02/10/2022

La definizione del Piano di accoglienza dei cittadini provenienti dal territorio ucraino al centro dell’incontro che il governatore Massimiliano Fedriga ha avuto nel palazzo della Regione a Trieste con i prefetti del Friuli Venezia Giulia, insieme al vicegovernatore Riccardo Riccardi con delega alla Salute e alla Protezione civile e all’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.

Un Piano necessario per individuare i percorsi di accoglienza e assistenza per chi è in fuga dal conflitto con una particolare attenzione alle operazioni sanitarie, da concordare con le diverse Istituzioni coinvolte. Sono quasi 1400 infatti le persone che, a partire dallo scorso 27 febbraio, si sono già fermate in Friuli Venezia Giulia a fronte di un flusso che sfiora i 25mila profughi identificati e diretti in altre aree del Paese. Dati destinati a salire nelle prossime ore.

Come anticipato nel corso della riunione, il governatore della Regione, nel suo ruolo di commissario delegato per l’emergenza Ucraina, intanto istituirà a breve l’Unità di crisi, composta da Regione Friuli Venezia Giulia, prefetture, Anci e il Tribunale dei minori. In caso di specifiche necessità il tavolo sarà allargato anche all’Ufficio scolastico regionale.

Tra gli elementi più importanti del Piano i percorsi di prima e di seconda accoglienza. “Per quanto concerne la prima accoglienza in questo momento – spiega il vicegovernatore Riccardi – abbiamo già allestito due presidi vicini ai confini di Ugovizza a Tarvisio e di Fernetti a Trieste che dobbiamo necessariamente ampliare visto che i flussi si stanno intensificando. Questi devono continuare ad erogare generi di prima necessità e servono per iniziare le procedure di identificazione di queste persone in fuga dalla guerra”.

“Poi c’è il tema della sicurezza sanitaria – aggiunge il vicegovernatore -. Per far fronte a questa emergenza, come percorso di seconda accoglienza, stiamo organizzando un hub alla Fiera di Udine per organizzare l’anagrafe sanitaria, i tamponi e delle eventuali vaccinazioni”.

Durante la riunione con i prefetti si è parlato anche del coinvolgimento della Croce rossa italiana per l’effettuazione dei tamponi, della presenza di mediatori linguistici e psicologi e del personale Unhcr, dell’organizzazione dei trasporti verso l’hub di Udine, del trasferimento delle persone positive nei Covid hotel e della distribuzione di materiale informativo in lingua ucraina alle persone che intendono fermarsi nella nostra Regione.

Tra gli obiettivi del Piano anche l’identificazione dei minori non accompagnati per l’attivazione delle necessarie procedure e l’inserimento dei nominativi di tutte le persone identificate nella banca dati Siasi per la generazione del codice Stp per i cittadini che non hanno richiesto asilo/protezione internazionale.

“Gli sforzi combinati del sistema sanitario e della Protezione civile hanno consentito di allestire alla fiera di Udine un hub sanitario, al quale dal 9 marzo a ieri si sono rivolte 556 persone in fuga dalla guerra in Ucraina, per sottoporsi al tampone per il Covid-19 o effettuare la vaccinazione. Al momento la percentuale di profughi risultati positivi al Covid-19 è bassa, ma dobbiamo prestare la massima attenzione. Inoltre, la struttura allestita è stata dotata di una quarantina di posti di prima accoglienza: in questo modo siamo pronti a dare una sistemazione temporanea alle persone, per lo più donne e bambini, che arrivano nella notte e concedere loro qualche ora di riposo mentre vengono eseguite le dovute procedure sanitarie. Stiamo quindi valutando la disponibilità di ulteriori spazi immediatamente approntabili nel caso il numero dei profughi che si fermano in Friuli Venezia Giulia dovesse crescere”.

Lo ha dichiarato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con deleghe a Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi al termine della riunione con il prefetto di Udine Massimo Marchesiello, il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale Denis Caporale e il direttore di Udine Gorizia Fiere Lucio Gomiero, svoltasi proprio all’interno dell’hub vaccinale rapidamente predisposto per l’esecuzione delle procedure sanitarie per i profughi ucraini, a partire dalla registrazione all’anagrafe sanitaria.

Riccardi ha confermato che “sono state allestite strutture per la prima accoglienza dei profughi ai valichi di Tarvisio e Fernetti e per il momento quello di Udine è l’hub sanitario di riferimento per l’intera regione”. Il vicegovernatore ha evidenziato che al 14 marzo in Friuli Venezia Giulia i profughi transitati dal Friuli Venezia Giulia erano 24mila e circa 1.300 di loro si sono fermate in regione. Dal 9 al 16 marzo nell’hub udinese sono stati effettuati 416 tamponi e solo 4 di loro sono risultati positivi; sono inoltre state effettuate 158 vaccinazioni contro il Covid-19 a persone adulte e 15 a bambini e 58 vaccinazioni per difterite, tetano, polio e pertosse.

“Questa emergenza non è solo umanitaria, ma ha anche un profilo sanitario perchè, anche se al momento non ci sono evidenze di alcuna correlazione con l’arrivo nel nostro Paese di chi fugge dalla guerra, nell’ultima settimana è stato registrato un aumento del 20 per cento dei contagi Covid – ha detto Riccardi -. Stiamo collaborando quindi con le prefetture e i Comuni per affrontare nel modo migliore anche questa situazione, alla quale con tutta probabilità nei mesi più caldi si sommerà la ripresa degli arrivi di migranti dalla rotta balcanica”.

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