Fare business per le aziende italiane è, da tempo, un imperativo, una necessità e la tendenza a sondare convenienze ed opportunità oltre confine, se così lo si può definire in ambito europeo, è più marcata tra gli imprenditori favoriti dalla geografia e quindi dalla vicinanza con paesi che promettono “facilietis”. Ecco perchè a Tarvisio si sono presentati ottanta imprenditori, provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto, al seminario organizzato da Friuli Innovazione e Confartigianato per illustrare le opportunità offerte da Austria e Slovenia. L’incontro ha permesso di sviscerare aspetti tecnici e casi particolari delle relazioni tra imprese italiane e straniere, con riferimento ai temi della burocrazia e della fiscalità. Un dato, fra gli altri emersi, è relativo al presunto vantaggio fiscale che si avrebbe ad operare in questi due paesi. In molti hanno ammesso, dopo aver asscoltato i consulenti, che questo vantaggio è una pura illusione. “Quando si tiene conto di tutto il quadro – ha spiegato Luca Nardone di Confartigianato, che ha moderato l’incontro – risulta chiaro che tra i paesi considerati non c’è un sistema fiscale che sia più vantaggioso di altri in termini assoluti. Quello che invece è molto chiaro è che le imprese italiane partono svantaggiate sul piano burocratico. Inoltre gli enti di controllo dai noi sono tanti e le normative sono spesso frammentarie ed applicate sulla base di interpretazioni. I nostri imprenditori sentono la mancanza un sistema di regole certe e chiare, un sistema che invece è maggiormente presente in Austria e Slovenia”. Quindi, in realtà, più che di vantaggio fiscale, i benefici sono legati ad una maggiore semplicità e velocità degli iter vburocratici. Il che non è poco.
Se da un lato, quindi, la maggiore semplicità della gestione di impresa in Austria e Slovenia ha fomentato un po’ l’invidia del pubblico, l’incontro, denso di consigli e nozioni su come operare negli altri paesi, è stato anche l’occasione per ottenere qualche utile informazione su ambiti in cui c’è ancora spazio per un business quasi certo, come nel caso del “made in Italy” con riferimento al design, al commercio di articoli nei settori del mobile e dell’abbigliamento, all’agroalimentare e ristorazione in Austria.







