15/06/2024

Il Giorno del Ricordo, istituito non dimenticare le vittime delle foibe, ha visto la foiba di Basovizza epicentro di una nutrita rappresentanza politico-istituzionale italiana e anche a nome del Parlamento europeo. Sono intervenuti il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ed il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza che , per Renzo Codarin Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia hanno effettuato allocuzioni significative e non di circostanza. Questo momento ha costituito – scrive in una nota Codarn- una tappa fondamentale per la ricostruzione della verità storica riguardo le più tragiche pagine di storia del confine orientale italiano. In primis con le parole con le quali il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato senza appello i giustificazionisti ed i negazionisti.

Quest’appuntamento era stato preceduto da altre importanti iniziative- scrive Codarin – dal 5 al 7 febbraio una mostra fotografica e due tavole rotonde al Parlamento Europeo promosse da una cordata di associazioni capeggiata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Contestualmente l’Associazione ha chiesto agli Stati successori della Jugoslavia di aprire i propri archivi per sapere la sorte dei deportati da Tito e presentato in sede europea i diritti violati degli esuli istriani, fiumani e dalmati. La sera dell’8 febbraio circa un milione di italiani ha visto in televisione “Red Land – Rosso Istria”, il film dedicato al martirio di Norma Cossetto.

Questo 10 febbraio 2019 rappresenta una svolta in quanto c’è stata una condanna corale verso la sparuta minoranza dei negazionisti e giustificazionisti e perché il mondo dell’esodo giuliano-dalmata ha riscontrato di avere ascolto e attenzione da parte delle istituzioni italiane ed europee, ha chiosato Codarin.

E sugli strascichi provocati dagli interventi istituzionali alla Foiba di Basovizza, interviene l’onorevole Debora Serracchiani mentre la senatrice Rojc annuncia una interrogazione al ministro Moavero Milanesi.

Per le espressioni udite durante la cerimonia a Basovizza – sottolinea la deputata del PD – si rischia un nuovo incidente diplomatico per l’Italia, questa volta con la Slovenia. Serve più responsabilità da parte di certi politici. Serracchiani si riferisce alle fonti di stampa in Italia e in Slovenia che hanno rilanciato la notizia della lettera fatta prevenire al presidente della Repubblica italiana Mattarella dal il presidente della Repubblica slovena Borut Pahor, in cui si espreime preoccupazione per quelle che sono state definite “inaccettabili dichiarazioni di alti esponenti dello stato italiano (…) che vorrebbero far credere che le foibe furono pulizia etnica”.

Anche il premier Marjan Sarec, in un tweet, ha stigmatizzato il “revisionismo storico senza precedenti” di “importanti politici, addirittura funzionari dell’UE”.

Per Serracchiani “‎quando il presidente del Parlamento europeo inneggia all'”Istria italiana” o quando il sindaco di Trieste sfida la Slovenia a chiedere scusa per i fatti del ’43-’45, e’ prevedibile che ci siano conseguenze”.

Pochi giorni fa la visita a Lubiana del presidente del Friuli Venezia Giulia Fedriga pareva confermare un clima positivo, e sarebbe un grave danno per tutti se le nostre Autorità non si preoccupassero di recuperare questa situazione. Di tutto abbiamo bisogno meno che di tornare ai tempi della Cortina di ferro”, ha commentato la Serracchiani.

da parte sua, la senatrice del Pd Tatjana Rojc ha annunciato un’interrogazione al Ministro degli Esteri Moavero Milanesi, “per conoscere quali azioni intenda porre urgentemente in opera per chiarire in modo inequivocabile la posizione dell’Italia rispetto allo spirito europeo richiamato dal ministero degli Esteri sloveno.

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