nuotare, come forma di riabilitazione postoperatoria, in molti saltano subito  alla conclusione che «non è fatto per l’acqua», vedendolo immergersi titubante in piscina. Sedici anni più tardi quel bambino vincerà  l’oro alle Paralimpiadi di Tokyo2020 con il nuovo record del mondo, collezionando nella sua giovane carriera sportiva sette titoli  mondiali ed otto titoli europei. È la storia di come una difficoltà possa, in realtà, divenire fonte di opportunità.

Amélie Nothomb è nata a Kobe, Giappone, nel 1967 da genitori diplomatici, oggi vive tra Bruxelles e Parigi. Scrittrice di culto non solo  in Francia – dove ha esordito nel 1992 con Igiene dell’assassino, il romanzo che l’ha subito imposta – pubblica un libro l’anno,  scalando a ogni uscita le classifiche di vendita. Innumerevoli gli adattamenti cinematografici e teatrali ispirati ai suoi romanzi e i premi  letterari vinti, tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore  per Né di Eva né di Adamo, e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Sete, uscito in Francia  nel 2019, è arrivato secondo al Prix Goncourt dello stesso anno. Primo sangue, suo trentesimo romanzo, si è aggiudicato il Prix  Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022. È da poco uscito in Italia Il libro delle sorelle, trentunesimo romanzo dell’autrice.  Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Voland.

Marco Zanta è nato a Treviso nel 1962. La sua ricerca si muove all’interno della rappresentazione degli spazi urbani, con una forte  attenzione rivolta all’architettura e ai siti industriali. All’attività espositiva ha sempre affiancato l’insegnamento scolastico,  collaborando con diversi istituti universitari. Il suo lavoro è confluito in numerosi volumi di Storia della Fotografia e di Storia  dell’Architettura. Ha pubblicato diverse monografie, tra le quali Rumore Rosso (Charta, 2000), UrbanEurope (Contrasto, 2008), It’s all  one song (Hartmann Books, 2022). Le sue immagini sono state presentate da istituzioni internazionali e ha esposto più volte alla  Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2003 ha vinto il premio Mosaique del CNA del Lussemburgo. Suoi lavori fanno parte di prestigiose  collezioni, tra queste Collezione Unicredit-Milano, Centro Canadese d’Architettura-Montreal, Fondazione Forma-Milano, Fondo  Fotografia Europea-Reggio Emilia.

Carlo Ginzburg (Torino 1939) ha insegnato all’Università di Bologna, a UCLA, alla Scuola Normale di Pisa. Tra i suoi libri, tradotti in più  di venti lingue: I benandanti (1966; nuova ed. 2020); Il formaggio e i vermi (1976; nuova ed. 2019); Indagini su Piero (1981; nuova  ed. 2021); Miti emblemi spie (1986); Storia notturna (1989, nuova ed. 2015); Il giudice e lo storico (1991); Rapporti di forza (1990);  Occhiacci di legno (1998; nuova ed. 2019); Nessuna isola è un’isola (2002); Il filo e le tracce. Vero falso finto (2006), Paura  reverenza terrore (2015); Nondimanco. Machiavelli, Pascal (2018); La lettera uccide (2022).  Ha ricevuto l’Aby-Warburg-Preis  (1992), il premio Feltrinelli per le scienze storiche (2005), l’Humboldt-Forschungspreis (2008), il premio Balzan per la storia d’Europa  (1400-1700) (2010).

Shirin Ebadi, autrice, avvocato e prima donna giudice in Iran, vive in esilio a Londra dal 2009. Nel 2003 ha ricevuto il Premio Nobel  per la pace. Ebadi è stata giudice in Iran fino al 1979, anno della Rivoluzione islamica, dopo la quale non le è stato permesso di  lavorare come giudice. Nel 1994 ha co-fondato la Società per la protezione dei diritti dell’infanzia. Nel 2002, insieme ad altri avvocati,  ha fondato il Centro per i Difensori dei Diritti Umani (DHRC) per assistere coloro che lavorano per la promozione della democrazia.  Dopo il Premio Nobel del 2003, ha co-fondato l’Iniziativa Nobel per le Donne nel 2006 e ha utilizzato parte del suo premio per  sostenere il centro DHRC. Nel 2008 il governo iraniano ha chiuso il centro DHRC facendo irruzione nel suo ufficio, dove lavoravano 30  avvocati. Mentre era in viaggio all’estero, i suoi archivi professionali e i suoi effetti personali sono stati confiscati e sua sorella è stata  arrestata con false accuse. Questo è il link alla sua organizzazione, di cui è presidente: https://www.humanrights-ir.org/

Share Button

Comments are closed.