27/03/2026

Molto più di un semplice negozio di libri antichi, la libreria Saba, dedicata ad uno dei figli più celebri di Trieste, riapre le porte alla comunità. E’ uno scrigno di memorie, di testi rari e di storie che raccontano l’anima culturale della città e di parte della letteratura italiana. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Mauro Bordin, durante la cerimonia di riapertura. Alla riconsegna delle chiavi sono intervenute autorità locali, studiosi e appassionati. Presenti, oltre al curatore del progetto del restauro avv. Paolo Volli, la famiglia di Mario Cerne, il presidente della comunità ebraica di Trieste Alessandro Salonichio, il vicesindaco di Trieste, Serena Tonel e gli assessori regionali Alessia Rosolen e Fabio Scoccimarro.

La libreria antiquaria Umberto Saba di Trieste

Il presidente Bordin, ha ringraziato la comunità ebraica ribadendo che “la libreria rappresenta non solo una testimonianza del passato, ma un punto di riferimento per il presente e per le generazioni future, un simbolo che oggi torna a vivere grazie all’impegno di chi ha saputo interpretare l’intervento preservandone l’autenticità originaria”.

” La libreria – ha aggiunto Bordin – continua a essere un faro per chiunque, dai cittadini ai turisti, che si fermano affascinati di fronte alle sue vetrine”.

Da sinistra: l’avvocato Paolo Volli e Mauro Bordin, massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa regionale

” In questa occasione, il Consiglio regionale desidera esprimere la propria vicinanza e gratitudine alla comunità ebraica, – ha detto il presidente del Consiglio – non solo per il prezioso contributo culturale e storico, ma anche per il costante impegno nel promuovere i valori di solidarietà e inclusione che contraddistinguono il Friuli Venezia Giulia. Questo impegno – ha continuato il presidente del Cr – si riflette nella Libreria Antiquaria Umberto Saba, un luogo dove identità culturali diverse si incontrano e trovano un terreno condiviso”.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto dal massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa regionale all’avv. Paolo Volli che “con dedizione ha seguito ogni fase del restauro, assicurandosi che l’opera venisse preservata nella sua autenticità e magnificenza originaria” e a tutti coloro che “hanno reso possibile questo risultato, restituendolo alla città e alla regione come simbolo di continuità e speranza. Continuiamo insieme questo cammino, consapevoli che la storia che celebriamo oggi non si ferma qui, ma si proietta verso un futuro in cui la cultura e la memoria rimarranno sempre pilastri della nostra identità regionale”.

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