Di Marco Mascioli
L’otto marzo è passato e tante sono state le iniziative per festeggiare la giornata internazionale della donna, nonostante la pioggia abbia frenato alcune attività previste all’aperto.
Uno dei più importanti eventi in Friuli Venezia Giulia è stato su iniziativa delle donne iscritte all’A.F.D.S. (associazione friulana donatori di sangue), le donatrici di sangue si sono trovate nei centri dov’era possibile donare tra cui l’ospedale di Latisana in cui si sono trovate tutte le donne della Sezione Litoranea Occidentale, da Rivignano Teor in giù.

Un gesto sempre importante che le donne sentono particolarmente doveroso per contribuire ad aiutare chi ne ha bisogno. Un gesto di solidarietà nei confronti di noi stessi, in quanto non si può prevedere quando avremo bisogno di sangue o plasma, per cui è necessaria la gestione previdenziale, per non incorrere in carenze.

Festa della donna in ospedale a Latisana con le responsabili delle sezioni e le donatrici che si alternavano sui lettini gestiti da infermiere e dottoresse per donare cogliendo l’occasione di festeggiare insieme. Tutte le partecipanti hanno ricevuto anche una piantina gialla (meglio del rametto di mimosa che dura poco), oltre alla consueta colazione al bar e hanno fatto la foto ricordo insieme alla rispettiva presidente di sezione, dietro una cornice commemorativa.

Nella medicina contemporanea gli emocomponenti (i diversi componenti del sangue) e i plasmaderivati (farmaci ottenuti dalla lavorazione del plasma) servono a salvare vite, allungarne la durata e migliorarne la qualità e permettono l’esecuzione di cure e procedure che altrimenti non sarebbero possibili.
Un paziente affetto da talassemia, per fare un esempio, per poter vivere ha bisogno di circa 25 trasfusioni di sangue (globuli rossi) all’anno; 30- 40 unità sono necessarie per mandare a buon fine un intervento chirurgico delicato come un trapianto di cuore o di fegato; un trapianto di midollo osseo ne richiede almeno 20. Le trasfusioni servono anche per supportare il trattamento delle leucemie o delle insufficienze renali, per gestire in emergenza i politraumi o le emorragie durante un parto, e in tanti altri casi.

Il sangue si configura ancora oggi come una risorsa fondamentale per ognuno di noi. Ecco perché tutti dovrebbero prendere d’esempio queste donne che sono sempre in prima posizione per donare, basta avere i seguenti requisiti: età compresa tra i 18 e i 65 anni (la donazione di sangue intero da parte di donatori di età superiore ai 65 anni può essere consentita previa valutazione clinica); un peso corporeo superiore ai 50 kg; un buono stato di salute.
Altri requisiti essenziali per donare (come la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca o il valore dell’emoglobina) vengono valutati dal medico direttamente durante la visita di idoneità alla donazione e questo è uno degli aspetti positivi egoisticamente, cioè prima di donare il sangue si viene sottoposti a un’accurata visita e agli esami del sangue che consentono di valutare il proprio stato di salute.
Il coinvolgimento dei giovani nella donazione di sangue è uno degli obiettivi fondamentali dell’A.F.D.S. e la sostenibilità del sistema sangue dipende dall’apporto delle nuove generazioni. L’emancipazione della donna passa anche attraverso il senso di solidarietà, la capacità di associarsi per crescere, come individui e come società. Dovrebbero tutti prendere esempio da queste donne che hanno voluto partecipare donando sangue per festeggiare insieme l’otto marzo e farsi avanti con un semplice clic www.portaledeldono.it .
Se è vero che donare sangue o plasma non può in nessun caso essere remunerato economicamente, è altrettanto importante per il senso di gioia generato dalla consapevolezza d’aver fatto un gesto fondamentale per contribuire alla diffusione della cultura della salute e della solidarietà.
A gestire l’evento nell’ospedale di Latisana, oltre ai professionisti del centro trasfusionale, c’era anche la Vice Sindaco reggente Vanessa Vello (anch’essa donatrice), la presidente della sezione AFDS di Rivignano Romina Tubaro; la vice presidente di Teor Miriana Dominelli, la rappresentante di Varmo Paola Betto e, uniche presenze maschili erano il presidente AFDS Roberto Flora, oltre ai giornalisti intervenuti.







