25/02/2024

di Marco Mascioli

Draghi si nasce! Non ci resta che riporre le speranze nell’uomo che, avendone passate tante e che finora non si è mai fatto mettere i piedi in testa da nessuno, forse potrà dare una regolata ai politici scapestrati che abbiamo votato?

In un Paese finora governato da persone appartenenti a ceti nobili ed elitari, oppure disoccupati senza esperienza, ai quali nessuno deve aver mai spiegato la differenza tra investimento e sperpero, potremmo forse sperare che l’arrivo di Mario Draghi rappresenti l’ago della bilancia, allestendo un governo che pensi al ceto medio. Quella stragrande maggioranza d’italiani che hanno piccole, se non piccolissime attività e rappresentano una buona fetta dei connazionali che non sono in pensione, statali o milionari. Dati “gli eletti” con cui si troverebbe al governo, non sarà facile. Ma l’utilizzo dei DPCM alla Conte Bis, con imposizioni ed elargizioni simil-dittatoriali, potrebbe consentirgli di trovare la strada spianata in cui non ascoltare nessuno. Se Conte è stato considerato simpatico e affidabile dopo aver istituito il coprifuoco serale e tutte le altre limitazioni alla vita, al lavoro, agli spostamenti etc., che comunque si sono rivelate inutili, a meno che l’intento non sia stato quello di rovinare buona parte degli italiani.

La situazione non è cambiata per chi ha le tasche piene, chi riceve lo stesso stipendio statale sia scaldando la poltrona in ufficio, sia restando a casa in Smart Working senza Pc e nemmeno connessione internet e neppure per chi ha dichiarato di non avere nulla quindi in tasca il reddito di cittadinanza o altre misure da repubblica popolare parziale.

Il frangente ha peggiorato costantemente gli imprenditori piccini, quelli che gestiscono un’attività nel settore turistico, hanno un negozio di abbigliamento, di scarpe, un ristorantino, un bar e tanti altri, per non parlare dei loro dipendenti.

Marco Zoratti, vicepresidente Confesercenti FVG ha salutato con enfasi l’arrivo dell’ex numero uno della BCE, precisando che potrebbe sembrare un commissariamento, ma non è così. Il Parlamento non è stato in grado di gestire politicamente la crisi e l’unica alternativa sarebbe il voto. Una scelta, però, con eccessivi margini d’imprevedibilità. Il contrario di ciò che serve al Paese ora. I fondi in arrivo dall’Europa devono essere gestiti con attenzione e una visione strategica del futuro. Rappresentano un’importante opportunità per l’Italia. Un’occasione che non è possibile lasciarsi sfuggire. L’autorevolezza e le capacità di Mario Draghi le abbiamo potute testare durante la sua permanenza in Ue, quando ha saputo gestire sfide importanti, con i risultati che tutti conosciamo. Proprio i suoi trascorsi fra i vertici dell’Unione sono un plus da non sottovalutare, certamente saprà instaurare un dialogo collaborativo. L’auspicio, secondo Marco Zoratti, è che riesca a fare altrettanto anche con i corpi intermedi, come le associazioni di categoria e i sindacati, mettendo in campo, per il bene del Paese, tutto il pragmatismo che da sempre lo contraddistingue.

Mentre alcuni giornalisti dotati di sfera di cristallo opaco, fanno circolare voci di nuovi DPCM per consentire di prolungare l’orario d’apertura di bar e ristoranti, concedendo anche la cena (ma solo seduti al tavolo), dimentichi che in questo momento in Italia non c’è un presidente del Consiglio che lo possa firmare. Da Confesercenti Marco Zoratti sottolinea che con le giuste misure di prevenzione sarebbe possibile far ripartire il servizio al tavolo a cena, almeno nelle regioni in fascia gialla e a pranzo in quelle in fascia arancione.

Non tutti hanno uno squadrone di camerieri che serve i pasti a qualsiasi ora e in qualsiasi luogo come i nostri governanti. Ci sono anche persone che lavorano lontano da casa e allo volte hanno la necessità di espletare esigenze fisiologiche, compresi i pasti. Sembra che i grandi giornalisti, quelli ormai considerati oracoli, che non raccontano fatti avvenuti, ma le loro predizioni, abbiano avuto la soffiata dal Comitato Tecnico Scientifico che continua a percepire i nostri soldi per sopperire alle incapacità dei governanti.

Zoratti, vice presidente di Confesercenti FVG, in merito al via libera auspicabile palesato dal CTS, riferisce che sarebbe il risultato dell’incontro dello scorso 18 gennaio con il Ministro Stefano Patuanelli e la Sottosegretaria Alessia Morani, in occasione del quale si era aperto un articolato e serrato confronto con le principali sigle sindacali del mondo della ristorazione Fipe-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti.

Auspicabile dare un segnale positivo alle attività che così tanto hanno sofferto in questo ultimo anno. Un modo per consentire l’inizio della ripresa economica. Ora le valutazioni del Cts dovranno essere recepite al più presto con un provvedimento legislativo. Comprendiamo perfettamente la delicatezza del momento, ha precisato Zoratti, ma visto il protrarsi della situazione, riteniamo non si possa più rimandare un cambio di rotta. Concedere alle attività qualche ora in più di lavoro, pur sempre nel rigoroso e imprescindibile rispetto delle regole, aiuterebbe la categoria a rialzarsi.

Zoratti esorta pertanto il governo regionale, con il presidente Massimiliano Fedriga, l’assessore Sergio Emidio Bini e tutta la Giunta, a sostenere la categoria unendosi alla richiesta della Lombardia, che in queste ore ha inviato una lettera formale al Governo domandando che pubblici esercizi, bar, ristoranti e attività assimilabili, al momento costrette a chiudere le serrande alle 18 (in zona gialla), possano continuare a lavorare fino alle 22».

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