25/09/2022

Realizzare progetti e attività finalizzati allo sviluppo di interventi nutrizionali mirati per contribuire a un invecchiamento in salute. È l’obiettivo che si sono dati il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Università di Udine dando vita a una Unità di ricerca congiunta specializzata nello studio multidisciplinare integrato delle relazioni tra alimentazione e salute umana. Un unicum a livello nazionale, con sede all’Ateneo friulano, che nasce, da un accordo triennale, in virtù delle competenze scientifiche interdisciplinari sviluppate dai due enti e nel quadro di una consolidata collaborazione in questi settori. L’Unità di ricerca è stata presentata o a Udine, nell’auditorium del dipartimento di Area medica dell’università.

da sinistra Silvio Brusaferro, Roberto Pinton, Maria Chiara Carrozza, Leonardo Alberto Sechi

Sul tema dell’invecchiamento attivo, considerato strategico per il futuro, l’Unità di ricerca permetterà di sviluppare una visione cooperativa e integrata con le diverse realtà pubbliche e private regionali e nazionali. Le ricerche, in particolare, riguarderanno: la comprensione dell’invecchiamento cellulare e di patologie legate all’invecchiamento; l’individuazione di componenti bioattive presenti in materie prime di interesse alimentare, prodotti alimentari trasformati e sottoprodotti di lavorazione; lo studio delle proprietà biologiche e degli effetti delle componenti bioattive individuate; la realizzazione di alimenti con funzionalità nutrizionale; lo sviluppo di diete personalizzate in base all’età e stato di salute dell’individuo; le ricadute delle malattie croniche nel mercato del lavoro e sui sistemi sanitari e di welfare.

Fra i diversi risultati in programma vi è, in particolare, la realizzazione di alimenti funzionali per l’alimentazione e la medicina personalizzate (personalized nutrition and medicine). Inoltre, la composizione delle materie prime e degli alimenti per la cura del benessere e la prevenzione di alcune patologie, la correlazione tra molecole bioattive e gli effetti anti-ageing, i meccanismi associati all’azione di queste molecole bioattive su cellule umane e/o animali, la biobanca di organoidi umani di colon; dati molecolari, di genomica, trascrittomica e proteomica sui modelli cellulari di senescenza. Saranno anche messe a punto delle linee guida rivolte a istituzioni e parti sociali finalizzate alla messa in campo di politiche e azioni dirette a migliorare la qualità della vita, il benessere e la salute delle persone.

«Il rapporto tra salute e alimentazione – ha affermato la presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Maria Chiara Carrozza – è un tema che valorizza la ricerca multidisciplinare e converge verso una visione globale del benessere dell’uomo contemporaneo. Grazie ai progressi registrati in campo scientifico, la terza età ora è vissuta come una fase di continuativa produttività e indipendenza. I risultati della ricerca permettono infatti di aiutare a prevenire i fattori di rischio legati all’invecchiamento, favorendo una migliore qualità di vita».

Ringraziamenti dal rettore Roberto Pinton alla Regione, all’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, alla Fondazione Friuli e al Comune di Udine per la sensibilità dimostrata e il sostegno all’attività dell’Università di Udine su questo importante filone di ricerca multidisciplinare. Il nostro Ateneo è da tempo impegnato negli studi sulla prevenzione e la cura della salute dell’anziano, ponendo al centro il benessere psicofisico della persona e del contesto familiare e sociale in cui vive».

«L’accordo tra il Cnr e l’Università di Udine – ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro – è un esempio virtuoso di rete e sinergia tra enti vocati alla ricerca nel nostro Paese. Si colloca anche in sintonia con lo spirito che caratterizza gli investimenti del PNRR ed europei. Focalizzare poi risorse umane ed economiche nella ricerca su salute e benessere nell’invecchiamento è oggi particolarmente cruciale per affrontare le sfide sociosanitarie delle nostre comunità».

Denis Caporale

«Vinceremo la sfida di questo progetto al quale l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale – ha sottolineato ildirettore generale, Denis Caporale – collabora attivamente con l’Università di Udine. Un progetto di fondamentale importanza per il nostro presente e, soprattutto, per il nostro futuro».

«Siamo una Regione che accoglie le sfide, come ad esempio la legge sull’invecchiamento attivo, davanti all’evoluzione della società sfide – ha spiegato l’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia –. La collaborazione con gli enti di ricerca e le università è fondamentale. La contaminazione dei saperi e la somma dei saperi raggiunge il massimo livello con questo progetto. Questa è una delle sfide che l’Ateneo ha saputo accogliere positivamente – ha concluso – e che ora deve essere accolta anche dal territorio.»

«Il Comune di Udine e la città tutta sono orgogliosi della nascita di questa unità di ricerca – ha affermato l’assessore comunale alla sanità, assistenza sociale e rapporti con l’Università di Udine –, un organismo di eccellenza a livello nazionale che potrà avere importanti ricadute sociali. A maggior ragione visto che anche il Comune partecipa al gruppo di lavoro sull’“Active ageing” dell’Ateneo».

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