25/02/2024

I camici bianchi, comprendendo il disorientamento e in parte la sfiducia provati da molti cittadini  del nostro territorio sui numerosi cambi di indicazione del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca,  ritengono necessario fare chiarezza alla luce degli ultimi aggiornamenti sull’utilizzo stabilito  dall’AIFA che raccomanda il vaccino anglo-svedese a chi ha più di 60 anni.

Dai dati che arrivano dalla Gran Bretagna, che ha ormai quasi raggiunto l’immunità di gregge,  vaccinando gran parte della popolazione con il vaccino AstraZeneca, si evidenzia che il rischio di  un evento trombo embolico grave per le persone sopra i 60 anni è dello 0,0002% (2 eventi per  milione di somministrazioni)

L’Ordine dei Medici di Udine, durante l’ultimo Consiglio Direttivo, ha affrontato le recenti  raccomandazioni, fra cui la circolare ministeriale e la nuova direttiva del generale Figliuolo che  prevede lo stop alla prenotazione dei vaccini per chi ha meno di 60 anni. Ravvisando un  preoccupante quadro di confusione e di pericolosa disaffezione da parte dei cittadini verso questo  vaccino spesso rifiutato e verso cui si moltiplicano i segnali di timore, l’Ordine ha deciso di inviare  dei messaggi chiarificatori alla popolazione.

“E’ evidente – chiarisce il Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, Gian Luigi Tiberio – che  stiamo affrontando una fase delicata di vaccinazioni in piena pandemia, con la circolazione di  varianti note e il pericolo della comparsa di nuove che potrebbero inficiare l’efficacia vaccinale.

Non dobbiamo esitare: i vaccini funzionano e sono l’unica via per uscire dall’emergenza.

Sollecitiamo tutti ad avere fiducia nella scienza e ad affidarsi ai medici per la scelta del vaccino”.  Inoltre aggiunge: “Ai cittadini dobbiamo dire la verità: le risposte non sono assolute e definitive –  trattandosi di vaccini approvati per un uso emergenziale com’è risaputo – ma legate  all’acquisizione di nuove conoscenze e dati che emergono durante la campagna vaccinale su vasta  scala”.

Un punto fermo, fondamentale, c’è e deve essere comunicato in modo esplicito a tutti: nella nostra  Regione, che annovera una popolazione di 1 milione e 200 mila abitanti, dall’inizio della pandemia  registriamo purtroppo 3 mila 500 morti (0,29 per cento della popolazione) su oltre 101 mila casi di  contagi (8,41 per cento della popolazione), il che significa che il 3,5 per cento dei contagiati  muore”, dichiara il Presidente Tiberio. A questo punto la domanda che viene posta ai cittadini over  60 che sono in dubbio se prenotarsi o meno è la seguente: “Quale strada razionale volete  scegliere? Quella dello 0,0002 per cento di rischio vaccinale o quella del 3,5 per cento di morte in  caso di contagio?”.

L’Ordine dei Medici non ha dubbi: “In una situazione emergenziale si devono mettere in sicurezza  rapidamente più persone possibili, soprattutto chi rischia maggiormente in relazione all’età: dai  60 anni in su il rischio-morte legato all’infezione aumenta proporzionalmente.

Ai cittadini dobbiamo comunicare con chiarezza che il vaccino abbassa quasi del tutto la possibilità  di forme gravi e il rischio-morte e che i benefici del vaccino Astrazeneca superano di gran lunga i  limitatissimi e rarissimi rischi”.

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