01/07/2022

“Il coordinamento a livello regionale, presieduto dal Commissario di Governo e prefetti dei Comuni capoluogo, pone il Friuli Venezia Giulia come un modello a livello nazionale e sta funzionando al punto che, rispetto a molte Regioni italiane, siamo molto avanti nell’applicazione dell’accoglienza diffusa che ad oggi significa coinvolgere 46 Comuni e 16 dei 19 ambiti socio assistenziali: un lavoro avviato da tempo, che copre il 45 per cento dell’obiettivo e che ci permetterà di arrivare entro novembre al 70 per cento di accoglienza diffusa”.

Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani, tracciando assieme all’assessore regionale Gianni Torrenti e al Commissario di Governo e prefetto di Trieste Francesca Adelaide Garufi, la fotografia dello stato attuale dell’accoglienza in
Friuli Venezia Giulia.

Sono stati impegnati 785 mila euro di risorse regionali in sei mesi per coinvolgere nell’integrazione e nelle attività socialmente utili 1.630 persone. “Significa far lavorare circa il 50 per cento delle persone che in questo momento sono presenti in
Friuli Venezia Giulia.
Copriamo il 50 per cento, a fronte di una richiesta del Governo di circa il 10 per cento, e questo significa che siamo andati molto avanti nei tempi”, ha sottolineato Serracchiani, ricordando che si tratta di attività lavorative “che nessun altro farebbe” e rassicurando i cittadini della regione sul fatto che “non è stato tolto a loro nemmeno un posto di lavoro”.

“Abbiamo investito – ha ricordato Serracchiani – 4 milioni di euro sui lavori socialmente utili richiesti dai Comuni, tanto che è stata scorsa tutta la graduatoria dei richiedenti. Hanno dunque lavorato tutti i nostri cittadini e possiamo permetterci
di chiedere uno sforzo in più alle persone che ospitiamo per aiutare le nostre comunità a svolgere quei lavori di pulizie, giardinaggio, riapertura di sentieri, piccole manutenzioni che altri non sono disposti a fare”.

Rassicurazioni sono giunte anche in merito alla preparazione a gestire la possibilità di arrivo di grandi flussi di richiedenti asilo.

“Non si stanno verificando, ma il monitoraggio è costante sia con il Ministero dell’Interno che con Prefetture e Questure. Non ci sono dunque avvisaglie di arrivi, ma siamo pronti a tutto: abbiamo individuato gli spazi e abbiamo già raccolto il via libera dal Ministero per un’eventuale aumento delle forze sul nostro territorio”, ha affermato la presidente.

In base alla suddivisione delle quote fissate a luglio 2014 il Friuli Venezia Giulia dovrebbe accogliere il 2,19 per cento della popolazione regionale. In realtà, sono molte di più le persone accolte in regione, circa 2.700. “E’ uno sforzo che stiamo facendo da tempo perchè siamo consapevoli di dover fare la nostra
parte. Auspichiamo che questo accada in capo a tutte le Regioni”, ha commentato Serracchiani.

“Penso – ha osservato Serracchiani – che ci siano dei racconti sul Friuli Venezia Giulia che non corrispondono alla realtà: siamo stati descritti come un territorio invaso, una regione che non ce la fa più a gestire l’emergenza. Non è assolutamente così. Il nostro modello – frutto di un lavoro poderoso – funziona in termini di accoglienza, ma anche in quelli di sicurezza e ordine pubblico. Come hanno spiegato i questori, sono in decremento i reati in tutte e quattro le provincie. Nello stesso tempo, è aumentata la vigilanza sanitaria e siamo riusciti a creare le basi di un’accoglienza diffusa che, mi auguro, non spaventi i nostri cittadini”.

FONTE ARC

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