28/06/2022

Migrare: per migliaia che arrivano nei nostri territori fuggendo da situazioni disperate e disperanti ve ne sono altri che si preparano convintamente a lasciare condizioni favorevoli per un viaggio di cui per ora non si prevede ritorno, quello su Marte. Il progetto “Soglie 2.0”, proposto dall’associazione culturale Core sotto la direzione scientifica di Marisa Sestito, sabato 24 ottobre, alle ore 16.30, alla Comunità Nove di Sant’Osvaldo a Udine proporrà una riflessione a più voci e con più strumenti (il canto, la parola, l’immagine) su una dimensione che la storia sembra dire essere costitutiva dell’uomo: il migrare. Non un dibattito astratto, quello che sarà proposto, ma un pensiero articolato grazie alle testimonianze di chi oggi in Friuli è ogni giorno “al fronte” a gestire l’accoglienza dei migranti e a tentare di dare loro riposte dignitose; a significativo corredo vi sarà il racconto diretto dell’italiano che si sta preparando a far parte della squadra destinata alla prima missione su Marte. Introdotti da Marisa Sestito, interverranno Claudia Grimaz, Nicoletta Oscuro e Massimo Somaglino, che attraverso il canto riproporranno l’emigrazione italiana che tanto ha segnato questo Paese e questa Regione nel corso del Novecento; Antonella Nonino, assessore comunale di Udine ai Servizi sociali e all’accoglienza, e don Pierluigi Di Piazza, responsabile del Centro Balducci di Zugliano; Daniele Zovi, dirigente del Corpo forestale dello Stato, rifletterà sulla paura come tratto costitutivo del rapporto con il diverso, a partire dall’osservazione di ciò che accade in natura e nei territori alpini con il ritorno dei grandi predatori; Pietro Aliprandi, il ventottenne medico di Conegliano Veneto che, unico italiano, si è imposto sui 200mila candidati al progetto “Mars One” dell’imprenditore olandese Bas Lansdrop, punta al volo sul pianeta rosso nel 2025. Sarà in dialogo sul futuro del pianeta e le conquiste scientifiche con Gianpaolo Carbonetto. Il progetto “Soglie 2.0”, che si è avviato dicembre 2014 e si è svolto affrontando i cambiamenti, spesso drammatici, che riguardano l’ambiente e il contesto sociale, con “Migrare” mette a fuoco prospettive che “suggeriscano di non ritrarsi di fronte a una realtà che cambia – conclude il direttore scientifico – e di accettare la metamorfosi, individuando una lingua riconoscibile, promuovendo il rispetto per la persona, l’ambiente, la cultura, la pace”.

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