In una nota congiunta l’Associazione Ambientalista Eugenio Rosmann e l’Associazione Fiume Isonzo esprimono preoccupazione per l’ecosistema acquatico dell’Isonzo a seguito delle operazioni di svuotamento dei bacini idrici, che stanno provocando la discesa di fanghi e limi. Regione Friuli Venezia Giulia e l’Autorità di Bacino di Venezia, contattate dalle associazioni, hanno dichiarato di non essere a conoscenza di queste operazioni..Si tratta di una prova evidente – sottolineano le associazioni – che una reale cooperazione per la gestione eco sostenibile del fiume fra Italia e Slovenia non esiste, da cui la richiesta per un intervento dell’Unione europea.
Erano iniziati circa due settimane fa i lavori di svuotamento del bacino di Santa Lucia d’Isonzo, cosa che ha provocato lo sversamento nelle acque del fiume di tonnellate di sedimenti fini che ne hanno fatto cambiare il colore, dal bel smeraldino ad un grigio fango causando danni alla fauna ittica. L’altro ieri è stato aperto anche il secondo bacino, quello della diga di Ajba, che è stato abbassato di circa 6 - 8m per il blocco della centrale idroelettrica di Avce per eccessiva presenza di sedimento . Nel bacino di Ajba si sono formati grandi accumuli di sedimenti limosi che con lo svuotamento del bacino proseguono la strada verso la diga di Salcano. Risultano gravemente compromesse le popolazioni ittiche sul tratto intermedio in Slovenia e col rischio di possibili danni sul tratto italiano man mano che i sedimenti scenderanno a valle
Le Associazioni di Salviamo l’Isonzo sono molto preoccupate per l’ecosistema acquatico e stanno monitorando la situazione, e hanno già ricevuto una prima risposta solerte da parte della Regione e dell’Autorità di Bacino di Venezia che hanno dichiarato di non essere a conoscenza di queste operazioni. Si tratta di una prova evidente che una reale cooperazione per la gestione ecosostenibile del fiume fra Italia e Slovenia non esiste. Le Associazioni – tramite gli europarlamentari Schlein e Zullo – stanno proseguendo il dialogo con l’Unione Europea per chiedere un suo intervento.







