21/02/2024

Conclusa la prima tranche di lavori di maquillage sull’Ursus. Presentate alla stampa le opere di manutenzione svolte grazie a uno stanziamento di 40mila euro da parte del Comune di Trieste e illustrate alcune ipotesi di possibili utilizzi. Tra ottobre e novembre il simbolo della Portualità Triestina diventerà il set di un film di Gabriele Salvatores. Il presidente della Guardia Costiera Ausiliaria regionale, Pertot: “Con poche risorse il Pontone Gru potrebbe essere aperto al pubblico e ospitare congressi e mostre”. Il Vicepresidente, de Gioia: “Se venisse preso in carico da qualche Ente pubblico potremmo ottenere finanziamenti europei fino all’80% e farlo diventare un’attrazione turistica alla pari del Bigo di Genova, alto solo la metà”.Il presidente dell’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras, Kante: “L’Ursus ospiterà la prossima edizione di “Trieste maremorje Vitovska”; la Gru è un simbolo come la Torre di Prosecco e vorremmo rappresentasse l’immagine delle nostre bollicine nel mondo”.
 
L’Ursus si è parzialmente rifatto il trucco. I risultati della prima tranche dei lavori di maquillage appena conclusa sono stati illustrati oggi (giovedì 11 luglio) alla stampa alla presenza delle Autorità cittadine e dei vertici della Guardia Costiera Ausiliaria del FVG, a cui la storica struttura è affidata. Grazie a uno stanziamento di 40mila euro da parte del Comune di Trieste – ottenuti attraverso una posta a favore dell’Amministrazione comunale inserita nella legge sulle piccole opere – è stata effettuata la pitturazione del castelletto di poppa, della sala macchine e delle 16 cabine dell’equipaggio. I fondi fanno seguito agli 80mila stanziati dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia (a cui il bene è vincolato in quanto monumento di interesse nazionale) destinati alla cura e alla manutenzione del manufatto. In precedenza, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha stanziato 150mila euro in conto interessi per andare in bacino a fare carena; operazione che era già stata effettuata dieci anni fa sempre grazie a un contributo regionale e che i volontari del mare contano di portare a termine l’anno prossimo. Ma già questo intervento potrebbe portare ad una prima fruibilità da parte del pubblico. E’ stata infatti resa visitabile, con la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione, la sala motori, ma potrebbe essere ulteriormente attrezzata per ospitare mostre artistiche e fotografiche a rotazione. Oltre che Galleria d’arte, l”imponente opera di archeologia industriale del Mare potrebbe rappresentare un appetibile set per produzioni cinematografiche. Tra ottobre e novembre il simbolo della Portualità Triestina diventerà il set di un film di Gabriele Salvatores. Il famoso regista lo ha visitato e ha deciso di utilizzarlo per le riprese del suo prossimo film. Soddisfazione per il risultato del maquillage viene espressa dal Presidente della Guardia Costiera Ausiliaria del FVG, Fabrizio Pertot. “Con poche risorse il Pontone potrebbe essere già aperto al pubblico e ospitare nell’area oggetto degli interventi congressi e mostre. Abbiamo già richieste di espositori locali e addirittura di un atelier francese” ha spiegato Pertot. “La sala macchine, togliendo le paratie, si tramuterebbe in un ampio salone in grado di ospitare conferenze, congressi, cene di gala e matrimoni. Potrebbe essere un primo passo verso quella forma di autogestione economica a cui pian piano si potrebbe arrivare solo con piccoli interventi, a meno che – e ce lo auguriamo – anche altri Enti pubblici non si assumessero iniziative al pari di Stato, Regione e Comune”. “Se venisse preso in carico da qualche Ente pubblico – ha aggiunto de Gioia – potremmo ottenere finanziamenti europei fino all’80% e farlo diventare un’attrazione turistica alla pari del Bigo di Genova, già assurto a simbolo locale nonostante sia alto solo la metà. A differenza della Gru genovese, va ricordato poi che l’Ursus è interamente di costruzione italiana, a parte i motori”. “I fondi europei, sfuggiti per un soffio, ci avrebbero permesso di dotare la struttura di un ascensore per raggiungere la terrazza da cui godere di un panorama mozzafiato. I turisti farebbero la fila. Si potrebbe dotarlo anche di un ristorantino dove fare musica. Un’altra ipotesi potrebbe essere anche quella di trasformare le cabine in camere di hotel. Da privati avremmo potuto ottenere appena il 20% del costo previsto, ma se l’Ursus venisse acquisito da un’ente o si costituisse una joint-venture tra soggetti pubblici e privati, si potrebbe arrivare anche all’80%”. “Questo sia pur utilissimo e prezioso stanziamento – ha continuato Pertot – rappresenta una goccia rispetto a quanto servirebbe per intervenire seriamente sul Pontone, ma si tratta comunque di un segnale importante. Perchè consente di proseguire in quel percorso di interventi a piccoli passi, che per il momento appare l’unica strada praticabile e poi perché potrebbe fungere da esempio per altri Enti che potrebbero intervenire in ugual misura, anche al fine di non disperdere quanto già fatto dallo Stato attraverso il Comune, dalla Regione e dalla Camera di commercio IAA di Trieste, che attraverso l’Assonautica annualmente interviene con 5.000 euro destinati alla piccola manutenzione”. “Io e i produttori che rappresento – ha spiegato il presidente dell’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras Edi Kante – siamo ambiziosi e vogliamo essere presenti attivamente in questa città. Per questo abbiamo pensato di utilizzare l’Ursus per ospitare la prossima edizione di “Trieste maremorje Vitovska” che organizziamo assieme all’Associazione Italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia e ai ristoratori, in coorganizzazione con il Comune di Trieste. Lo storico Pontone avrà finalmente il posto che gli spetta, attraccato davanti alla piazza principale. Kante ricorda la Torre di Prosecco e immagina una sua ideale “ricostruzione”. “L’Ursus per Trieste è un simbolo proprio come la Torre di Prosecco e vorremmo che la sua maestosa immagine rappresentasse idealmente la congiunzione tra la terra del Carso e i suoi prodotti, primo tra tutti il vino Prosecco, e il mare. Il sogno è di portare questo monumento in giro per il mondo a rappresentare degnamente l’immagine di Trieste e dell’Italia: le bollicine che sposano il mare”. La ditta SCEN S.r.l. offrirà dinamicità all’Ursus con l’effetto dei LED, mettendo a disposizione il sistema di illuminazione all’interno della struttura.
Un piccolo esempio del fascino dell’Ursus si è potuto già apprezzare durante le Festività, grazie alla sobria e suggestiva illuminazione. La sua presenza rappresenta un valore aggiunto per la Città, specie in determinate occasioni. Come esempio delle potenzialità, ricordiamo che in occasione della Festa della polizia, grazie alla favorevole collocazione sul Molo Pescheria anzichè relegato com’è oggi sul Molo IV causa gli insostenibili costi di attracco, in tre giorni venne visitato da ben 6mila persone. Lanciamo quindi un nuovo appello alle autorità, alle istituzioni, agli sponsor privati, pur consapevoli che sono tempi non facili. Il pontone è li: non possiamo nasconderlo o eliminarlo, come quando ci offrirono 300mila euro come “ferro vecchio” in quanto bene vincolato: o lo recuperiamo e lo valorizziamo o è condannato all’oblio”.

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