Un drone con un diametro di circa 50 centimetri ha urtato la sommità del campanile di San Marco a Venezia è poi caduto al suolo, senza provocare fortunatamente danni alle persone. A pilotare il drone era un turista libanese, senza alcuna autorizzazione ad effettuare il sorvolo del drone, subito identificato dalla polizia locale.
Quello dei droni acquistabili per poche centinaia di euro al supermercato, tra l’altro veri è propri gioellini tecnologici, è un fenomeno montante. Si calcola che entro il 2021 il giro di affari collegto alla vendita ed utilizzo dei droni sfiorerà i 130 miliardi di dollari. Quella del pilota di droni è considerata una delel venti professioni del futuro, secondo la societè di ricerche di mercato Sparks & Honey. I droni stanno entrando nella nostra vita e privacy ed è molto vasto il campo applicativo, ben lontano dalle iniziali impieghi nel settore militre, con indubbi benefici in termini di ricerca, indagine,controllo, sicurezza.
Esiste, ovviamente, un problema serio di sicurezza: Negli stati Uniti il volo dei droni è strettamente regolamentato tanto da impedire ai privati di far volare il loro drone, se non debitamtemente autorizzati, al di là dello steccato del proprio giardino domestico.
Del resto un anormativa più che giustificabile a fronte di episodi avvenuti a Parigi dove droni sconosciuyti hanno sorvolato l’ambasciata Usa, Place de la Concorde e la Torre Eiffel, o come la sfiorata collisione tra un drone e un aereo di linea o ancora la caduta di un drone sulla folla avvenuta in Spagna. I danni, soprattutto tagli severi da elica, sono possibili. In Italia, l’ENAC ha, intanto, preso posizione sulle competenze dei piloti. Non più dilettanti ma si dovrà frequentare un corso e ottenere una licenza. Ioltre ogni decollo in luogo pubblico deve essere segnalato ed autorizzato.le multe sono salatissime.
Di fatto il fenomeno è globale e, come sempre, le regolamentazioni faticano a tenere il passo con la sua espansione
Urbano Reviglio, nel suo artitolo “Il fenomeno droni spiegato ai profani” si domanda quali azioni le forze dell’ordine possano mettere in atto per arginare l’utilizzo incontrollato dei droni e cita gli esperti secondo i quali fermare un drone in aria è l’ultima azione possibile. «Meglio sarebbe se i corpi di polizia avessero il controllo dei codici di tutti gli Apr immessi sul mercato in modo da poter intervenire da una ground station per intercettare il drone e controllarlo. Ma non è così semplice… Come alternativa ci potrebbe essere ‘Rapere’-, un drone progettato da una start-up capace di cercare, intercettare e mettere fuori uso altri droni. Un modo per proteggere la privacy o per assistere a futuri scontri volanti fra droni?”, si domanda l’articolista.





