30/11/2022

Tutte le strade portano a Roma, perché i romani invasero e conquistarono quasi tutta l’Europa creando percorsi, nonché città laddove si presentavano esigenze di rifornimento e opportunità di collegamento.

ern IMG-20171002-WA0017Poi ci furono altri conquistatori come Napoleone che hanno lasciato la loro utile impronta sul terreno della nostra regione e, senza esagerare dicendo che da duemila anni non si è fatto nulla per migliorare la transitabilità in Friuli Venezia Giulia, bisogna ammettere che le uniche novità concrete sono rappresentate dalle rotonde che per lo più la provincia di Udine ha realizzato ovunque.

Facendo il paragone con le altre regioni del Nord Est, non ci resta che piangere.

La statale Triestina (S.S. 14) è l’esempio più eclatante: in Veneto hanno realizzato le varianti (S.S. 14 bis) che consentono a tutti e principalmente ai mezzi pesanti di non attraversare le città. A Portogruaro (VE) e San Donà di Piave (VE) hanno risolto due problemi facendo un percorso alternativo: meno inquinamento e traffico in città e tempi di percorrenza ragionevoli per chi è solo di passaggio. Questo in Friuli Venezia Giulia non è mai avvenuto. Città come Latisana, San Giorgio di Nogaro, Cervignano del Friuli, Monfalcone e Sistiana sono attraversate dalla strada statale  che porta tutti indistintamente in pieno centro a far ingorghi. Non dimentichiamo la Statale 13 Pontebbana che presenta gli stessi problemi a Pordenone, Casarsa della Delizia, Codroipo, Campoformido, Tavagnacco e Tricesimo. Una disperazione per residenti e viaggiatori. Non prendo nemmeno in considerazione le strade regionali, che in alcuni casi sono frequentate come se non più delle statali e sono percorsi a ostacoli come nemmeno nel terzo mondo ci si aspetterebbe di trovare (per esempio San Odorico di Flaibano sulla S.R. 463, collegamento tra la Pontebbana e Gemona del Friuli, transitata dai mezzi pesanti a tutte le ore, con gimcana, inchiodate e tamponamenti costanti).

Per onor di cronaca bisogna riconoscere che negli ultimi decenni a Trieste hanno realizzato la sopraelevata, unico esempio di soldiern multe autovelox corretto spesi bene e nel pordenonese c’è la Fiume Veneto – Sequals – Vienna (soprannome irriverente) che parte come una superstrada e dopo pochi metri si presenta come la strada regionale che è.

Vergognoso per una regione che dovrebbe e potrebbe vivere principalmente di turismo, con un territorio per oltre due terzi pianeggiante e disabitato. Si potrebbero realizzare piste d’asfalto alternative, fuori dai centri abitati, ovunque.

Invece non si è fatto nulla per anni e quando si decide di fare qualcosa, ci si rende conto che il ritardo e l’inadeguatezza delle soluzioni si ripresenteranno anche in futuro. Finalmente si è deciso di mettere mano alle autostrade, almeno la A4 Trieste Venezia nel tratto regionale saranno ampliate. Ma non si è pensato al futuro progettando il raddoppio delle corsie, bensì una sola corsia in più per carreggiata che sicuramente si presenterà inadeguata prima che siano terminati i lavori.

Cantieri aperti in primavera, hanno contribuito all’elargizione di bestemmie durante tutta la bella stagione. Code incomputabili, rallentamenti improvvisi e conseguenti incidenti sono la cronaca giornaliera. Se non ci scappa il morto, non fanno notizia ern IMG-20170902-WA0004nemmeno i dieci chilometri di coda e le oltre tre ore per fare da Trieste a Venezia. Un’estate di disperazione che sarà solo il prologo di quanto dovremo subire nei prossimi anni, almeno fino al 2023. Certo, in Italia non vorrete mica che lavorino di notte, durante i fine settimana o che rinuncino alle ferie! Quindi ciò che nel Nord dell’Europa si realizzerebbe in tre anni, da noi ne serviranno almeno sei.

Un tempo in Italia i cantieri erano bloccati durante la stagione estiva perché il turismo avrebbe pagato le conseguenze, ora l’unico pensiero è quello di far pagare il pedaggio a tutti, compresi coloro che sono rimasti in coda per diverse ore.

Quest’estate i disagi per gli automobilisti sono stati regalati anche da Terna. Con il nuovo elettrodotto aereo, che ci consentirà di comprare energia importandola dalle centrali nucleari dell’Est, per passare con i loro cavi enormi da un nuovo traliccio all’altro attraversando l’autostrada, hanno ristretto le carreggiate e innalzato reti di protezione che durante il periodo di ferragosto ha peggiorato ulteriormente le code di turisti.

Ora ci sarà da ridere: il limite di velocità nei tratti interessati dell’autostrada scenderà a sessanta chilometri orari (60 Km/h); prevista anche la chiusura con conseguente occupazione delle strade statali e regionali, per la precisione dalle ore 20 di sabato 21 ottobre alle ore 10 di domenica 22 si dovrà uscire obbligatoriamente a Udine Sud per chi arriva dalla A23, a San Giorgio di Nogaro per chi arriva da Venezia e a Palmanova per chi arriva da Trieste. Sulla viabilità ordinaria sono stati già posizionati i segnali gialli della deviazione e staremo a vedere quante altre volte dovranno bloccare il traffico autostradale per sistemare il mega “incrocio” di Palmanova, dove la A4 incontra la A23 per Tarvisio.

Oltre alla segnaletica orizzontale e verticale indicante il nuovo limite di velocità, dovrebbero posizionare anche gli autovelox così, oltre a pagare i pedaggi per un disservizio, si rifaranno delle spese per i lavori con le multe. Andare a 60 Km orari in autostrada, sapendo di pagare un pedaggio salatissimo, sarà davvero difficile da mandar giù.

Marco Mascioli

 

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