Nella sala sita nelle fondamenta della Camera di Commercio di Pordenone e Udine, si sono trovati alcuni professionisti e imprenditori che alle 11 di mattina non avevano altri impegni, evidentemente.
Il comitato Udine Sicura ha organizzato un primo convegno per dar voce a imprenditori e cittadini e illustrare le prossime iniziative, assieme alla Fiap Udine (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionisti). Comprensibile il coinvolgimento degli agenti immobiliari stante il costante crollo di prezzi e interesse nei confronti di alcune zone della città, come la zona delle stazioni.


A dimostrazione dello spirito apolitico del comitato, hanno invitato i vicesindaci passato e presente (Loris Michelini e Alessandro Venanzi), ma nei due mesi dalla nascita dell’organizzazione già si sono notati diversi cambiamenti e disaffezioni a partire dal vertice dove Roberto Snaidero ha ceduto la presidenza a Federico Malignani. Sicuramente anche l’orario non era consono per chi lavora. Alle 11 del mattino di martedì, alcuni sono costretti a lavorare, piuttosto che ascoltare o raccontare gli intenti e soprattutto le lamentele dei concittadini.

Mentre il Sole 24 Ore ha decretato la provincia di Udine prima in classifica per la qualità della vita, Udine Sicura però cerca gli aspetti negativi e trova soluzioni innovative per affrontare gli innegabili problemi che trovano riscontro nella cronaca. Rimane comunque il fatto che Udine e la sua provincia, raramente è menzionata a livello nazionale, essendo ancora tra le cittadine più tranquille. Qualsiasi città in Italia e non solo, hanno problemi di malavita e spaccio, in particolare nei pressi delle stazioni.


Pensando al coinvolgimento delle forze dell’ordine, stanno organizzando una sorta di vigilanza privata composta da cittadini che, con nuovi strumenti, con cui dovranno segnalare eventuali fatti criminali, in tempo reale. Questo dovrebbe essere dovere di ogni cittadino, a prescindere dall’appartenenza a questo comitato. Speriamo quindi che l’azione di comunicazione e diffusione dello stesso rappresenti motivo di deterrenza per i malviventi, spingendoli magari a trasferirsi in altri luoghi.







