09/07/2024

Da Udine muove i primi passi ufficiali AssOss, associazione che si pone l’obiettivo di valorizzare la figura degli operatori ed operatrici socio Sanitari, promuovendone l’organizzazione sul territorio a livello di categoria professionale, lavorando “sugli aspetti ancora problematici ancorati – si legge nello statuto – alla insufficiente definizione delle competenze professionali” , sull’aggiornamento ed allargamento sia di competenze che di responsabilità operative degli OSS e, non da ultimo, per il loro inserimento tra le figure proprie della Sanità.

Il presidente dell’associazione, Donatella Minen presenterà le linee guida dello statuto e le prime azioni progettuali in una conferenza aperta agli organi di informazione, venerdì 10 marzo, alle ore 16.00, nella sala Pasolini del Palazzo regionale di via Sabbadini a Udine.

L’Associazione ha invitato alla conferenza Maria Sandra Telesca, Assessore Regionale della Salute, Loredana Panariti, assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Pari opportunità e Renzo Tondo, Componente III Commissione Tutela della Salute e Servizi Sociali. Sarà presente, tra gli altri, anche un rappresentante di una analoga associazione che sta organizzando gli operatori socio sanitari in Veneto.

A settembre 2015 erano più di 2000 gli Operatori Socio Sanitari, di cui il 90 per cento donne, qualificati dai corsi di formazione coordinati dall’assessorato regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Pari opportunità del Friuli Venezia GIulia,con finanziamenti del Fondo sociale europeo (Fse) 2007.

Il valutatore indipendente Ecoter definì i risultati della formazione straordinari, che ” pongono il Friuli Venezia Giulia all’avanguardia in Italia in questo comparto, anche considerando che lo sforzo posto in essere proseguirà anche in questa programmazione”.

Con una dotazione di oltre 3,5 milioni di euro- ha sottolineato allora l’assessore Panariti – è stata assicurata la formazione anche nel periodo 2016/2018 “per garantire al rimanente personale addetto all’assistenza ancora privo di titolo il conseguimento della qualifica di operatore socio-sanitario e, conseguentemente, la stabilizzazione del posto di lavoro nel settore, con un’evidente ricaduta anche sulla qualità dei servizi e dell’assistenza alla popolazione più fragile della regione”.

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