02/12/2022

I giovani europei sono ancora stranieri nei paesi d’Europa che visitano, anche se il progetto ERASMUS che li muove è presentato come fiore all’occhiello da molti istituzioni europee e nazionali, e non potrebbe essere altrimenti, vista la loro importanza ed utilità. Nei loro spostamenti con i mezzi non sono tutelati abbastanza da una normativa omogenea. Sia sul piano della sicurezza che assicurativo i paesi europei differiscono molto da uno all’altro. Il problema ha una sua urgenza dopo i gravi episodi stradali che hanno provocato vittime. Sono milioni i giovani che viaggiano sentendosi cittadini d’Europa e del mondo ma a cui non viene data la giusta protezione, una volta messi fuori i piedi dal proprio istituto universitario. Molto è stato fatto sul piano della parificazione didattica tra università d’Europa ma niente o poco su quello di normative omogenee che riguardino sicurezza ed assicurazioni. I viaggi ERASMUS sono affidati ad associazioni a cui l’Europa non chiede verifiche sugli standard.
Nel marzo scorso, in Spagna il tragico incidente che costo la vita a 13 ragazze ERASMUS, di cui sette italiane, che viaggiavano su un pullman, più volte capottatosi in autostrada, a causa a quello che l’autista, sopravvissuto, ammise essere stato un colpo di sonno, incidente da cui partì una vicenda giudiziaria non senza colpi di scena e tuttora in corso. A seguito di questo tragico evento si costituì un’associazione formata dai parenti delle vittime, Generazione ERASMUS. Abbiamo raggiunto al telefono il suo presidente, il prof..Giuseppe Scarascia Mugnozza, docente all’università della Tuscia, al quale chiediamo di presentare le finalità del sodalizio..

-professore…questo vuol dire che in termini di sicurezza del viaggio va fatto e si deve fare di più?

-cosa chiedete in modo particolare?

-ma in una proposta di rendere omogenei dispositivi e controlli tra i vari paesi, il nostro paese, l’Italia, può dettare delle linee?

-differenze che sono emerse fortemente nella vicenda dell’incidente in Spagna…prof. Scarascia

quindi stranieri in Europa, pur avendo la possibilità di muoversi agevolmente al suo interno. Ed è quello che da tempo accade ai giovani studenti con il progetto Il programma ERASMUS, acronimo un programma di mobilità studentesca dell’Unione europea, creato nel 1987. Il programma da la possibilità allo studente universitario europeo di trascorrere periodi di studio in università straniere, che poi vengono riconosciuti dall’università che frequenta nel suo paese di origine. Da fonti dell’Unione europea nel 2014, anno nel quale ERASMUS ha assunto il nome di ERASMUS+ per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport, il programma ha permesso a quasi 58.000 italiani di partire (650mila in Europa), con un impegno finanziario da parte dell’unione europea, perché ERASMUS è finanziato dall’Europa, di 92.80 milioni di euro. Dalla sua nascita ERASMUS ha movimentato 3,3 milioni di studenti, con l’Italia ai primi posti come partecipazione.

Professor Scarascia Mugnozza, queste proporzioni ci danno l’idea di quanto sia importante il tema…abbiamo parlato di controlli e di coperture assicurative difformi da paese a paese, ma va anche capito con quanta serietà ci si muova a livello organizzativo nell’ambito di ERASMUS…

INTERVISTA INTEGRALE AL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ERASMUS
A CURA DI GIANFRANCO BIONDI

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