25/09/2022

I finanzieri, diretti nelle indagini dalla Procura della Repubblica di Udine, hanno ricostruito una vera e propria truffa ai danni dell’Erario attuata mediante la sistematica emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. L’imprenditore, operante nel settore dell’itticoltura, ha evaso le imposte utilizzando diverse società, tutte da lui amministrate, alcune delle quali risultate create al solo scopo di consentire a quelle più redditizie di evadere le imposte. L’attività di acquacoltura infatti, generava redditi da sottoporre a tassazione, ma le imposte venivano evase attraverso la creazione di imprese con il solo scopo di emettere fatture false (cosiddette cartiere). La società realmente operante utilizzava la fatture per operazioni inesistenti emesse dalle cartiere per iscrivere a bilancio dei costi fittizi, riducendo artatamente i redditi prodotti ed azzerando di conseguenza le imposte dovute. Il GIP del Tribunale di Udine, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica sulla base delle risultanze investigative della Compagnia di San Giorgio di Nogaro, ha disposto il sequestro di beni riconducibili all’imprenditore per l’importo corrispondente alle imposte evase: sono stati quindi sequestrati conti correnti, cassette di sicurezza, quote societarie e lussuose automobili e moto (Porsche 911, BMW 640 e Harley Davidson per 200.000 Euro) per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

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