19/05/2024

di Gianfranco Biondi

Dalle edizioni più lontane nell’ex ospedale vecchio di via Morpurgo a Udine, nelle scuole elementari di via Dante, al Palamostre fino alle belle strutture del quartiere fieristico riqualificate dalla fine degli anni 90. Per casa Moderna una storia lunga 67 anni, che si ripeterà dal 3 all’11 ottobre, come fu nel ’76 quando , a causa del terremoto , venne rinviata ai primi di ottobre di quell’anno. Quella volta come oggi  per ripartire e rinascere. Prima fiera a ripartire in regione, Casa Moderna è stata presentata per quello che sarà nel post covid o quasi. Ma anche nella prospettiva  di quello che le fiere saranno nel futuro, pur rimanendo essenziali alle PMI ma al contempo interpreti  delle innovazioni tecnologiche, dei nuovi stili di vita e della sostenibilità ed ottimizzazione di eventi e strutture espositive.

Il presidente della Camera di Commercio di Pordenone Udine,  Giovanni Da Pozzo, a margine della conferenza di presentazione, ha detto che è giunto il momento  dell’ ente fieristico unico regionale, anche con più sedi, perché il sistema fieristico era già in crisi prima del covid, sempre più insostenibile in quanto a   manuntezione delle cittadelle espositive. Udine e Pordenone hanno chiuso il 2019 con bilanci negativi, nonostante aspetti gestionali positivi di Udine ma – ha sottolineato  Da Pozzo- per meriti gestionali spetterebbe a Pordenone la presidenza di un ente unico fieristico.

La casa, comunque, rimane al centro, rivalutata anche dall’espeirenza traumatica colletiva del covid. Il direttore di UdineGoriziaFiere, Tripani, ha detto che Casa Moderna sarà più conveniente per i visitatori ed espositori. Il tariffario per gli espositori è stato ridotto del 25 per cento, niente caparre ed acconti ed assist prima e dopo la fiera con internet e corposi database. Per i vistatori preregistrati, ingresso gratuito nei giorni infrasettimanali e biglietto scontato nel weekend. Apertura della afiera alle 14.30 e chiusura anticipata alle ore 20.

L’imprenditore Claudio Bertolutti ha ricordsto che la convenienza maggiore in questa fiera per i visitatori è stata raggiunta grazie ad una azione responsabile in cui ciascuno della filiera produttiva e distributiva ha rinunciato a qualcosa, che sono tornati centrali  la casa, i rapporti interpersonali e il negozio di vicinato, con i suoi valori non replicabili dalla grande distribuzione. Riguardo a Casa Moderna, le imprese reali e con i polmoni – ha agiunto Bertolutti –  che sanno trarre opportunità dai momenti difficili,  devono capire che se anche Casa moderna non è un trampolino di lancio è pur sempre una grande opportunità che in poche ore offre al visitatori il meglio della produzione arredo. Per Carlo Piemonte, direttore Cluster FVG legno arredo casa   nell’era del Covid  abbiamo scoperto non solamente di abitare la casa ma di viverla con l’esigenza di starci bene. Concetto espresso anche da Gomiero, il quale   ha detto che la casa è stata l’unico elemento di certezza nel lockdown  accentuando la voccazione delle persone  a  viverla meglio,  e questo significa business. Fino ad oggi ad averlo capito, confermando l’adesione a Casa Moderna, è circa il 50 per cento delle aziende contattate, Il resto di sta pensando, ha detto Gomiero.

IN casa moderna non mancheranno momenti di confronto e dibattito misti sia in presenza che virtuale, per poter anche allargare la platea, considerando che casa Moderna potrà essere vetrina di novità che i produttori non hanno potuto presentare a livello nazionale ed internazionale a causa del rinvio del Salone del mobile di Milano.  

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