12/06/2024

Un incontro lezione intenso e partecipato tra il grande poeta e scrittore friulano, Pierluigi Cappello ed alcuni dei giovani studiosi del Laboratorio internazionale della comunicazione.

I fenomeni immigratori “sono irrefrenabili” e ciò di cui “oggi c’è necessità” è “un forte slancio culturale per capire ciò che sta accadendo”, poiché “tutti stiamo camminando su un displuvio”. E questo tempo, “come tutte le epoche di transizione, è pericoloso, ma anche interessante”.

Il poeta e scrittore Pierluigi Cappello ha esortato così a essere protagonisti della propria giovinezza gli studiosi di italianistica del Laboratorio internazionale della cultura, che a Gemona quest’anno sono arrivati da 33 Paesi per tre settimane di confronto, di approfondimenti e di studio, fino al 12 agosto. Lo sprone lo ha dato aprendo la sua casa, ospitandoli per un incontro/lezione su poesia, letteratura e sul Friuli.

Sì, ha ripetuto, un tempo pericoloso quello attuale ma anche interessante, perché “l’incontro tra genti e culture diverse, anche se può generare uno scontro, sono convinto che farà maturare una sintesi culturale superiore” ai due mondi che si sono interfacciati.

iL poeta ha raccontato l’essenza del Friuli e la “cesura” violenta che questa terra ha vissuto, nel 1976. “Ancora una volta”, come tante altre, perché “questo è un territorio abituato a sentirsi attraversato dalla storia che si manifesta sempre con il tratto della violenza”. È accaduto quel 6 maggio di quarant’anni fa e dopo, con le scosse dell’11 e 15 settembre, quelle che segnarono “la vera resa” dei friulani.

“Bisogna restare dentro il baricentro della propria cultura – ha raccomandato Cappello – che significa mantenere il totem, e allo stesso tempo rendersi permeabili a ciò che si incontra”. È la strada per capire anche cosa sta succedendo oggi, poiché “solo quando abbiamo i nostri strumenti, che derivano dal nostro radicamento, possiamo comprendere il resto”. E ha continuato: “Tanto più si è vicini al luogo che ci è stato dato, tanto più si esprime qualcosa del peculiare che ha la cifra dell’universale”.

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