11/06/2024

di Marco Mascioli

Come in tutte le cose, ci sono sempre aspetti positivi e negativi. Devono essere posti sulla bilancia e vedere dove pende l’ago. Per quanto riguarda la zona produttiva industriale Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro, si discute da tempo di migliorare le infrastrutture a favore di tutti, creare nuovi posti di lavoro, ma anche d’inquinamento per le emissioni e i dragaggi che dovrebbero essere più frequenti per consentire una navigazione sicura alle enormi navi mercantili. 

Ora c’era nell’aria la possibilità d’insediamento di una nuova acciaieria che a detta delle multinazionali Danieli e Metinvest, investitori principali, sarebbe stata a super moderna e a impatto zero d’inquinamento, ma strategica per la collocazione geografica a meno di 40 chilometri dalla Danieli di Buttrio e sul mare. 

Secondo l’opposizione, con uno gruppo di residenti preoccupati, la scelta d’installare l’impianto nella bassa friulana sarebbe stato un ulteriore aggravio del degrado ambientale a discapito dei cittadini. 

Grazie alle indagini e all’interessamento della giunta regionale e in particolare del consigliere Markus Maurmair, presidente della 2^ commissione permanente (Agricoltura e foreste, sviluppo della montagna, pesca marittima e acquacoltura, industria, artigianato, commercio interno ed estero, fiere e mercati, turismo e terziario, sostegno all’innovazione nei settori produttivi, tutela dei consumatori, professioni, lavoro e cooperazione), sembra che la bilancia abbia dato esito negativo. 

Sebbene ci siano i fondi regionali per l’ammodernamento delle infrastrutture locali e le potenzialità occupazionali, le risorse necessarie non avrebbero consentito un rientro in tempi ragionevoli e inficerebbero, anche in maniera evidente, i comparti del turismo, del commercio e della piccola e media impresa manifatturiera. 

Il consigliere di FdI, Markus Maurmair, presidente della II Commissione consiliare riunitasi in seduta congiunta sentire le parti interessate al futuro dell’area industriale Aussa Corno, ci spiega che gli studi delle Università di Udine e Trieste, così come gli interventi tecnici, hanno evidenziato l’esigenza d’investimenti infrastrutturali nella zona industriale Aussa Corno a partire dall’implementazione del servizio ferroviario e di quello stradale.

Maurmair ha spiegato anche che la scelta di non integrare l’elenco degli auditi, come chiesto dalle opposizioni, in quanto non previsto dalle regole vigenti. Gli oltre 20.000 firmatari della petizione contro l’acciaieria, ha assicurato il presidente della II Commissione, sono comunque stati presi in considerazione.

Il sostanziale “no” della Giunta, non sarebbe generato dallo motivi legati all’inquinamento, ma dalle criticità relative ai trasporti e in particolare a un impianto ferroviario, oggi assolutamente sottodimensionato, con necessità di investimenti per decine di milioni di euro. Rimangono anche le criticità legate al sovraccarico delle infrastrutture viarie e la necessità di preservare l’habitat lagunare garantendo al contempo la manutenzione del sistema idroviario.

Una riqualificazione, secondo l’amministrazione regionale, dev’essere compatibile con l’ambiente lagunare e le sue caratteristiche. L’Aussa Corno è un’area industriale ed è necessaria un’infastrutturazione che aumenti la capacità logistica e l’accessibilità del porto, ma Porto Nogaro è pur sempre collegato alla laguna di Grado e Marano. 

Un efficiente sistema infrastrutturale stradale, ferroviario e portuale, che consenta di sfruttare al massimo le potenzialità di un territorio come il Fvg, crocevia naturale posto al centro dell’Europa, dovrebbe essere uno dei punti di forza dell’area Aussa Corno da considerare e potenziare. Oggi insiste su una superficie di oltre 8 milioni di metri quadrati, con oltre 80 aziende insediate e circa 3.000 persone occupate. Il numero medio delle merci movimentate, ammonta a oltre un milione di tonnellate di beni.

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