23/07/2024

Piero Mauro Zanin è il nuovo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

E’ stato eletto con 29 voti alla seconda votazione, in quanto nella prima non era stata raggiunta la maggioranza assoluta.

Tra le due votazioni, avendo la maggioranza rifiutato la richiesta di un incontro dei capigruppo per cercare una convergenza su una candidatura di garanzia, consiglieri di tutti i gruppi di opposizione hanno preso la parola per annunciare la non partecipazione alla votazione.

‘Per quello che è successo non è per me un momento felice. Spero con il mio lavoro di poter recuperare un rapporto di fiducia con quanti ho già collaborato in passato e lavorerò in questi cinque anni’.

Sono state queste le prime parole del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, con riferimento all’andamento delle votazioni.

“Eserciterò il mio mandato attenendomi alle disposizioni che regolano l’attività del Consiglio, garantendo funzionalità ai nostri lavori, nel rispetto reciproco tra maggioranza e opposizione – ha proseguito Zanin – Nel richiamare questi impegni, non posso non ricordare il presidente Ettore Romoli, esempio per noi tutti di rettitudine, indipendenza, apertura al dialogo e al confronto.

L’Assemblea legislativa dovrà concentrarsi nel riordino e semplificazione di un corpus normativo che necessita di snellimento e chiarificazione, attraverso l’approvazione di testi unici settoriali e, per quanto possibile, di un processo di delegificazione.

Al Consiglio regionale è assegnata anche una funzione di indirizzo e controllo sull’attività dell’Esecutivo che non si esercita solamente attraverso importanti atti di sindacato, ma con la verifica delle politiche regionali e la valutazione, attraverso una costante presenza, degli effetti della legislazione al fine di verificarne concretamente i risultati e le ricadute sulla Comunità regionale.

‘L’Assemblea e l’Esecutivo devono operare per dare una nuova visione al Friuli Venezia Giulia: costruire, 54 anni dopo l’istituzione della Regione autonoma, una prospettiva nuova nel quadro di un regionalismo rafforzato che va mutando, che riconosca la nostra naturale vocazione di ponte verso i Balcani e di crocevia per l’Europa centro – orientale.

‘La funzione legislativa del Consiglio regionale viene valorizzata anche esercitando un ruolo decisivo nell’ambito della Conferenza dei Parlamenti regionali, nel rafforzamento dei rapporti con le Assemblee legislative di Stati e regioni contermini e con il Comitato delle Regioni, la più recente delle importanti istituzioni Europee.

IL LOCALISMO

Va recuperata e rilanciata la forza rigeneratrice del localismo spostandosi dall’ideale della crescita quantitativa e dell’espansione geografica, verso il recupero della qualità della relazione con la singola cosa o la singola persona.

AUTONOMIA NON NEGOZIABILE

‘La nostra autonomia, unitamente alle condizioni particolari che costituiscono la specialità, non è negoziabile perché rappresenta uno dei connotati essenziali della composita realtà della nostra Regione.

EUROPA

La crisi che l’Europa sta attraversando è la crisi della sua democrazia, è l’incapacità di ascoltare i suoi popoli, è il sacrifico della libertà sull’altare della regola economica. E’ dalla collaborazione dal basso tra Regioni e comunità locali, come ci ha insegnato la comunità di lavoro Alpe Adria, che potrà risorgere una nuova Europa.

COMUNI E UTI

‘Se è vero che dobbiamo cercare di contribuire alla costruzione di un nuovo regionalismo e di un nuovo europeismo è altrettanto necessario che restituiamo ruolo e prospettiva ai Comuni che rappresentano la cinghia di trasmissione tra Regione e Comunità locali.

‘La rivisitazione della legge regionale che ha portato alla costituzione delle Unioni Territoriali deve indurci a pensare a una diversa articolazione territoriale che individui dimensione e funzioni di Aree vaste condivise, oltre che da Consiglio e Giunta, anche dai territori di cui si compone la Regione.

Un compito che possiamo affrontare coinvolgendo il CAL e l’ANCI per elaborare proposte che consentano di varare provvedimenti che diano maggior spazio a sussidiarietà orizzontale e verticale, evitando di costruire un nuovo centralismo regionale.

RIPRENDERE IL NEGOZIATO CON IL GOVERNO

Nel rapporto con il Governo sarà necessario riprendere il negoziato per introdurre norme che rafforzino lo Statuto di autonomia con il trasferimento di nuove funzioni e la ridefinizione dei rapporti finanziari e di compartecipazione al gettito erariale, che la recente intesa con lo Stato ha indebolito, A questo proposito sarà determinante il ruolo del Commissione paritetica Stato/Regione per il confronto sulle regole fondamentali del rapporto pattizio per il trasferimento di nuove funzioni e per la rinegoziazione dei rapporti finanziari.

ATTENZIONE AGLI ANZIANI E AL DISAGIO SOCIALE

Dobbiamo riservare un’attenzione particolare agli anziani, ai disabili, ai cittadini in condizione di disagio sociale e purtroppo anche di povertà alimentare.

SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

Non possiamo più chiudere gli occhi davanti alla dura realtà che nella nostra Regione non si fanno più figli. Sarà sul sostegno reale e concreto alla famiglia che si giocheranno tutte le politiche di sviluppo e prospettiva della nostra Regione.

La nostra Regione oggi più di ieri è chiamata a dare risposte vere con azioni e risultati che devono avere al centro, oltre che la famiglia, le imprese, la produzione, gli imprenditori, le professioni e il ceto medio.

Soltanto così potremmo restituire certezze e serenità alle famiglie, ai pensionati che hanno lavorato tutta la vita e che faticano ad andare avanti, ai troppi giovani che sono costretti ad emigrare o devono ripiegare su forme di precariato che facciamo difficoltà a condividere.

CONSIGLIO TRASPARENTE

Ritengo che la nostra sede Istituzionale debba essere il più possibile aperta e trasparente.In questo senso devono essere valutate positivamente tutte le occasioni che ci consentiranno di favorire e promuovere momenti di incontro con Associazioni, rappresentanze economiche e istituzionali, realtà locali, cittadini.

‘Mi adopererò perché l’attività della Conferenza dei Capigruppo favorisca il confronto tra maggioranza ed opposizione e assicuri ai lavori d’Aula e delle Commissioni, con l’impegno dei Consiglieri, trasparenza e produttività.

IL COMMENTO DEL CAPOGRUPPO PD, SERGIO BOLZONELLO

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello, commenta così l’elezione del neopresidente Piero Mauro Zanin: “Iniziare il proprio discorso di insediamento con un grazie al presidente della Regione è il peggiore degli inizi. Zanin ha minato il rapporto di autonomia del Consiglio rispetto alla Giunta. Assoluta chiusura alla nostra richiesta di sospensione, – rimarca Bolzonello – per dare un nostro contributo all’individuazione di un presidente. Ci hanno negato anche questo, per votarsi infine un presidente di assoluta parte, che non rappresenta l’intero Consiglio”.

“Infine – conclude Bolzonello -, prendiamo atto che l’intesa di potere tra il presidente Fedriga e l’assessore Riccardi non ha avuto il supporto, in termini di voti, da parte dei consiglieri di maggioranza. Difatti non c’era più la maggioranza, con 20 voti a sostegno di Zanin sul totale di 29”.

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