22/02/2024

di GFB
Il bilancio 20219/2020 del Gruppo Danieli, presentato il 22 ottobre in conferenza virtuale, registra ricavi per due miliardi e 802 milioni di euro con margine operativo lordo di 187 milioni, portafoglio clienti tra i 3 miliardi e 100 e i 3 miliardi e trecento milioni e posizione finanziaria netta di 903 milioni di euro. Nelle previsioni per il 2020/2021 tutti i numeri sono in crescita. Il bilancio consolidato dimostra un decremento di 9 per cento sui ricavi operativi, del meno 22 per cento sul margine operativo lordo e del meno 12 per cento sull’utile netto da attività in funzionamento. I dipendenti al 30 giugno 2020 erano 2.936 rispetto ai 3.099 dell’anno precedente.
L’utile netto dell’esercizio attribuibile al gruppo e di 62,9 milioni di euro, ridotto rispetto allo scorso esercizio per effetto di oneri non ricorrenti una tantum e per le limitazioni alla produzione soprattutto nel settore steelmaking ma anche per lo slittamento di progetti in corso nel settore plantmaking per gli effetti pandemici del COVID-19.


I dati sono stati forniti alla stampa dal vice chairman Alessandro Brussi, in apertura dell’incontro con i giornalisti, che ha preceduto la presentazione in conferenza virtuale del bilancio. Dal punto di vista finanziario Brussi ha ricordato che è in corso una prpoposta di conversione di azioni di risparmio in ordinarie , con un premio ad azione per il quale sono disponibili complessivamente 89 milioni di euro.
Di fatto l’organizzazione worldwide non di sole fabbriche ma di società con ingegneri, tecnici supervisori e tecnici commerciali ha consentito di continuare le attività in USA, Russia e Cina.


” Nei nostri uffici e fabbriche – ha detto la vicechairman Camilla Benedetti – in India, Cina, Thainlandia, Vietnam, continuiamo ad investire con l’obiettivo di redditività e crescita, nella previsione di un trend positivo del consumo di acciaio in India, ma anche nel sud est asia come anche in Cina. Aspetto fondamentale è la valorizzazione del capitale umano e, in questa prospettiva, sviluppiamo l’impegno educativo fin dall’infanzia. Il prossimo anno verrà inaugurata anche la scuola secondaria di primo grado del polo educativo Cecilia Danieli, dove la lingua inglese e il tech saranno la regola per far crescere giovani protagonisti del futuro”.

La flessibilità organizzativa su base planetaria ha fatto sì che il settore plantmaking abbia compensato in buona parte la discesa di ricavi e margini ABS, fortemente compromessa dal COVID-19 nel periodo febbraio-giugno 2020. ABS si conferma, comunque, tra i leader europei per produzioni di vergelle d’acciaio di alta qualità per l’automotive ed impieghi speciali nella robotica in particolare anche grazie all’enorme nuovo impianto in costruzione da una ventina di mesi, e quasi ultimato ,per la produzione di acciai speciali, unico al mondo per tecnologia 4.0. sul quale sono stati fatti investimenti per 190 milioni di euro. ABS è l’unica acciaieria per la produzione di acciai di qualità, con un range di prodotti che va dal diametro di 5,5 millimetri a 500 millimetri in un unico sito, con tutti i risparmi che questo comporta e con altissimi standard di sicurezza dovuti alle tecnologie utilizzate. Su una estensione lineare continua di oltre 500 metri di capannoni è tutto automatizzato. L’incandescenza a vista dell’acciaio e delle persone a cuocersi vicino è un ricordo. Le tecnologie adottate sono per la maggior parte progettate, brevettate e costruite all’interno del Gruppo Danieli.


ABS si pone l’obiettivo di essere il primo operatore in Italia nel settore degli acciai speciali ed entro i primi tre in Europa. “Abbiamo investito un miliardo di euro di ABS – ha sottolineato il Chairman ing.Giampietro Benedetti – ed altri 400 ne investiremo. Grazie al nuovo impianto capace di produrre 500 mila tonnellate di acciaio l’anno, e comprendendo le produzioni degli altri impianti, ABS potrà perseguire l’obiettivo di fatturato di un miliardo e 400 milioni di euro con una marginalità del 10 per cento.
Parlando di competitività, Benedetti ha sottolineato che l’unica straada perseguibile è quella di costare come i cinesi, grazie allo sviluppo tecnologico, tenendo conto di una sfida che vede i cinesi crescere in qualità e formazione, avendo fortemente investito da 15 anni a questa parte in una scuola meritocratica.
“Gli investimenti fatti nel passato – ha aggiunto Giacomo Mareschi Danieli, Group CEO, – ci hanno permesso di contare su una solida base tecnologica. Ora è giunto il momento di migliorare ancora la qualità della vendita, dell’assistenza al cliente, concentrandoci su quello che sappiamo fare per farlo sempre meglio e pensando al domani con indee sempre più green. Nel plantmaking la riopresa delle vendite in Cina, Russia e USA, che rappresentano quasi la metà del portafoglio clienti di Danieli, ha dato ottimi risultati mentre la parte service è stata più distribuita nel mondo.

Guardando alle prospettive a livello globale che influenzano le attività di Danieli nel settore Plantmaking, la produzione mondiale di acciaio ha raggiunto nel primo semestre 2020 circa 875 milioni di tonnellate con una riduzione del 6 per cento, rispetto allo stesso periodo 2019. Le previsioni per l’anno 2020 proiettano una riduzione complessiva del 5-6 per cento circa, con l’Asia in leggera contrazione del 2-2,5 per cento e i paesi avanzati assieme a quelli emergenti con una diminuzione più marcata di circa il 13-15 per cento. Solamente la Cina mostra una crescita nella produzione . Si conferma sempre più l’impegno dei produttori di acciaio nell’operare a livello mondiale con impianti sostenibili, riducendo il consumo di energia ed utilizzando le nuove tecnologie per contenere le emissioni GHG. La qualità della produzione con un’elevata finitura, unitamente ad un servizio puntuale al cliente si confermano, per il gruppo Danieli, i fattori più importanti per ottenere dal mercato prezzi più remunerativi e maggiore continuità nelle forniture verso i clienti. La ricerca e lo sviluppo tecnologico attuati da Danieli nell’ultima decade hanno permesso di ampliare la gamma degli impianti offerti all’intero settore Metal, riducendo sensibilmente il costo necessario per l’investimento iniziale per singolo progetto ma pure ottimizzando i costi operativi di produzione. Per mantenere la competitività, Danieli ha investito molto in tecnologie, permettendo una produzione green di acciaio. Innovazione e prodotti nobili vengono sviluppati e costruiti prevalentemente in Europa mentre la progettazione e fabbricazione di impianti con tecnologie già consolidate viene eseguita nelle fabbriche in Asia, garantendo ad un costo inferiore la stessa qualità europea sia per il mercato siderurgico occidentale sia per quello asiatico, che interessa oltre il 70 % della produzione mondiale di acciaio.

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