19/02/2024

Cafc S.p.A. è tra le prime aziende a sottoscrivere il “Patto per l’Acqua” promosso da Utilitalia, la federazione che riunisce le imprese dei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas in Italia, rappresentandole presso le Istituzioni nazionali ed europee.

In un contesto di crisi aggravato dagli effetti dei cambiamenti climatici le eccellenze dell’industria idrica italiana associata a Utilitalia fanno squadra per mettere al servizio del Paese le proprie competenze e capacità industriali. Il cuore del Patto sta, infatti, nel mettere

a disposizione del Paese una grande capacità gestionale, di finanziamento e di realizzazione degli interventi per dotare il sistema idrico italiano delle infrastrutture necessarie a vincere questa sfida.

Un’iniziativa che rappresenta un preciso impegno a compiere ogni azione utile a sostegno di politiche nazionali di tutela ambientale e della risorsa, di resilienza delle reti e dei sistemi di approvvigionamento, per garantire ai cittadini qualità dei servizi offerti e gestioni all’altezza delle sfide future.

“Abbiamo sottoscritto questo Patto con grande convincimento – spiega Salvatore Benigno – presidente di CAFC; attraverso la sensibilizzazione e alzando il livello complessivo di gestione del territorio, possiamo dare delle risposte concrete per migliorare i servizi alla collettività; l’obiettivo è offrire al Paese una gestione efficiente del servizio idrico e ci impegniamo ad operare perché le scelte e le azioni vadano in questa direzione”.

Per dispiegare la piena efficacia del Patto, all’impegno delle Imprese associate vanno affiancate 4 azioni di riforma tese alla riduzione della frammentazione degli Enti Gestori, all’introduzione di parametri di verifica gestionale, al consolidamento industriale del settore e a un approccio integrato tra i diversi usi dell’acqua.

“Le aziende che hanno operato e reso possibile la crescita del comparto in questi anni – spiega il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – si impegnano a fare un passo avanti per garantire investimenti adeguati alle sfide del climate change e chiedono al Governo di accompagnare questo percorso, fondamentale affinché anche i territori senza gestore integrato possano crescere”. Dal 2012 ad oggi gli investimenti nel settore sono aumentati del 227%, raggiungendo i 4 miliardi annui e i 56 euro medi per abitante. Ma il gap con la media europea di 82 euro annui per abitante (che sale fino a 100 euro nel Paesi più virtuosi) resta ampio, soprattutto nei territori nei quali non operano soggetti industriali: nelle gestioni comunali in economia, che interessano ancora 1.519 Comuni e 8 milioni di cittadini, si continua ad investire troppo poco rispetto agli standard di settore.

“Come società CAFC SPA – sottolinea il Presidente Benigno – abbiamo costantemente aumentato l’attività di investimento di anno in anno, raggiungendo nell’esercizio 2022 un dato medio di 67 euro per abitante, ben superiore alla media nazionale, con una percentuale di realizzazione, rispetto al dato programmato a budget, del 113%”.

LE 4 AZIONI DI RIFORMA

1) SUPERARE LE GESTIONI IN ECONOMIA

Le Imprese aderenti al Patto si impegnano a intervenire a supporto dei territori ancora non gestiti a livello industriale.

2) RAFFORZARE LE CAPACITÀ GESTIONALI

Introdurre un chiaro processo di verifica periodica della qualità e dell’efficienza della gestione e della capacità di finanziamento e di realizzazione degli interventi, sulla base dei parametri ARERA.

Le Imprese si impegnano a mettere le proprie competenze a disposizione per garantire ai cittadini servizi di qualità.

3) FAVORIRE LE AGGREGAZIONI

Facilitare i processi di aggregazione tra aziende del settore mettendo al centro la gestione ottimale della risorsa idrica.Le imprese si impegnano a consolidare le capacità industriali e gestionali per elevare il complessivo livello di investimenti e di qualità del servizio.

4) SOSTENERE UN APPROCCIO INTEGRATO

Abilitare la gestione industriale delle Imprese del Servizio Idrico Integrato in coordinamento con gli altri settori, fino alle infrastrutture a servizio dei diversi usi della risorsa, da quello agricolo a quello dell’industria.

Le Imprese si impegnano a realizzare e rafforzare le infrastrutture necessarie al riuso delle acque, alla gestione sostenibile delle acque meteoriche, al recupero di energia e di materia, al drenaggio urbano e agli invasi ad uso plurimo.

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