25/09/2022

Viviamo in un Paese governato da uno stato che non paga le fatture alle aziende italiane o lo fa con anni di ritardo, chiudono ospedali funzionanti e funzionali, aumentano l’età pensionabile, le tasse, le accise e diminuiscono le tutele dei cittadini italiani. Anziché promuovere iniziative a favore dei Paesi poveri per aiutarli a migliorare le situazioni dei migranti allo scopo di convincerli a restare nel loro Paese e migliorare la situazione sociale senza scappare per venire in Italia, hanno pensato di agevolarne il rientro.

ern family-1227834_1920A seguito delle discussioni tra Sindaci, Prefetto e Ministro, che hanno evidenziato per l’ennesima volta l’incapacità gestionale e in modo strepitoso alcuni aspetti critici delle migrazioni nel nostro Paese, il governo sembra aver compreso l’esito delle misure di rimpatrio forzato nei confronti di coloro che si trovano sul territorio irregolarmente. Funziona come un boomerang, escono da una parte e rientrano dall’altra.

Non tutti sanno dell’esistenza del Rimpatrio Volontario Assistito, finanziata dal Ministero dell’Interno e dall’Unione Europea nel quadro delle priorità tracciate.

Sono attivi, già da qualche tempo, diversi progetti di Ritorno Volontario Assistito rivolti a diverse tipologie di cittadini di Paesi terzi, tra i quali quelli in stato d’irregolarità e i richiedenti protezione internazionale, la cui domanda è stata rigettata. Questi programmi prevedono il rimpatrio volontario di più di tremila persone entro marzo 2018 ma ad oggi sono poche le persone che ne hanno fatta richiesta e le domande in corso d’istruttoria richiedono tempi di rilascio del nulla osta piuttosto lunghi.

L’ultima perla del governo italiano ha anche un nome cinematografico: “Back to the Future”. Prevede il Ritorno Volontario Assistito e la Reintegrazione (RVAR per chi soffre senza acronimi) nei Paesi d’origine dei cittadini di qualsiasi Paese fuori dall’Europa che ne faccia richiesta mediante un percorso individuale a partire dalle motivazioni, dalle esperienze e competenze ern african shop20171019_134327nonché dalle aspirazioni personali.

Questo progetto è stato pensato per offrire un’opportunità a molti che per motivi personali, per mancanza di lavoro o perché il progetto migratorio si è concluso, di tornare a casa con dignità. Nel caso non sapessi dove dormire in Italia, non sapessi rubare, spacciare o fare qualsiasi altro lavoro, anche in nero per mantenerti qui da noi e decidessi di tornare al tuo Paese d’origine, ma non hai un soldo, ci pensa lo Stato Italiano.

Intanto paghiamo noi il biglietto aereo per l’immigrato e tutta la sua famiglia, poi daremo ad ogni membro della famiglia quattrocento euro a testa, oltre a duemila euro come sussidio di reintegrazione che serviranno per sistemarsi una volta tornato a casa. Per esempio una coppia con due bambini intascherebbe 9.600 euro netti per tornare al punto di partenza. Certo ci sono delle condizioni che devono rispettare, come non fermarsi durante il tragitto e rinunciare al permesso di soggiorno, allo status di rifugiato, alla cittadinanza italiana, alla protezione sussidiaria o per motivi umanitari, tanto una volta usciti dall’Europa non saprebbero cosa farsene.

Questa misura, se diffusa ampiamente all’interno dei servizi facenti capo alle autorità competenti nella gestione delle frontiere, degli uffici immigrazione delle Questure e Prefetture, avrebbe certamente un enorme beneficio per tanti cittadini stranieri che non desiderano più stare in Italia.

ern girl-647714_1920Il progetto del Ministero dell’Interno italiano è grandioso, perché se da un lato ci permette di sperperare i soldi, agevolando il rimpatrio stimato di circa tremila persone su oltre 150.000 migranti l’anno, ma per coloro che aderiranno al progetto, non ci sono restrizioni. Nel caso volesse tornare in Italia dopo qualche tempo, non c’è nessuna sanzione. In futuro potrebbero rientrare in Italia con un qualsiasi visto (solo con espulsione non si può per cinque anni) sostanzialmente come migrante, dovrebbe riiniziare le procedure per soggiorno da capo.

Oltre alle spese indirette come i biglietti aerei, gli accompagnatori in aeroporto e le eventuali assistenze, la stima di spesa per questo progetto relativo a tremila rimpatri dovrebbe ammontare a oltre quattro milioni di euro. La cosa più interessante che quest’operazione non influirà minimamente sul processo d’immigrazione, anzi. Ricordo che se lo scorso anno abbiamo speso oltre tre miliardi fra trasporti, monitoraggi dei mari e ospitalità, quest’anno saranno sicuramente di più.

La dimostrazione dell’efficacia di questo progetto “Back to the Future” è dimostrata dalla costante ricerca di nuovi alloggi e ern 20171019_134539sistemazioni come la caserma Cavarzerani e la caserma Friuli a Udine e la richiesta di maggiori sforzi da parte dei sindaci che non vogliono le sistemazioni con l’accoglienza diffusa, perché se ci sono i nativi che hanno problemi economici derivati dalla scarsità di posti di lavoro, questi migranti cosa andrebbero a fare nei paesini? Quasi cinquemila richiedenti asilo in una regione da poco più di un milione di persone. Questo è un numero molto maggiore rispetto a quanto stabilito dal governo per la distribuzione dei migranti. La nostra regione sta vivendo da anni una situazione inaccettabile, principalmente perché l’indiscriminata e illimitata disponibilità di alcuni Sindaci, ha creato veri e propri ghetti in cui noi ci sentiamo stranieri, diversi. Dal 2014 fino a oggi, oltre dieci mila migranti, seguendo la rotta balcanica, sono entrati dai confini con Austria e Slovenia e molti di loro non fanno nulla tutto il giorno, mentre altri si danno da fare fin troppo. Dall’inizio dell’anno solo la Compagnia Carabinieri di Gorizia ha arrestato sette persone e denunciato altri 28 soggetti (di cui 2 minori) per spaccio di sostanze stupefacenti, segnalando alla Prefettura 36 persone (di cui 10 minori) per detenzione per uso personale di stupefacenti, nonché sequestrato 1170 gr. di marjuana; 135 gr. di hashish; 84 gr. di eroina; 19 gr. di cocaina; 192 pastiglie di droghe sintetiche, psicofarmaci e simili; nonché numerose confezioni di metadone e altre sostanze simili illecitamente detenute.

Un peccato che questa grande idea sia venuta solo all’Italia e valga per gli extracomunitari, altrimenti penserei seriamente di andare qualche giorno all’estero, chiedere il Rimpatrio Volontario Assistito e farmi pagare il biglietto aereo per ritornare dalla vacanza con duemila e quattrocento euro in tasca.

Marco Mascioli

 

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