11/08/2022

La mostra ‘Frammenti di storia’, con il suo forte impatto emotivo, racconta pezzi di storia italiana attraverso gli occhi della scientifica, ma ciò che emerge dopo aver fatto proprie quelle immagini è la professionalità delle nostre forze dell’ordine impegnate quotidianamente in migliaia di operazioni che talvolta si traducono in prime pagine sui giornali, mentre tantissime altre rimangono fuori dalle cronache locali, contribuendo però a rendere le nostre comunità sicure e vivibili.

L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia scientifica, è l’esposizione inaugurata a Trieste nell’atrio della Camera di commercio. Alla manifestazione sono intervenuti il questore di Trieste Giuseppe Petronzi, il direttore nazionale del servizio di Polizia Scientifica, Luigi Rinella, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti, l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, introdotti da Delfina Di Stefano, curatrice dell’evento. Una vetrina di grandissimo interesse documentale cui abbiamo la possibilità di volgere lo sguardo per capire aspetti salienti di un secolo di cronaca e di storia, ma il suo allestimento è anche l’occasione per ringraziare tutte le nostre forze dell’ordine per l’impegno che profondono a favore dei cittadini.

Camera di Commercio di Trieste

La mostra fotografica, che resterà aperta al pubblico fino a domenica 30 settembre, ripercorre i momenti più drammatici e significativi della storia italiana, viste dall’occhio attento degli analisti della scena del crimine della Polizia di Stato, con una particolare attenzione agli episodi di cronaca nera che si sono verificati a Trieste nell’ultimo secolo.

Come ha ricordato Rinella, il direttore nazionale del servizio di Polizia scientifica, sviluppatasi a partire dalle intuizioni del suo pioniere Salvatore Ottolenghi, conta oggi sull’operato di quasi tremila persone attive in 113 laboratori. La presenza della mostra in piazza della Borsa coincide con la rassegna Trieste Next, il festival della ricerca scientifica, durante il quale sarà possibile ammirare il “Forensic Fullback”, il veicolo destinato alle scene del crimine più complesse, con dotazioni tecnologicamente avanzate figlie della rivoluzione digitale.

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