Di Marco Mascioli
Al Governo italiano è attribuita la potestà di emanare regolamenti, che costituiscono una fonte secondaria di produzione giuridica. Il Governo può dare attuazione e integrare le disposizioni legislative, può disciplinare l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e può regolare materie che la Costituzione non riserva in via esclusiva alla legge.
In Italia l’unica certezza che non abbandona mai i cittadini consiste nella garanzia che mai nessuna norma sarà emanata a discapito dei componenti stessi del Governo (a discapito dello Stato che saremmo tutti noi, un po’ come il banco al casinò che non perde mai!). Per il resto la logica spesso non alberga nei palazzi della politica e, forti della loro profonda incompetenza, unita a quella dei residenti nei vari ministeri, all’insorgere dei problemi, ricorrono alle modifiche di quanto già emanato, il che, spesso, anziché risolverli, moltiplica i problemi, soprattutto nell’attività d’interpretazione delle norme.
In particolare quando si parla di denaro che sarebbe elargito con manica larghissima ai cittadini (non avevamo mai sentito di detrazioni superiori al 100%), con la giustificazione delle misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, speravamo in norme chiare, semplici e che prevedessero sanzioni severe per chi deve certificare i lavori. Invece… siamo italiani: Facta lex inventa fraus – Fatta la legge, trovato l’inganno.
L’ultima variante al Superbonus è l’annunciata proroga al 30 settembre per i lavori nelle villette e abitazioni singole, per il completamento dei lavori almeno nella misura del 30%, ma forse dopo slitterà al 31 dicembre 2022, o forse 2023?
Inoltre sono tornati sui loro passi per quanto riguarda i crediti in materia di edilizia. Ora si prevede la possibilità per le banche di cedere il credito ai clienti prima dell’ultima cessione. Queste sono solo le principali tematiche indicate nel decreto che in verità dovrebbe essere analizzato dal Governo nei prossimi giorni, ma già ampiamente enunciato da ministri e sottosegretari. Si tratterà di un decreto da 5 miliardi di euro.
Il Governo, con le precedenti varianti al decreto “Rilancio”, voleva porre rimedio al problema prodotto dalle cessioni del credito, bloccando le frodi, ma così facendo ha bloccato la circolazione dei crediti da parte delle Banche. Infatti il dl n. 14 del 2022, anche detto decreto taglia bollette, ha introdotto la quarta cessione del credito.
Intanto Bonus e Superbonus hanno dato l’opportunità ad alcuni scaltri imprenditori di truffare i cittadini proponendo servizi onnicomprensivi per le ristrutturazioni chiavi in mano, con il risultato che i soldi sono stati incassati dai furbetti e i proprietari si trovano un debito da saldate allo Stato, giacché i lavori di efficientamento energetico non sono stati portati a termine (oppure nemmeno iniziati).
Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo interpellato l’avv. Ester Soramel, cui si sono rivolti diversi malcapitati sia del Friuli Venezia Giulia, sia del Veneto.
















