09/07/2024

Non si può permettere che multinazionali come la Wartsila la libertà di ricattare il settore produttivo italiano. Lo ha detto il Governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla grande manifesetazione di protesta che ha riempito piazza Unità a Trieste, presenti lavoratoi, sindacati e istituzioni ed associazioni del mondo economico. Per Fedriga come anche per gli altri rappresentanti sindsacali e istituzionali è inaccettabile il comportamento della proprietà finlandese, in virtù dei finanziamenti pubblici ricevuti e degli utili fatti in Friuli Venezia Giulia. Una scelta quella intrapresa dall’azienda, come ha aggiunto il governatore, profondamente sbagliata e che rischia di penalizzare la stessa Wartsila, che si trova contro un’intera comunità che

lotta unita a difesa della produzione e dei lavoratori.

Il rappresentante dell’Amministrazione regionale ha infine ricordato il ricorso d’urgenza presentato in Tribunale dalla Regione per contestare sul piano legale la procedura avviata dall’azienda puntando sull’anticostituzionalità della norma.L’Amministrazione regionale, infatti, è direttamente coinvolta nella procedura di chiusura dello stabilimento per effetto delle disposizioni della recente legge 234/2021, che impone alle imprese di comunicare direttamente anche alle regioni interessate l’avvio della cessazione dell’attività. La Regione farà tutto quanto è in suo potere per scongiurare il trasferimento all’estero del comparto produttivo della Wartsila,anche sul piano legale. La battaglia per la tutela dei posti di lavoro dei dipendenti dell’impianto di San Dorligo e dell’indotto non è limitata alla nostra regione, ma riguarda la politica industriale dell’intero Paese. è la prima volta che una Regione interviene direttamente in sede giurisdizionale e ciò in virtù della posizione di “parte” che la procedura prevista dalla legge 234/2021 le assegna al fine di difendere la propria linea politica diretta a contrastare la delocalizzazione produttiva.

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