18/08/2022

Domenica 27 gennaio giornata della memoria e domenica 10 febbraio Giorno del Ricordo. Mentre moltissimi lamentano che non si faccia abbastanza per non dimenticare e tramandare ai più giovani agli accadimenti delle guerre mondiali, sinceramente sembra che siano in molti a prodigarsi affinché quelle tragedie rimangano sempre di grande attualità. Grandi investimenti per eventi e celebrazioni in occasione dei cent’anni dalla grande guerra, alcuni dei quali rivelatisi fiaschi incredibili cui nessuno ha partecipato. 

In Friuli Venezia Giulia ci sono stati tanti capitoli delle guerre particolarmente rilevanti e le due occasioni annuali sono molto sentite. Il 27 gennaio ricorre l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz (Polonia), dove avvenne la Shoah cioè lo sterminio del popolo ebraico. Insieme si celebrano anche le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, gli italiani che subirono la deportazione, la prigionia e la morte (anche in Italia tra cui Gonars dove c’era uno dei campi di concentramento gestito da militari italiani che rinchiudevano gli italiani esuli). Il 10 febbraio è il giorno del ricordo in cui ricorre la firma dei trattati di pace di Parigi nel 1947, in cui fu consegnata alla Jugoslavia buona parte della Venezia Giulia, tutta l’Istria e il Quarnaro che fino allora erano Italia. 

Se quest’anno la giornata della memoria è passata senza grande clamore, basti pensare che a Trieste, presso il monumento nazionale della Risiera di San Sabba, la cerimonia si è svolta in assenza del Presidente della Regione, del Sindaco e del Vescovo, si annuncia molto diverso il giorno del ricordo. Hanno annunciato la loro presenza, il ministro dell’interno vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e addirittura il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, ma anche Maurizio Gasparri e Giorgia Meloni. Presumibile che dalla nostra regione non mancheranno le autorità che si sono fatte sostituire a gennaio e talmente tante altre che speriamo lascino un po’ di posto anche agli spettatori.    

Sarebbe bello si portassero alla luce tutte le verità, non solo gli aspetti funebri, ma anche le responsabilità e le vere motivazioni che hanno spinto certi esseri viventi a commettere violenze atroci. Senza tralasciare le responsabilità di connazionali, anche se connessi a noi da legami di parentela. La cosa importante da insegnare, soprattutto alle generazioni che non hanno vissuto in prima persona le guerre, che chiunque ne sia stato coinvolto, con qualsiasi motivazione, che abbia avuto ragione o torto, che sia stato da questa o da quella parte, ha fatto del male ad altri esseri umani. Chi vince scrive la storia, ma siccome non sempre riporta la verità oggettiva, oggi sarebbe tempo di rivelare tutti gli aspetti, non per accusare o giustificare gli indifendibili, ma per considerare le guerre per ciò che sono in realtà: la sconfitta del rispetto, dell’intelligenza e dei sentimenti. 

Primo Levi, uno dei sopravvissuti alla deportazione nel campo di sterminio ad Auschwitz, scrisse in uno dei capitoli centrali di Se questo è un uomo: «se potessi racchiudere in un’immagine tutto il male del nostro tempo, sceglierei questa immagine, che mi è familiare: un uomo scarno, dalla fronte china e dalle spalle curve, sul cui volto e nei cui occhi non si possa leggere traccia di pensiero». Tutto il testo nasce come documento memoriale, trascrizione dei ricordi dell’autore, ma si pone anche come memoria collettiva, destinata a tramandarsi ai posteri, per cui tutti dovrebbero leggerlo non per apprezzarne le sfumature, ma per acquisire la conoscenza, prodromica all’accrescimento dell’intelligenza. 

Dal 27 gennaio al 27 febbraio molti istituti scolastici organizzano eventi, conferenze e proiezioni concernenti le guerre e nel Medio Friuli, grazie al contributo della Regione FVG hanno fatto veramente clamore le tante occasioni create nella città di Codroipo con ospiti illustri che hanno coinvolto gli studenti, in particolare delle secondarie di secondo grado del Linussio.

Alcuni degli eventi di maggiore rilevanza sono quello tenuto domenica 3 febbraio alle 17.00 nella sala consiliare di Codroipo, la conferenza “Dopo Auschwitz – Il ritorno dei sopravvissuti alla Shoah” con il relatore Ilan Brauner (Nato in Israele a Yaachov nel 1945 e arrivato in Italia nel 1959, medico e docente). Ha presentato uno sguardo innovativo, quanto personale, sulla storia della Shoah attraverso l’approfondimento del drammatico momento del rientro in patria dei sopravvissuti ai campi di concentramento. Presente anche la presidente Donata Perosa dell’Associazione Italia – Israele delle Terre di Mezzo e Collinari del Friuli, nonché gli assessori del comune di Codroipo Tiziana Cividini, Graziano Ganzit e Fabiola Frizza. Evidentemente in particolare è stato trattato l’argomento ebrei, sia dal punto di vista storico, sia della cronaca odierna. 

La questione per noi è sempre di difficile comprensione, giacché non comprendiamo cosa significhi essere ebreo anche oggi. Si tratta di una fede religiosa, di un territorio o, come dissero i nazisti di una razza? Probabilmente una miscellanea di cose in cui ognuno non esclude gli altri significati e ciò che a noi oggi può sembrare assurdo, per loro è normale considerarsi ebrei per la fede, l’origine nazionale (Israele) e in molti casi si considerano orgogliosamente di razza. 

La sera di mercoledì 6 febbraio al cinema teatro Benois – De Cecco hanno proiettato il film Red Land (Rosso Istria) del regista Maximiliano Hernando Bruno. La Storia di Norma Cossetto, studentessa italiana a Padova, istriana di Santa Domenica di Visinada, violentata e barbaramente uccisa da partigiani jugoslavi. Il ricordo a 75 anni dalla morte. Introduzione storica a cura del prof. Elio Varutti dell’ANVGD (Ass. nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Udine) che per intenderci ha espresso forti dubbi sull’opportunità di far visionare ai minorenni il film e con l’introduzione da parte del Sindaco Fabio Marchetti.

Mercoledì 13 febbraio alle 21.00 sempre al teatro comunale ci sarà la proiezione del film documentario “1938, quando scoprimmo di non essere più italiani” di Pietro Suber, sulle conseguenze delle leggi razziali e la persecuzione degli ebrei sotto il fascismo raccontata dagli ultimi testimoni (vittime e persecutori), con documenti e straordinarie immagini d’archivio. 

Tante altre conferenze riservate agli studenti degli istituti superiori al Linussio come: “Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960” a cura del prof. Elio Varutti dell’ANVGD (Ass. nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Udine); la conferenza: “La Rosa Bianca” a cura Marco Balestra dell’ANED (Ass. nazionale ex deportati nei campi nazisti di Udine) e soprattutto un viaggio d’istruzione a Trieste presso la Risiera di San Sabba e il Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata che si svolgerà nei giorni 26 e 27 febbraio. 

Bisogna ricordare ciò che è stato, cosa sono le guerre, affinché l’orrore non si ripeta.

Marco Mascioli 

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