di Gianfranco Biondi
La folla che si è assiepata sul sagrato della trecentesca ex chiesa di San Francesco a Udine, ora straordinaria location di eventi culturali , era già un segnale che il tributo all’artista friulano Giordano Floreancig andava oltre il consueto, oltre una tradizionale mostra. Non solamente opere di impatto spiazzante – come ha sottolineato l’assessore alla cultura del comune di Udine, Fabrizio Cigolot, portando i saluti del sindaco, nel ricordare di essere stato felicemente tirato per la giacca per questa iniziativa anche dal consigliere regionale Franco Iacop e da Alessandro Colautti, quando l’hanno avvicinato per dirgli…qui c’è da fare una mostra… e che mostra. Sì, perchè l’artista di cui stiamo parlando è un personaggio dalla vita intensa,vissuta fino in fondo anche attraverso le tenebre , ma sempre con gli occhi e il sentimento di un fanciullo, come ha ricordato in uno dei diversi passaggi il critico d’arte Luca Cantore D’Amore. Più che invitare a riflettere ammirandole, le opere d’arte di Florencig sono dardi incandescenti che, anche nei titoli stessi delle opere, lanciano il quesito esistenziale che parte anche dal titolo della mostra…Non sono io, Siete voi? una domanda che risponde alla speranza che in queste opere ciascuno possa ritrovare sé stesso, magari affrancandosi da quella vita sospesa che in due anni di pandenia ci ha disperso in termini identitari e di passioni da coltivare – afferma D’amore. Oggi ci ritroviamo… ma come ci ritroviamo? è possibile guardarsi allo specchio e ritrovarsi in quello specchio che gli artisti chiamano tela? la forza artistica di Giordano Floreancig è che non sembra provenire da alcun luogo e non andare in alcun luogo, é un uomo che nel corso della sua avventura di vita ha scelto di alzare l’asticella per vivere da artista, quando invece per altri era il tempo di bilanci, di ricalibrature in funzione di quello che prima ritenavano possibile ed ora un pò meno. Un artista complesso, Floreancig, e basta andare nel suo atelier di Buttrio per rendersene subito conto- ha sottolineato Giuseppe Morandini presidente di Fondazione Friuli che, con Regione, Comune, Confartigianto (presente il presidente Graziano Tilatti), e altre istituzioni, sostiene la mostra, nata da un’idea del giornalista Gianmarco Aimi e curata da Teresa Comis. Il giusto sentimento che si deve provare nei confronti di Floreancig e quello di una piacevole preoccupazione in equilibrio mai scontato – ha detto Morandini-, quando parli di lui devi sempre essere pronto ad arrivare al limite. Il critico D’amore, dicendosi certo che tutta l’arte provenga dal dolore, dal tormento, dall’angoscia è altrettanto vero che può esserci felicità in tutto ciò, se c’è la capacità di riuscire a guardare alle opere d’arte come ad una perla, senza dimenticarci che la perla è la malattia della conchiglia. Rispetto a Raffalello , Michelangelo, artisti illuminati che hanno viaggiato verso Dio nella luce, Floreancig fa parte della categoria dei fulminati – ha chiosato Luca Cantore D’Amore, avendo lui viaggiato nelle tenebre e danzandoci dentro senza averne paura. Di questo artista così complesso la mostra non si limita a descriverne il tratto pittorico, ma fornisce chiavi interpretative attraverso musiche e testi originali di diversi artisti di fama che si sono cimentati in questa esperienza. Un aspetto originale che porta il visitatore ad ascoltare le opere, grazie alle tecnologia del Qr. Basta il proprio cellulare, l’app per la lettura del qr e un paio di cuffie per immergersi in valori assoluti dell’arte in dialogo con sé stessa e con chi voglia sintonizzarsi. Il progetto è partito durante il primo lockdown da una frase di Floreancig: “Ai miei quadri manca solo la parola”. Così il pittore friulano ha definito le sue opere, tanto è l’impatto che sanno generare. Per questo è stato deciso di compensare alla “mancanza” addirittura facendole cantare. Tutto ciò è stato possibile attraverso le canzoni realizzate da diversi musicisti. I The Winstons, power trio basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica, formato da Roberto Dell’Era, bassista degli Afterhours, Enrico Gabrielli dei Calibro 35 e Lino Gitto, presenza di importanti release. Di Piero Sidoti, cantante, chitarrista e cantautore, Premio Tenco come miglior opera prima e Premio Gaber per uno spettacolo di teatro-canzone, ha pubblicato diversi album e ha all’attivo una lunga esperienza nei live. Di Mikeless – all’anagrafe Michael Fortunati – chitarrista, cantante e cantautore, ha pubblicato diversi album e ha all’attivo numerose esperienze live sui palchi di tutta Italia. Elisa Brusati, cantante, voce della rockband Noema, con esperienze anche soliste a Sanremo e X Factor e una delle migliori tatuatrici italiane. Di Xena Zupanic, una artista, attrice, regista e performer, che ha partecipato dal 2005 al 2008 a MarKette, programma televisivo di La7 condotto da Piero Chiambretti.
La mostra è accompagnata dal catalogo Giordano Floreancig NON SONO IO! SIETE VOI? edito da San Marco Edizioni con tutte le immagini delle opere esposte e testi di Gianmarco Aimi, Luca Cantore D’Amore e Toni Capuozzo e con QRcode per l’ascolto dei brani musicali originali.







