18/08/2022

Nella Val Canale, protetta dalle cime più alte del Friuli Venezia Giulia tra cui Jôf di Montasio, Jôf Fuart, Jôf di Miezegnot, Osternig  e il monte Poludnig, tutti ben oltre i duemila metri, c’è Malborghetto Valbruna. Poche anime sparse tra i boschi, dove ormai da alcuni anni organizzano un evento internazionale sempre più importante. Quest’anno dal 13 al 16 giugno 2019 si è svolta la manifestazione che onora l’albero più importante per la musica. In verità si chiama Picea abies, meglio noto come abete rosso, ma dato il suo utilizzo da parte del più grande liutaio della storia, oggi è più conosciuto come l’albero Stradivari. 

La quinta edizione ha visto ospiti da Inghilterra, Germania, Usa, Russia, Francia e Austria, a dimostrazione che diventa sempre più grande e si prepara a essere un riferimento a Nordest. Un bell’esempio di come si possa valorizzare un territorio non dissimile da tanti altri delle nostre montagne, cogliendo le peculiarità come nel caso del legno che genera la musica e la musica che gli tributa un riconoscimento. 

Malborghetto-Valbruna conta meno di un migliaio di residenti e quindi aver visto oltre cinquemila tra spettatori e ospiti dall’Italia e dall’estero dev’esser stato veramente impressionante. I numeri dell’evento inorgogliscono e già si pensa a uno strumento diverso per gestire Risonanze. La disponibilità di molti partecipanti ha fatto pensare a una Fondazione per programmare il festival annuale e creare nuovi posti di lavoro attraverso la cultura. 

Intanto il Festival organizzato ai piedi delle Alpi Giulie dal Comune di Malborghetto-Valbruna con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e di Fondazione Friuli, ha chiuso i battenti domenica 16 giugno facendo il pieno di pubblico sia per i concerti, sia per le attività collaterali. Tutti esauriti anche i laboratori, le chiacchierate con gli artisti, gli appuntamenti organizzati per i bambini, le sedute mattutine di pilates. Anche il pane del bosco, proposto con le farine di corteccia dallo chef Stefano Basello, ha conquistato gli ospiti. Così come l’essenza di ‘Risonanza’, il nuovo profumo pensato dal maestro Lorenzo Dante Ferro. 

Malborghetto-Valbruna è un Comune sparso, crocevia di culture, ma da qualche anno è diventato un piccolo universo in cui musica, liuteria, cultura e natura dialogano. Dai salotti ai concerti, dalle passeggiate alle performance nel bosco: la Val Saisera è divenuta un teatro en plein air grazie ai magnifici abeti rossi di Risonanza. 

Grande la soddisfazione del direttore artistico, nonché assessore alla cultura e all’istruzione del Comune di Malborghetto-Valbruna, Alberto Busettini, al termine dell’evento del 2019 che ha segnato una costante crescita di Risonanze da ogni punto di vista. L’evento cresce e diventa sempre più partecipato, grazie anche alla caparbietà del sindaco Boris Preschern, che ha creduto fin dall’inizio nelle potenzialità di questo festival, facendo tutto il possibile per svilupparlo e farlo sentire proprio anche dagli abitanti della zona, con cui condividere la fierezza.

Marco Mascioli 

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