29/02/2024

Commemorazione civica spontanea a Udine nel salone dell’antico Parlamento del Friuli. Travain (Fogolâr Civic – Academie dal Friûl): “Questa stupida società egoistica , figlia del libero capitalismo, non merita affatto eroi così nobili, ma la rivoluzione e il pugno di ferro!”. Strali contro il Comune, assente all’incontro.

“Sotto gli occhi silenti della grande storia della Piccola Patria, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico ‘Fogolâr Civic’ e il Circolo Universitario Friulano ‘Academie dal Friûl’, unitamente a tutti coloro che riconoscono i veri valori di umanità, civiltà e dignità, incarnati in grembo all’agro di Aquileia, rendono omaggio deferente e affettuoso ad un

moderno ‘Catone Udinese’ ovvero ‘del Friuli’ nella figura tragica ed alta del compianto giovane tarcentino Michele Valentini, ad un anno esatto dal suo estremo gesto di ribellione contro la tirannide del precariato contemporaneo”.

Mercoledì 31 gennaio 2018, al Castello di Udine, presso lo storico Salone del Parlamento della Patria del Friuli, di fronte all’effigie di Catone Uticense, emblema civico di somma rivolta contro l’oppressione (il personaggio si uccise rifiutando di vivere sottomesso a Cesare), le bandiere del più grintoso civismo udinese si sono piegate per onorare il bravo ragazzo

friulano uccisosi un anno prima come atto massimo, nobile e pio, di protesta civile contro le persistenti precarietà lavorative ed esistenziali, diffuse nella società anche locale di oggi.

“Istighiamo al suicidio se onoriamo un ragazzo che non ha trovato altri modi e spazi per denunciare incisivamente il disagio impostogli dalla società e dalle sue istituzioni, a procedere dalla spesso meschina realtà friulana?”: questo si è chiesto retoricamente il presidente del Fogolâr Civic e dell’Academie dal Friûl, prof. Alberto Travain. “Una situazione come quella odierna richiederebbe una rivoluzione, ma Michele, oltremodo pio, non ha voluto infierire su altri, giudicabili come colpevoli ovvero complici, responsabili del degradato sistema imperante. La nostra stupida società – ha detto Travain –, figlia del libero capitalismo, ragione di tanti mali della corrente globalizzazione, non merita eroi così nobili, pronti a suicidarsi per richiamarne l’attenzione sul baratro verso cui è indirizzata, ma un pugno di ferro che possa correggerne vanità e stoltezza, ipocrisia ed egoismo. Quella di Michele fu debolezza, inadeguatezza, o irriducibile, friulana, onestà, inconciliabile con il compromesso? Dovremmo chiudere questa splendida sala, poiché l’antico Parlamento del Friuli e la Repubblica Serenissima allora imperante vi celebrarono il suicidio di Catone, indisponibile a vivere soggetto ad una tirannide? A quegli stessi padri noi affidiamo il gesto di Michele!”.

Dopo il discorso commemorativo, tenuto dal prof. Alberto Travain, sono intervenuti lo studioso romano Alfredo Maria Barbagallo e il blogger sandanielese Maurizio Di Fant, delegati Fogolâr Civic rispettivamente alla cultura e ai rapporti con il territorio; la prof.ssa Renata Capria D’Aronco, cameraro presidente dell’Arengo udinese. Presente anche rappresentanza del Cerimoniale Fogolâr Civic con le signore Marisa Celotti, Milvia Cuttini e Luigina Pinzano insieme alla segretaria del sodalizio Jolanda Deana e alla vicaria sociale, dott.ssa Maria Luisa, che  , a nome del movimento, ha deposto una rosa rossa allo scranno parlamentare sottostante l’effigie di Catone. A rappresentare i genitori del compianto, è intervenuta un’amica di famiglia, nella persona della signora Anna Zilli. Molto criticata l’assenza di una pur invitata delegazione del Comune, che ha completamente ignorato il mesto evento, assicurandosi così gli strali del combattivo civismo intervenuto in sala.

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