11/08/2022

pposizioni preoccupate per il secondo passaggio della riforma sanitaria in Friuli Venezia Giulia voluta dall’attuale corso politico, trapelata dalle pagine dei giornali. Tra le voci che si levano quelle dell’ex assessore regionale e consigliere del Pd Mariagrazia Santoro e del sindaco di Palmanova Martines.

Le indiscrezioni trapelate sono inquietanti – afferma la Santoro – perché ci sarebbero chiusure di altri punti nascita, soppressione di specializzazioni ospedaliere d’eccellenza e pesanti tagli di servizi, invocando l’aiuto del privato.

Le nostre valutazioni negative già espresse – ricorda il consigliere – vengono ulteriormente aggravate da una situazione della sanità regionale che resta nebulosa e tutta da chiarire.

Ancora pià marcato il commento del sindaco di Palmanova che parla di una prospettiva di depotenziamento della struttura palmarina, avviata con la chiusura del punto nascita.

Martines, interviene sulla bozza tecnica della riforma che “Riccardi dice di non conoscere ma in realtà è perfettamente coerente con l’emendamento approvato dal Consiglio regionale per chiudere il punto nascita di Palmanova” prosegue il sindaco.

Martines ricorda che “la norma contiene una premessa riguardante gli ospedali spoke su due presidi con la quale si stabilisce che l’urgenza e il punto nascita restino solo in una delle due sedi. Una prospettiva che viene rafforzata nella bozza di riforma che lascia l’urgenza soltanto a Monfalcone, Latisana, Tolmezzo e Spilimbergo. Con chiusura dunque anche dei punti nascita di San Vito al Tagliamento e San Daniele”.

Il Sindaco di Palmanova commenta anche le promesse di Riccardi che “più volte pubblicamente, dopo le nostre denunce e dopo la protesta dei cittadini, ha dichiarato che Palmanova manterrà l’urgenza, senza la quale non potrà mai esistere l’altra promessa, quella del super-ospedale”.

Martines inoltre mette in guardia sul futuro della sanità territoriale: “Depotenziare gli ospedali, sotto le mentite spoglie di una “specializzazione” non farà altro che privare i cittadini di un servizio essenziale. Le stesse preoccupazioni sono relative al depotenziamento dei servizi territoriali. Anche questo è un obiettivo che avevamo paventato e che ben si concilia con il favore di Riccardi per l’apertura ai privati e con l’ulteriore elemento dello smantellamento dei dipartimenti di salute mentale. Non credo sia questa la sanità di cui il Friuli Venezia Giulia ha bisogno”.

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