13/06/2024

Quattro sportelli – a Trieste, Monfalcone, Udine e Pordenone – pronti ad essere attivati per dare tutela e supporto agli oltre 116mila 300 stranieri residenti in Friuli Venezia Giulia. Quattro nuovi presidi – finanziati dalla Regione Fvg – e gestiti dall’Associazione Anolf Cisl, che sono stati presentati ufficialmente nel corso di una conferenza stampa cui sono intervenuti il presidente dell’Anolf, Ahmed Faghi Elmi, Pierpaolo Roberti, Assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione e Alberto Monticco, Segretario Generale della CISL regionale.

Gli sportelli, dedicati espressamente alla tutela dei diritti e al supporto delle comunità straniere, si propongono come un punto di riferimento gratuito, informativo, operativo e legale, su diversi aspetti della vita quotidiana e con l’obiettivo primario di favorire la piena integrazione degli stranieri su tutto il territorio della regione. Poggiandosi su cinque temi cruciali – il supporto alle comunità, la salute, il lavoro, la casa, la tutela dei diritti – gli sportelli territoriali si occuperanno, per esempio, delle consulenze e nell’affiancamento nella compilazione di documenti, come i modelli fiscali, della promozione di corsi di lingua, cultura italiana ed educazione civica, passando per tutti i servizi che riguardano la sanità, così il sostegno alle pratiche per l’iscrizione al servizio sanitario nazionale, la scelta del medico di base, la tutela della salute dei minori e della maternità. Accanto al supporto alle comunità e alla salute, ci sarà spazio – e non poteva essere diversamente in un disegno complessivo di integrazione – anche per le informazioni e l’assistenza in materia di lavoro, con la redazione, ad esempio, di curriculum vitae e di bilanci di competenze, ma anche in tutte quelle pratiche necessarie all’avviamento al lavoro, partendo dai permessi e visti; e per un focus sul tema della casa e dei contratti. Ultima, ma non ultima, la tutela dei diritti, in particolare attraverso l’assistenza legale in materia di immigrazione, ma anche in sede civile e penale. Gli sportelli saranno attivi presso le sedi della Cisl, a: Trieste, in piazza Dalmazia 1, a Monfalcone, in via del Rosario 2, a Udine, in via Ciconi 16 e a Pordenone in via San Valentino 30.

Le finalità “Il nostro obiettivo – spiega il presidente dell’Anolf, Ahmed Faghi Elmi, è quello di proporre un servizio innovativo, fondato su due piani di lavoro: la costruzione di una rete di figure professionali specializzate nei vari settori e l’attivazione di un sistema di buone prassi con tutti gli attori del sistema, vale a dire le istituzioni ed i servizi territoriali esistenti”.

“Considerando il forte rilievo delle comunità straniere in Friuli Venezia Giulia ed anche la loro incidenza su nostro mercato del lavoro – commenta il segretario Cisl Fvg, Alberto Monticco – lavorare sulla piena integrazione oggi è una necessità stringente; sapendo che integrazione significa non essere cittadini di serie B, ma persone in grado di interagire in modo positivo e propositivo con il territorio di accoglienza, stabilendo che i diritti, in ogni ambito, e la loro tutela, assieme agli obblighi, devono essere il nostro faro. Sportelli come quelli che stiamo attivando vanno in questa direzione, di favorire o scambio di informazioni corrette e buone prassi, elementi fondamentali alla base del buon vivere”.

I bisogni dei cittadini stranieri/Osservatorio Anolf Cisl Fvg Si tratta di un progetto che nasce dalla rilevazione dei bisogni delle comunità straniere presenti in Friuli Venezia Giulia e raccolti in oltre venti anni di attività dall’Anolf. Nel solo 2023, l’associazione cislina ha dato supporto a 2mila 582 persone, di varie nazionalità, 1.420 uomini e 1.162 donne.

Un osservatorio, dunque, di grande rilievo che nel tempo ha permesso di tracciare non solo il flusso di movimentazione per provenienza ma anche le richieste più frequenti. Per quanto riguarda i Paesi d’origine, le comunità più radicate in regione, tra quelle che si rivolgono all’Anolf, sono: Kosovo (344), Serbia (333), Ucraina (289), Albania (271), Bangladesh (268), Senegal (255), Colombia (165), Marocco (128), Turchia (102), Cina (95), Burkina Faso (104), Macedone (89), Bosnia (78), Moldavia (44), Filippine (17).

Quanto alle richieste, oltre il 70% riguarda le consulenze per il rinnovo dei permessi, il rilascio della documentazione per il lavoro subordinato e tutto ciò che attiene la richiesta di cittadinanza; circa un 10% di domande riguarda il rilascio del permesso di soggiorno, un altro 10% le pratiche di ricongiungimento familiare, e il restante riguarda le istanze per la partecipazione ai test di conoscenza della lingua italiana necessario al rilascio del permesso di soggiorno, le consulenze sui bonus (gas, energia, assegno unico, carta famiglia) e il decreto flussi.

“Uno dei maggiori bisogni espressi dall’utenza straniera – spiega Faghi Elmi – è il supporto per l’invio di procedure on line, sempre più diffuse, ma poco accessibili per le stesse modalità e per la poca pratica con l’uso del pc. Le altre criticità riguardano i tempi estremamente lunghi per il rilascio del permesso di soggiorno che molto spesso compromettono la regolarizzazione. In queste sacche

di tempo, purtroppo, prolificano, alimentati da imprenditori spregiudicati, il dumping lavorativo e la concorrenza sleale, con molto stranieri che, pur di lavorare, accettano condizioni spesso molto al di sotto dei livelli minimi contrattuali. Infine, sempre rispetto al nostro osservatorio, rimane ancora critica la situazione di tutti gli extracomunitari che escono dal sistema dell’accoglienza e che, malgrado un lavoro, si trovano senza casa”.

La fotografia generale Secondo gli ultimi dati disponibili, indica che i residenti con cittadinanza straniera in Friuli Venezia Giulia sono 116.340, per il 51% donne (percentuale che sale al 54,1% in provincia di Udine). Gli stranieri rappresentano il 9,7% della popolazione residente. La comunità più numerosa è quella proveniente dalla~Romania~con il 22,0% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall’Albania~(8,2%) e dal~Bangladesh~(5,9%). Il 35,7% vive a Udine, il 29,1% a Pordenone, il 20,6% a Trieste e il 14,7% a Gorizia. Gli stranieri iscritti a scuola, nell’anno scolastico 2021/2022, sono stati 20.434, costituendo il 13,4% del totale (il 18% in provincia di Gorizia). Anche nel mercato del lavoro l’incidenza degli stranieri sul totale degli occupati cresce, passando dal 10,6% del 2021 all’11,1% del 2022.

“Le finalità di questo progetto sono dichiarate in modo palese nella legge 9 del 2023 che ha istituito questi canali di finanziamento. Un provvedimento, approvato nel marzo scorso, che vuole affrontare in modo pragmatico e senza approcci dogmatici il tema dell’immigrazione che non va bene quando è irregolare, illegale e incontrollata. Questa iniziativa vuole invece aiutare gli oltre 100mila cittadini stranieri presenti sul territorio regionale, perfettamente integrati nella nostra comunità, di cui nessuno parla e che quotidianamente hanno bisogno di un sostegno per gestire al meglio diverse tipologie di pratiche”.

Lo ha affermato l’assessore alle Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti nel corso della presentazione del progetto sperimentale, finanziato dalla Regione e attivato dall’Associazione nazionale oltre le frontiere (Anolf) in collaborazione con la Cisl Fvg.

“Siamo convinti che questa iniziativa possa portare benefici concreti ai cittadini stranieri, a partire da quelli che storicamente vivono nella nostra regione. Anche perché – ha aggiunto Roberti – siamo assolutamente allineati con i promotori di questo progetto su un concetto fondamentale: per raggiungere la piena integrazione bisogna conoscere sia le regole del Paese che ti ospita che i diritti di cui tutti devono godere”.

“Il Friuli Venezia Giulia sta vivendo una fase di grande crescita economica che può rappresentare una straordinaria opportunità anche per i lavoratori stranieri regolari. Persone – ha concluso Roberti – che hanno deciso di costruire il loro futuro nella nostra regione”.

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