La Regione: “Vicini alla comunità, fenomeno eccezionale e imprevedibile”
“Comprendiamo la preoccupazione e lo stato d’animo dei cittadini di Versa. La Regione farà tesoro di tutte le osservazioni e continuerà a essere vicina a questa comunità raccogliendo tutte le necessità che saranno segnalate e dando ogni risposta possibile. I 300 millimetri di pioggia che si sono abbattuti repentinamente su questa porzione di territorio non erano prevedibili, come hanno spiegato in modo scientifico i tecnici di Arpa Fvg e Protezione civile. I modelli predittivi e le attività a tutela della popolazione possono certamente essere migliorati, ma non possiamo trascurare che il cambiamento climatico in atto sta causando fenomeni meteorologici nuovi, più violenti e circoscritti che, per essere fronteggiati in modo adeguato, dobbiamo conoscere meglio”.
Lo ha sostenuto l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, che questa sera ha partecipato all’incontro pubblico con i cittadini di Versa di Romans d’Isonzo, duramente colpiti dall’alluvione di domenica 16 e lunedì 17 novembre scorsi.
Il fenomeno, aggravato dal forte vento di scirocco, non era stato previsto dai modelli meteorologici ed è stato provocato da un sistema temporalesco autorigenerante stazionario sulla zona per oltre dieci ore. In questo arco di tempo sono stati registrati 300 millimetri di pioggia, l’esondazione del torrente Judrio e allagamenti che in alcuni punti hanno superato il metro e sessanta centimetri.
Secondo i tecnici di Arpa Fvg e della Protezione civile, che hanno descritto puntualmente quanto accaduto più di tre mesi fa, si è trattato di un episodio inedito per questo periodo dell’anno e che, in base alle serie storiche disponibili, si presenta mediamente una volta ogni tre secoli.
“La comunità di Versa ha riconosciuto l’impegno della Regione, che ha agito con senso di responsabilità e stanziato con tempestività risorse adeguate – ha ricordato Riccardi –. Il bando della Protezione civile Fvg per i ristori, che riguarda 24 Comuni del territorio, è stato emanato in soli 12 giorni dall’evento e i primi pagamenti sono partiti dopo appena 32 giorni”.
I ristori, cumulabili con gli stanziamenti statali e i rimborsi assicurativi, riguardano:
- i costi per l’autonoma sistemazione di chi ha lasciato l’abitazione e non poteva essere ospitato negli hotel gestiti dalla Protezione civile;
- l’anticipazione delle spese per il ripristino degli edifici privati;
- i danni alle autovetture distrutte dall’alluvione.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre spiegato che sono stati impegnati oltre mille volontari provenienti da più di 120 Comuni del Friuli Venezia Giulia, utilizzati 760 mezzi e registrate oltre duemila giornate/uomo. La Protezione civile Fvg si è occupata dell’accoglienza della popolazione sfollata, della consulenza psicologica, della rimozione dei detriti, della pulizia e del ripristino delle aree invase dall’acqua, consegnando inoltre più di 12 mila pasti.
È stato comunicato che sarà completato uno studio di impatto sulla condizione idrologica e idraulica dell’intero bacino dello Judrio e dei suoi affluenti, commissionato all’Università di Udine. Lo studio consentirà di individuare nei prossimi mesi le migliori soluzioni per mettere in sicurezza il territorio.
“Per evitare che condizioni così gravi si ripresentino – ha concluso Riccardi – dobbiamo valutare una serie di operazioni: lo sghiaiamento e la pulizia degli alvei, l’aumento del numero di sensori lungo questi corsi d’acqua, la diaframmatura degli argini a rischio rottura e la realizzazione di vasche di espansione a monte per laminare e contenere eventuali piene”.
La Protezione civile ha attivato inoltre il numero telefonico 0432 926745 per informare rapidamente i cittadini sui ristori e su qualsiasi altra istanza legata all’alluvione dello scorso novembre.






