11/06/2024

di GFB

Con il 44 per cento di affluenza al ballottaggio (35.604 votanti su 80.650 elettori, di cui 16.863 uomini e 18.741 donne), il professor Alberto Felice De Toni vince le elezioni comunali e manda a casa Pietro Fontanini, ringrandolo per il comportamento tenuto in campagna elettorale, sempre corretto e rispettoso delle diverse posizioni. “Spero ci siano le condizioni per lavorare ora in Consiglio comunale in modo costruttivo per il bene della città”, ha detto il nuovo sindaco, forse dimenticando che le opposizioni non potranno essere d’accordo su tutto e che ci si augura che non facciano sconti di nessun genere ( sto usando parole che avrebbe utilizzato il centro sinistra se avesse perso la partita ). Sarebbe utile, invece, che le prime parole sia Fedriga la prima persona a cui bussare la porta, ( come per dire…vado subito a sentire che aria tira )… il nuovo sindaco tenga le maniche rimboccate per garantire alla città una giunta efficace, seria, onesta, coraggiosa, intraprendente e combattiva. Sarà indispensabile perché un sindaco, come persona sola al comando, non va da nessuna parte. Sul fronte della deludente partecipazione al voto dei cosidetti cittadini udinesi va steso un velo pietoso. Nei confronti di chi ha scelto la libertà di non votare penso sia legittimo prendersi la libertà di non ascoltarlo. Chi preferisce “altro” al diritto-dovere del voto, contribuisce alla trasformazione della politica in teatrino.
Nel festeggiare la vittoria, De Toni promette una città più bella, viva, attrattiva e felice. Per farlo avrà bisogno di una “vision”, di lungimiranza e di progettualità innovative. “Essere tra e con la gente…continueremo ad ascoltare e a dialogare…le persone fanno la differenza” è quanto dichiara il nuovo sindaco perché “Udine ha scelto di cambiare” ma queste parole doveranno essere pietre angolari su cui costruire una forte identità della città, che ne disegni il valore economico e sociale…quello che produce le ricadute necessarie a dare futuro a tutti gli strati sociali.
“Ci aspettano già il 25 aprile, il primo maggio e un grande impegno come l’adunata nazionale degli alpini”, ha elencato il nuovo sindaco sul fronte dei primi impegni. Ovvero due ricorrenze (nulla di nuovo) e un mega evento (già programmato), Rimango in attesa del “nuovo” e non di quello che è già catalogabile nell’ordinaria amminitrazione. E con questo, i migliori auguri per la nuova avventura del professore.

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