13/05/2024

La capacità di esportare i prodotti italiani all’estero è uno dei fondamenti della crescita di imprese e PIL. Il saper produrre bene guardando a qualità, innovazione e creatività, che sono caratteristiche riconsocute del made in Italy a livello internazionale, ma si deve anche alla capacità di tessere relazioni corrette ed esperte per rendere l’export un fatto concreto L’italia è prevalentmente formata da piccole e medie aziende che pur gruardando all’estero sono prive generalmente di strutture interne specializzate nello sviluppo dell’export eper non parlare di quelle scelte produttive che internazionalizzano l’impresa per renderla maggiormente competitiva. La pandemia ha prodotto uno shock nel rapporto domanda-offerta, rompendo le catene di fornitura e generando blocchi alla libera circolazione delle persone e anche delle merci.’imprenditore deve verificare se esiste ancora il suo mercato di riferimento e soprattutto dove, se in Italia o all’estero – spiega Roberto Corciulo presidente della Holding IC&Partners, una società di consulenza che da 25 anni opera nell’internazionalizzazione delle imprese, in particolare quelle innovative e sostenibili, e che prospetta una crescita costante del proprio volume d’affari nei prossimi 5 anni passando dagli attuali 11milioni di fatturato a oltre 15milioni. società che nei giorni scorsi ha inaugurato la nuova sede a Udine, confermando così il suo radicamento territoriale ma rappresentando anche un unicum nazionale a supporta l’espansione territoriale delle aziende all’estero da tutti i punti di vista commerciale, fiscale, operativo ,legale e formativo. Una consulenza all’export e all’inernazionalizzazione di impresa basata su ben 27 uffici in 17 diversi paesi del mondo, 250 dipendenti, 30 partner strategici che portano ad una presenza globale in 47 paesi nel mondo: è di fatto la più grande piattaforma italiana di questo tipo.

Roberto Corciulo, presidente di IC&Partners

“Dopo decenni di globalizzazione, il Covid sta accelerando la regionalizzazione, riportando a casa le produzioni, ma per poter vendere ed essere competitivi in alcuni paesi, in particolare a Stati Uniti, Russia ed Estremo Oriente, è necessario produrre in loco.” ha sottolieanto roberto Corciulo, alla presenza dell’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini, dell’assessore del comune di Udine Maurizio Franz, del Console Onorario della Repubblica Ceca Paolo Petiziol del direttore generale di Confindustria Udine Michele Nencioni. Quest’ultimo a ricordato i molti anni che vedono collaborarare Confindustria Udine con IC&partner“Il radicamento sul nostro territorio non è in discussione – aggiunge Corciulo – Milano sarebbe la città più vocata per la nostra tipologia di business, ma non lasceremo mai il Friuli”.

dopo Lombardia ed Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia è la terza regione d’Italia per export. La piattaforma di IC&Partners è una risorsa per chi vuole andare all’estero con basi solide. Anche per le piccole e medie imprese del territorio che così possono affrontare la sfida all’estero con serenità e con la competenza di professionisti esperti ”, ha detto l’assessore Bini.

“La Regione – ha concluso l’assessore – segue da vicino questi processi di consolidamento sul mercato estero, e ha dedicato attenzione all’internazionalizzazione con importanti strumenti che sono stati previsti all’interno della riforma SviluppoImpresa. La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con la benedizione di don Giancarlo.

Nella foto di copertina da sinistra, Maurizio Franz, Roberto Corciulo, Sergio Emidio Bini e MIchele Nencioni

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