25/03/2026

di GFB

La guerra travolge lo sport e se qualcuno avesse minimamente pensato, come noi e come tanti, che lo sport potesse avere una qualche funzione “diplomatica”, che potesse aprire spiragli, seppur tenui, verso pace e riconciliazioni anche durante i conflitti, eravamo in errore. Ce lo insegna il sindaco di Udine, Felice De Toni che, per rispondere alla polemica montante per aver negato il patrocini della città o alla partita di calcio Italia-Israele, ha preso carta e penna per scrivere a chiunque abbia espresso critiche e perplessità, che questa decisione è stata sofferta e prudenziale e che poteva essere diversa se fosse stato annunciato il cessate il fuoco, che alla base della decisione c’è la volontà di tenere Udine a distanza da divisioni e scontri riguardo temi di geopolitica su cui

un’amministrazione comunale non ha voce in capitolo, che sport e politica non possono essere tenuti separati, che dare il patrocinio sarebbe stato come mettere la testa sotto la sabbia rispetto a guerra e crimini commessi sia da Hamas che Israele.

Insomma una dichiarazione che punta al “tirarsi fuori” da una situazione divisiva….mettendo proprio la testa sotto la sabbia, richiamando ( sempre a cura di De Toni nella sua nota), tra l’altro, un esempio non certo edificante del rifiuto di Federbasket e CONI sulla partita di basket fra la nazionale italiana e quella russa come sostegno all’Ucraina. Se pensavamo che lo sport servisse o ambisse o significasse anche qualcosa in più rispetto ad essere un mix di “competizione+tecnica+agonismo+divertimento” ci siamo sbagliati. Ce lo dice il sindaco di Udine. Fin qui le amare brevi mie note.

Ora spazio alla cronaca, con la lettera del sindaco e le prese di posizione di ben altro segno di altri esponenti della vita istituzionale locale, a partire da Fedriga e Bordin…

Il sindaco De Toni

“Dare il patrocinio come se non esistesse una guerra, per la quale sia Hamas che Israele sono stati accusati dall’ONU di crimini di guerra, sarebbe stato come mettere la testa sotto la sabbia”

“Non concedere il patrocinio del Comune di Udine alla partita Italia-Israele del prossimo 14 ottobre è stata una decisione sofferta e di prudenza.

Per Udine ospitare una partita della nazionale italiana di calcio è sempre un onore. Ma per quanto riguarda il patrocinio, la nostra scelta poteva essere diversa solo se ad oggi fosse stato annunciato un cessate il fuoco. Purtroppo così non è. Dare il patrocinio come se non esistesse una guerra, per la quale sia Hamas che Israele sono stati accusati dall’ONU di crimini di guerra, sarebbe stato come mettere la testa sotto la sabbia.

Il sindaco rappresenta tutti i cittadini, che esprimono liberamente opinioni, idee e inclinazioni politiche. Lo Stato di Israele attualmente è in guerra con Hamas e l’opinione pubblica è divisa sul tema. La polemica politica che è nata in queste ore dimostra che la guerra israelo-palestinese è un tema divisivo su cui ci sono opinioni e posizioni contrapposte.

Alla base della nostra decisione c’è la volontà di tenere Udine a distanza da divisioni e scontri riguardo temi di geopolitica su cui un’amministrazione comunale non ha voce in capitolo, salvo sperare che il conflitto cessi al più presto nell’interesse dei civili. La capitale del Belgio, Bruxelles, si è addirittura recentemente rifiutata di ospitare la partita Belgio-Israele per motivi di ordine pubblico.

A chi ci sta criticando sostenendo che sport e politica sono due cose separate, ricordo che ad Aprile 2022 la Federbasket e il Coni hanno rifiutato di far disputare a Pesaro la partita di basket fra la nazionale italiana e quella russa come sostegno all’Ucraina. Sport e politica non possono essere separati solo quando fa comodo.

Mi chiedo a questo punto perché, invece di fare sterili polemiche su questo patrocinio, non si colga l’occasione – tutti insieme – per sollecitare il Governo Italiano a chiedere un cessate il fuoco per mettere fine ad una tragedia che ha già causato troppi morti”.

Apriamo la sequela delle reazioni, partendo proprio dall’Honsell pensiero che, vista l’ondata di reazioni suona anche come “difesa d’ufficio” pro De Toni…

(ACON) , 18 lug – “Giocare una partita di calcio come se nella striscia di Gaza non fosse in atto una guerra, che ha provocato una tragedia umanitaria, va contro i valori stessi che videro nascere lo sport ad Olimpia. Tutte le guerre andavano interrotte durante i giochi olimpici nell’antichità. Bene ha fatto dunque il Comune di Udine a non concedere il patrocinio quando non è stato raggiunto nemmeno un cessate il fuoco a Gaza e quotidianamente si allunga la lista dei morti civili”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale Furio Honsell

(Open Sinistra Fvg).

“Quanti ragazzini di Gaza che avrebbero desiderato solamente dare dei calci ad un pallone, magari indossando una maglietta anche strappata con il nome di un campione – evidenzia Honsell – oggi non lo possono fare più perché morti o mutilati! Dare il patrocinio avrebbe significato voltare la faccia dall’altra parte”.

“Il sindaco De Toni non lo ha fatto – conclude il consigliere regionale -, dimostrando umanità anche per coloro che oggi lo criticano”.

Regione FVG ( Massimiliano Fedriga, Governatore FVG)

Trieste, 17 lug – “La Regione Friuli Venezia Giulia, qualora ne fosse richiesta dalla Figc, sarebbe ben disponibile ad accordare il proprio patrocinio alla partita di calcio Italia-Israele in programma allo stadio Friuli il prossimo 14 ottobre nell’ambito del torneo Nations League”. Lo ha reso noto il governatore Massimiliano Fedriga.

Regione FVG ( Mauro Bordin, Presidente Consiglio regionale)

(ACON) Trieste, 17 lug – “Nel momento in cui la Figc dovesse farne richiesta, il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia è pronto a cogliere l’opportunità di concedere il patrocinio all’incontro di calcio Italia-Israele, valido per la prestigiosa Nations League, in programma allo stadio Friuli di Udine il prossimo 14 ottobre”.

È quanto evidenzia il presidente dell’Assemblea legislativa Fvg, Mauro Bordin, sottolineando “l’importanza di uno sport come il calcio nella diffusione di messaggi di pace, rispetto e tolleranza”.

NOTA DEL COMUNE DI MONFALCONE

Il Comune di Udine non perde occasione per distinguersi in termini di faziosità e nella capacità di alimentare divisioni a senso unico, sempre dalla parte delle posizioni più estreme della sinistra. Non accorgersi che lo sport è un elemento di unione e dimenticare che Israele è la vittima del terrorismo di Hamas con 1500 innocenti uccisi è un segno grottesco di una caduta di civiltà che una città come Udine non merita di dover sopportare. La città di Monfalcone sarebbe sommamente onorata ad ospitare l’incontro Italia Israele e si rende disponibile a offrire patrocinio e strutture per celebrare questo importante appuntamento sportivo.

Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco (Cosniglieri regionali)

(ACON) Trieste, 17 lug – “Negare il patrocinio alla partita Italia-Israele del 14 ottobre allo stadio Friuli è un tentativo, piuttosto goffo, di usare lo sport come arma di distrazione di massa”.

Lo dicono, in una nota, i consiglieri regionali di Forza Italia Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco, rimarcando come “il sindaco di Udine farebbe bene a occuparsi di sicurezza, presunti migranti non accompagnati e pianificazione della città anziché tentare di lisciare il pelo al popolo della sinistra avviando una campagna ideologica contro Israele”.

“La partita della nazionale – proseguono i forzisti – doveva essere una grande festa di sport e una preziosa occasione per lanciare un messaggio distensivo, mettendo il Friuli Venezia Giulia al centro dello scenario politico internazionale. Con questa boutade, il sindaco di Udine toglie al territorio una grande opportunità per fare squallidamente propaganda di parte”.

Barbara Zilli, Assessore regionale

Trieste, 17 lug – “Dopo il caso Maignan, la Giunta comunale di Udine è di nuovo nel pallone; negare infatti l’adesione istituzionale alla manifestazione sportiva del 14 ottobre è un atto miope, oltre che un’occasione persa per tributare la Nazionale italiana di calcio” Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli.

“Ospitare allo stadio Friuli la partita Italia-Israele – ha spiegato l’assessore – è un evento sportivo di portata eccezionale, che coinvolge migliaia di appassionati, di famiglie e tanti bambini, e che dà lustro all’intera regione. Sono certa che saremo in tanti allo stadio per tifare gli azzurri e, come assicurato dal governatore Fedriga – ha concluso Zilli -, confermeremo con il patrocinio di Regione Friuli Venezia Giulia i valori dello sport”.

Antonio Calligaris, consigliere regionale

“Un’assurdità non dare il patrocinio alla partita di calcio Italia-Israele e dire no a una richiesta arrivata direttamente dalla Figc. Abbiamo letto giustificazioni senza senso da parte degli amministratori comunali di Udine che hanno spiegato questa scelta. Agire in questo modo vuol dire nei fatti schierarsi contro un Paese, Israele, che difende i suoi cittadini e la democrazia contro il bestiale terrorismo di Hamas”.

Antonio Calligaris, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, si esprime così in una nota in merito alla decisione del Comune di Udine di non patrocinare Italia-Israele, gara valida per la Nations League che si disputerà il prossimo 14 ottobre allo stadio Friuli Bluenergy Stadium.

“Affermare, inoltre, che una partita della Nazionale è una attività a scopo di lucro, come dichiarato dal sindaco De Toni, ci sembra una scusa che non si regge in piedi. L’arrivo della squadra italiana a Udine dovrebbe essere una festa e un motivo di orgoglio. In questo modo, non si riconoscono l’importanza e il valore dell’evento. Non aver dato il patrocinio è una decisione folle – conclude Calligaris – dato che lo sport è uno dei principali veicoli che unisce, non divide le persone”.

Mauro Di Bert, consigliere regionale

(ACON) Trieste, 17 lug – “Resto basito dalla posizione assunta dal Comune di Udine, che ha inteso negare il patrocinio della città alla partita della nazionale italiana di calcio, in programma per il prossimo 14 ottobre contro Israele. Lo ritengo un pessimo segnale, utile solo a incentivare distanze e pregiudizi”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale Mauro Di Bert, capogruppo di Fedriga

presidente.

“Ho sempre ritenuto lo sport un valido veicolo di promozione di valori fondamentali come il rispetto reciproco, la solidarietà, la pace – aggiunge Di Bert – e sostenere con un patrocinio la presenza di una nazionale di calcio di un Paese in questo momento coinvolto in un conflitto, avrebbe sicuramente contribuito a veicolare questi valori. E’ evidente che il sindaco De Toni e tutta la sua maggioranza non la pensano così”.

“Risibile e priva di fondamento – conclude il capogruppo di FP – la motivazione espressa dal Comune di Udine legata al fatto che l’ingresso allo stadio sarà a pagamento. Ricordo che, contrariamente al capoluogo friulano, altre città hanno concesso il patrocinio in circostanze simili: solo nella serata di ieri, la nazionale italiana di calcio femminile ha giocato contro la Finlandia la gara decisiva per la qualificazione a Euro 2025, ricevendo il patrocinio della città di Bolzano, nonostante l’ingresso allo stadio fosse a pagamento”.

Edy Morandini, consigliere regionale

(ACON) Trieste, 17 lug – “Credo che il Comune di Udine, nelle sue decisioni, applichi il classico metodo di due pesi e due misure: definisce divisiva la scelta di patrocinare la partita di calcio Italia-Israele, ma non ha utilizzato lo stesso ragionamento per il Gay Pride o per altri eventi che hanno davvero diviso l’opinione pubblica, con lo sventolio di bandiere e striscioni quelli sì, discutibili”.

Così il consigliere regionale Edy Morandini (Fedriga presidente), in una nota in merito al patrocinio negato dalla città di Udine all’amichevole in programma il prossimo 14 ottobre allo stadio

Friuli.

“Qualche mese fa, davanti al manifestarsi di forti pregiudizi, come nel caso dei presunti insulti razziali al portiere del Milan – prosegue Morandini – sindaco e Maggioranza udinesi non avevano perso tempo nel proporre l’attribuzione di una cittadinanza onoraria ristoratrice, in quel caso si fuori luogo, visti i criteri previsti per un simile titolo”.

“Affiancare il nome della città di Udine alla presenza della nazionale di un Paese in guerra e sotto attacco – conclude l’esponente di Fp – contribuirà a far passare un messaggio di pace e di tolleranza”.

e il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna così scrive…

“Due anni fa, quando tre musiciste russe vennero escluse dal Concorso Lipizer di Gorizia perché appartenenti a un paese in guerra mi sono schierato senza se e senza ma al loro fianco. Senza neppure confrontarmi con i partiti che mi sostenevano. Senza alcuna esitazione. Perché è così che si cercano il dialogo e la pace e non si scende allo stesso livello di chi usa la guerra come unica arma di potere. Ed è per questo che oggi mi schiero senza se e senza ma al fianco della squadra di calcio israeliana messa all’angolo dal Comune di Udine che ha negato il patrocionio alla partita con l’Italia. Lo avrei fatto anche se fosse stata la squadra russa anziché israeliana. Dispiace davvero tanto che il sindaco De Toni non abbia avuto il coraggio di smarcarsi da una scelta totalmente ideologica al punto da poter essere definita antidemocratica. Non è certamente un gesto volto a favorire la pace ma è una dichiarazione di guerra. Brutta cosa. Rodolfo Ziberna

e giunge in redazione anche la nota Luca Onorio Vidoni, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Udine, in risposta diretta alle dichiarazioni del sindaco, in particolare sulla parte relativa ad un impegno comune a sollecitare il governo ad esprimersi per un cessate il fuoco…

“Il Sindaco De Toni, oltre ad avere evidenti e gravi problemi all’interno della sua maggioranza, dimostra anche di avere la memoria corta o un’incapacità cronica nel restare aggiornato sulle azioni diplomatiche del Governo italiano. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle scorse settimane, ha ripetutamente sollecitato un cessate il fuoco, sia in una telefonata recente con il Primo Ministro israeliano Netanyahu sia durante un incontro con il Premier palestinese. Un cessate il fuoco sostenibile, in linea con la Risoluzione 2735 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’attività di mediazione statunitense, che deve essere chiaramente condizionato dal rilascio di tutti gli ostaggi da parte di Hamas. De Toni e il suo staff farebbero meglio a informarsi adeguatamente prima di rilasciare dichiarazioni futili e propagandistiche, evitando di parlare a sproposito e di strumentalizzare temi di politica estera per fini di basso profilo politico.”

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