26/03/2026

La Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) di Roma, sta conducendo una ricerca che studierà le componenti innate del pregiudizio nei gemelli. Esistono infatti – accanto a quelle di origine culturale – componenti innate del pregiudizio, “scritte” nel nostro patrimonio genetico. “Sono relativamente ancora poco note in letteratura scientifica. La categorizzazione dell’etnia dei volti è un esempio: questa capacità percettiva è una funzione cognitiva legata a meccanismi visivi che poco hanno a che fare con l’apprendimento, e su questi è molto difficile agire”, spiega Francesco Foroni, neuroscienziato della SISSA. Perché i gemelli? Gli studi sui gemelli aiutano a distinguere gli aspetti influenzati/determinati da componenti biologiche del pregiudizio da quelli influenzati/determinati principalmente dall’apprendimento. “Allo studio partecipano coppie di gemelli, dello stesso sesso, sia identici – monozigoti – che diversi – dizigoti”, continua Foroni. Lo studio è già iniziato ma servono ancora volontari, nel dettaglio gemelli fra i 18 e 40 anni. I gemelli che parteciperanno allo studio risponderanno a una serie di test psicologici e saranno sottoposti a esami non  invasivi e non dolorosi. La Sissa lancia il suo appello: AAA gemelli cercasi, la scienza ha bisogno di voi, lo insegnava già Enstein quando spiegò con il paradossi dei gemelli la base della teoria della relatività.
Il progetto si è sviluppato sull’applicazione del metodo cognitivo sensoriale nell’educazione alimentare, sperimentando la degustazione continuata di sei piatti tipici (sei italiani e sei sloveni) da parte di oltre 1000 allievi di scuole primarie italiane e slovene.
I dati finali raccolte ed elaborate dalle due università coinvolte , quella di Trieste e di Lubiana, indicano che il metodo cognitivo-sensoriale è applicabile con successo in ambito scolastico, con particolare riferimento agli allievi più giovani

Share Button

Comments are closed.

Open