“Buona parte dei profughi ucraini presenti in Friuli Venezia Giulia si appoggia per l’accoglienza a una rete di connazionali che già vivono nella nostra regione. Si tratta di un sistema che non potrà garantire stabilmente nel tempo un’ospitalità di queste dimensioni, per questo bisogna prepararsi a gestire la situazione”.
Lo ha detto il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, nel corso della riunione plenaria del Comitato regionale per le emergenze che si è tenuta nella sede operativa della Protezione civile Fvg di Palmanova a cui ha partecipato il governatore Massimiliano Fedriga in videoconferenza e il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio. Presenti tra gli altri, oltre ai rappresentanti dei Comuni capoluogo e delle prefetture, anche gli assessori regionali Pierpaolo Roberti (Sicurezza) e Graziano Pizzimenti (Infrastrutture).
Riccardi, ripercorrendo i temi trattati nel corso della riunione del Comitato, ha sottolineato che “siamo di fronte a una situazione legata all’incertezza del conflitto bellico. In questo quadro si sta operando per la registrazione delle persone e della loro anagrafe sanitaria, mentre per l’accoglienza viene utilizzato il sistema straordinario che fa capo alle Prefetture e ai Comuni”.
Circa il 60 per cento degli ucraini diretti in Italia è passato per il Friuli Venezia Giulia. Per l’accoglienza circa 4mila profughi presenti nel territorio regionale, si appoggiano per la maggior parte a una propria rete parentale o amicale che vive in Friuli Venezia Giulia.

“Su questo punto l’obiettivo – ha rilevato l’assessore Roberti – è quello di farsi trovare pronti una volta che questa rete nel corso del tempo si indebolisca, non riuscendo più a garantire l’ospitalità a queste persone, tra i quali va considerato ilrilevante numero di minori.
Dal 26/2 sono stati effettuati 47.585 controlli ai valichi di frontiera Fernetti, Ugovizza e Villesse. ” La macchina organizzativa sta funzionando ma deve essere migliorata in particolare sull’identificazione sotto il profilo sanitario”. ha aggiunto Riccardo Riccardi, che ha visitato con Fabrizio Curcio, il punto neve a Ugovizza trasformato in un presidio di primo arrivo per i profughi ucraini.
Il vicegovernatore ha evidenziato la grande alleanza che permette di dare risposte ai profughi grazie alle Forze dell’ordine, al dipartimento nazionale di Protezione civile, ai volontari, ai Comuni, alle prefetture.







