05/12/2022

Foresta equatoriale, caimani, lepidotteri, testuggini, serpenti, scimmie, pappagalli: un mondo naturale fantasmagorico reso vicinissimo grazie alla Casa delle Farfalle di Bordano. La cooperativa Pavees, fondata 11 anni fa gestisce l’immobile di proprieta’ comunale che ospita questo zoo giardino ecologico capace di autofinanziarsi. Nel 2013 più 12 per cento di visite e 400 mila euro di incassi. La struttura, la più grande in Italia di questo genere, ospita un centro didattico con laboratori attrezzati; ed ora l’appello ad autorità ed opinione pubblica: la Casa delle Farfalle rischia la chiusura. Una lettera-appello è stata inviata, oltre che al Comune, tra gli altri, alla Presidente della Regione, Deborah Serracchiani, a quello della Provincia Pietro Fontanini, nonchè ai responsabili di Anci, TurismoFvg e Camera di Commercio. Abbiamo raggiunto al telefono la presidente della cooperativa Pavees Ylenia Cristofoli; questa la sua testimonianza:
“Che si tratti di motivazioni politiche o burocratiche, e queste ultime così come raccontate in questo servizio non appaiono tali da rendere impercorribili soluzioni, rimane inconcepibile che una struttura di eccellenza, unica in Friuli, che ha dato respiro al fiato corto di un puntino sulla carta geografica come il paese di Bordano, portandolo all’attenzione nazionale ed internazionale, debba lanciare appelli a destra e a manca per poter continuare ad esistere. Una iniziativa che, a differenza di tanti buchi nell’acqua finanziati dai cittadini, si regge da sola con le risorse economiche d’impresa. Una struttura, la Casa delle Farfalle di Bordano, che è risorsa preziosa per quel turismo di qualità che cerca territori atttrattivi e proposte originali. Quel turismo che, per come stanno andando le cose, ha tanto il sapore dell’ultima spiaggia. E invece ci troviamo qui a dover difendere la Casa delle Farfalle da latitanze, non si sa fino a che punto strumentali ed interessate, che hanno probabilmente obiettivi diversi e contrari a quelli di preservare un patrimonio friulano e di sostenere chi lo ha realizzato”.

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