10/07/2024

di GFB

Più gradevole ed accogliente in colori ed arredi e soprattutto ampliata da 18 a 109 metri quadri la nuova sala d’attesa dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Burlo Garofolo di Trieste, fiore all’occhiello della sanità e della ricerca triestina, regionale e italiana. Oltre alla sala con i suoi colori pastellati, comode sedie e luminose vetrate, oltre il 40 per cento in più di spazi per il nuovo il CUP e l’ampliamento della mensa da 40 a 70 posti, per permettere con una nuova disposizione delle cucine l’allargamento del pronto soccorso, venire incontro all’incremento del personale ma anche per consentire la preparazione di vassoi personalizzati per i pazienti.

A questi ampliamenti strutturali si aggiungono due nuovi strumenti importanti per il monitoraggio neurologico ed emodinamico, acquistati grazie al determinante contributo di Despar, utilizzabili nelle sale operatorie ortopedica, chirugico pediatrica e in terapia intensiva, anche sulle pazienti adulte ginecologiche con situazioni complesse. Questi strumenti monitorano la funzione cerebrale e quella emodinamica e, a livello di terapia intensiva, controllano pazienti pediatrici e adulti nei casi di alterazione di coscienza e shock settico, con significative possibilità di riduzione della mortalità.

Tutte queste azioni sono state possibili grazie a risorse per 250 mila euro, 95 mila ottenuti con un finanziamento regionale, ben 165 mila raccolti dal Gruppo ASPIAG SERVICE del Friuli Venezia Giulia, che rappresneta i marchi Daspar, Interspar ed Eurospar e il restante importo per autofinanziamento dell’istituto. A tagliare il nastro dei nuovi spazi del Burlo, il suo direttore generale, Stefano Dorbolò, il direttore centrale salute, politiche sociali e disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia, Gianna Zamaro in rappresentanza dell’assessore regionale alla salute, Riccardo Riccardi e la responsabile marketing e comunicazione di Aspiag Friuli Venezia Giulia , Tiziana Pituelli, che ha portato i saluti del direttore regionale Fabrizio Cicero.

Gli interventi realizzati si inseriscono all’interno di un più ampio ed esteso piano riorganizzativo della logistica dell’Istituto – ha precisato – Stefano Dorbolò – avviato nel 2021 grazie ad un finanziamento regionale. Fondamentali poi sono i contributi integrativi come quello di Despar che hanno consentito di acquistare due strumenti di monitoraggio, di realizzare un nuovo ingresso e una nuova sala d’attesa.

Tiziana Pituelli, esprimendosi a nome del direttore regionale Despar, ha sottolienato quanto il gruppo abbia nel suo dna anche il farsi carico, in un’ottica restitutiva, delle esigenze che arrivano dal territorio e sostenere progetti e iniziative che pongano un’attenzione particolare alle fasce più deboli, rimanendo al fianco del mondo della salute, del sociale e dell’associazionismo.

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